Un contratto d'affitto a canone concordato può far risparmiare il 25 per cento sull'IMU. Ecco le regole da conoscere, dall'attestazione obbligatoria alla registrazione del contratto
Chi affitta un immobile con un contratto di locazione a canone concordato può beneficiare di un importante sconto sull’IMU.
Per questa particolare tipologia contrattuale, disciplinata dalla legge n. 431/1998, è infatti previsto un trattamento di favore ai fini dell’Imposta municipale propria (IMU), ridotta del 25 per cento rispetto all’importo dovuto.
In vista della prima scadenza fiscale dell’anno, fissata al 16 giugno 2026, è quindi utile riepilogare i requisiti e le regole da rispettare per poter beneficiare dell’agevolazione.
IMU più leggera per chi sceglie il canone concordato
Il canone concordato che incentiva affitti a prezzi calmierati per gli inquilini garantisce dei vantaggi anche sull’IMU ai proprietari.
L’agevolazione si traduce in due diversi livelli di beneficio che alleggeriscono la spesa del proprietario in occasione del pagamento dell’IMU (a giugno e a dicembre):
- uno sconto d’imposta: è prevista, a livello nazionale, una riduzione del 25 per cento;
- delle aliquote comunali ridotte: in aggiunta, i singoli Comuni possono applicare ulteriori riduzioni sulle imposte previste per questa specifica tipologia contrattuale.
L’agevolazione è regolata dall’articolo 1, comma 760, della legge n. 160/2019 e consente, dunque, di pagare un importo ridotto nel caso di stipula di un contratto di locazione a canone concordato.
Canone concordato: i requisiti per accedere allo sconto IMU
Per usufruire dell’agevolazione e applicare correttamente lo sconto, il locatore deve assicurarsi di rispettare precisi requisiti.
La denominazione di canone concordato deriva dal fatto che il costo della locazione non può essere deciso liberamente dal proprietario dell’immobile, ma viene fissato secondo quanto previsto dagli Accordi Territoriali di riferimento dei vari Comuni.
Tali accordi stabiliscono delle fasce di prezzo predeterminate, sulla base delle caratteristiche dell’immobile, entro le quali individuare il canone applicabile.
Per ottenere la riduzione sull’IMU è necessario rispettare i seguenti requisiti:
- limite di prezzo: il canone d’affitto deve rimanere all’interno del range previsto dall’Accordo Territoriale di riferimento;
- durata della locazione: i contratti a canone concordato hanno una durata “classica” di 3+2. Il contratto deve coprire un triennio iniziale, con rinnovo automatico di altri due anni, salvo disdetta da inviare tramite raccomandata almeno sei mesi prima della scadenza. È possibile utilizzare il canone concordato anche per contratti transitori (di massimo 18 mesi) o destinati a studenti universitari, nel caso in cui nei dintorni dell’immobile sia presente un’università;
- registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate: il contratto d’affitto deve essere registrato entro 30 giorni dalla data di stipula;
- “assistenza” o attestazione: durante la stipula del contratto è necessario ottenere “assistenza” da una delle associazioni rappresentative di categoria firmatarie dell’accordo di riferimento. Per i contratti non assistiti è necessario il rilascio di un’apposita attestazione da parte delle stesse organizzazioni firmatarie, che confermi la sussistenza dei requisiti per accedere alle agevolazioni.
Dichiarazione IMU: per il canone concordato non è obbligatoria
Per accedere alle agevolazioni è spesso necessario presentare la dichiarazione IMU.
Precisiamo, però, che per la riduzione dell’IMU sui contratti a canone concordato non occorre presentare alcuna dichiarazione.
Trattandosi di un’informazione di cui i Comuni sono già in possesso, non c’è necessità di una dichiarazione ulteriore. La regola vuole che non serva dichiarare ciò che è già disponibile nelle banche dati degli enti locali.
Come ribadito dalle istruzioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, legate al Decreto direttoriale 29 luglio 2022, riguardo le dichiarazioni IMU e IMPi,
“per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla legge n. 431 del 1998, (...) è venuto meno l’obbligo dichiarativo dal momento che ormai i comuni sono in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’imposta da parte del contribuente.”
I comuni hanno la possibilità di accedere alle locazioni registrate nella banca dati dell’Agenzia delle Entrate e all’elenco di quelle in corso. Questi stessi dati riportano anche le informazioni relative alla tipologia contrattuale, compresi i contratti agevolati.
Di conseguenza, non è necessario inviare la dichiarazione IMU per ottenere la riduzione del 25 per cento sui contratti a canone concordato.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: IMU ridotta in caso di canone concordato: come funziona l’agevolazione