Nuova IMU divisa tra inquilini e proprietari: la proposta dei commercialisti

Imu a metà tra inquilini e proprietari: è una delle richieste avanzate dal CNDCEC nel corso dell'Audizione del 10 luglio 2019 sulla proposta di legge per l'istituzione della nuova imposta unica sulla casa.

Nuova IMU divisa tra inquilini e proprietari: la proposta dei commercialisti

Nuova IMU pagata a metà tra inquilini e proprietari: è questa una delle proposte avanzate dal CNDCEC nel corso dell’Audizione del 10 luglio 2019 sulla nuova imposta unica sulla casa.

Secondo i commercialisti, è necessario riequilibrare il carico del Fisco sui proprietari di immobili, partendo sia dalle regole nel caso di mancato utilizzo che su quelle previste per le case in affitto.

La divisione dell’IMU tra utilizzatori e proprietari uniformerebbe le regole della nuova imposta a quanto previsto già ad oggi per la TASI, dovuta in quota parte sia dal proprietario dell’immobile che dall’inquilino nel caso di affitto.

Nuova IMU divisa tra inquilini e proprietari: la proposta del CNDCEC

È positivo il parere del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili sulla nuova IMU.

La proposta di legge attualmente all’esame della Commissione VI Finanze della Camera prevede l’unificazione di IMU e TASI in un’unica imposta.

Si tratta un intervento di semplificazione importante del sistema fiscale relativo alle imposte locali, una richiesta che i professionisti avanzavano da anni ai diversi governi.

Restano tuttavia alcune criticità da risolvere, secondo il CNDCEC, che nel corso dell’Audizione tenutasi alla Camera il 10 luglio 2019 proprio in merito alla nuova IMU (Proposta di legge AC 1429) ha avanzato le proprie proposte.

Tra queste vi è la ripartizione tra proprietario ed utilizzatore, ovvero semplificando tra inquilino e proprietario per quel che riguarda le abitazioni.

Il CNDCEC chiede al Governo un vero e proprio cambio della logica in merito alla ripartizione del carico fiscale tra il proprietario dell’immobile e l’effettivo utilizzatore. La semplificazione del sistema e l’eliminazione della TASI non dovrebbe abolire “l’unica intuizione felice che ha caratterizzato quello che è stato per il resto l’infelicissimo concepimento di due tributi distinti”.

Il riferimento è alla ripartizione solidale della TASI tra inquilino e proprietario: tra i soggetti passivi dell’imposta vi sono infatti non solo i titolari di diritti reali sugli immobili, ma anche gli effettivi utilizzatori dei medesimi.

Fermo restando le regole generali in materia di esenzione, la TASI a differenza dell’IMU è pagata in solido sia dal proprietario della casa che dall’inquilino e, sottolinea il CNDCEC, si tratta di “patrimonio comune di altre legislazioni fiscali nazionali, a cominciare, ad esempio, da quella francese”.

La divisione della nuova IMU tra proprietario ed affittuario o utilizzatore consentirebbe di ripartire in modo più adeguato il carico fiscale, evitando che la tassa unica sulla casa si trasformi in una “super patrimoniale”.

Nuova IMU ridotta per gli immobili inutilizzati

Se in linea di massima la semplificazione e l’unificazione IMU e TASI è vista positivamente dal CNDCEC, le proposte avanzate nel corso dell’Audizione del 10 luglio 2019 mirano a rendere più equa quella che potrebbe presto essere la nuova imposta unica sulla casa.

Oltre alla divisione tra inquilini e proprietari, la richiesta è anche quella di ridurre l’imposta dovuta nel caso di immobili inutilizzati.

“In una ottica di maggiore equità, appare necessario interrogarsi sulla adeguatezza, rispetto al mondo contemporaneo e alle sue prevedibili evoluzioni future, di un sistema di tassazione degli immobili che ancora oggi è improntato nel senso di considerare come irrilevante, o addirittura da penalizzare, la circostanza di fatto della mancata utilizzazione di un immobile.”

Anche la nuova IMU conferma questa impostazione definita come vetusta dal CNDCEC, e che parifica il carico fiscale per il medesimo immobile qualora sia utilizzato o non utilizzato.

Tale impostazione assume contorni paradossali e profondamente iniqui considerando che spesso avere un immobile sfitto o non utilizzato non è una scelta bensì una conseguenza dell’eccesso di offerta sulla domanda.

Serve un cambio di rotta sulla tassazione degli immobili di modo da incentivare l’investimento immobiliare frenato anche da imposte eccessivamente elevate.

Si allega di seguito il testo integrale dell’Audizione con le proposte del CNDCEC sulla nuova IMU:

PDF - 403.5 Kb
CNDCEC - Audizione Commissione Finanze della Camera del 10 luglio 2019
Istituzione dell’imposta municipale sugli immobili (nuova IMU). Audizione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

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