Giornalisti dipendenti, con la Legge di Bilancio 2022 si passa dall’INPGI all’INPS

Tommaso Gavi - Giornalisti professionisti e pubblicisti

Giornalisti dipendenti, nel testo della bozza della Legge di Bilancio 2022 c'è il passaggio dall'INPGI all'INPS dal 1° luglio 2022. I lavori autonomi resterebbero nella Cassa dei giornalisti. Periodo transitorio per ammortizzatori sociali e infortuni.

Giornalisti dipendenti, con la Legge di Bilancio 2022 si passa dall'INPGI all'INPS

Giornalisti dipendenti, nella bozza del ddl della legge di Bilancio 2022 è previsto il passaggio dall’INPGI all’INPS a partire dal 1° luglio 2022.

Nella cassa dei giornalisti rimarrebbero invece i lavoratori autonomi, iscritti all’INPGI 2.

Per i dipendenti le regole previdenziali saranno rese uniformi a quelle della generalità dei lavoratori dipendenti, applicando il principio del pro-rata.

In altre parole, fino al 30 giugno 2022 si applicheranno le regole INPGI, dopo tale data quelle dell’INPS.

Per gli ammortizzatori sociali e gli infortuni è previsto un periodo transitorio: dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023 si applicheranno le regole in vigore per l’INPGI al 30 giugno 2022 ma le prestazioni verranno erogate rispettivamente dall’INPS e dall’INAIL.

Giornalisti dipendenti, con la Legge di Bilancio 2022 si passa dall’INPGI all’INPS

La Legge di Bilancio 2022 prevede novità per i giornalisti dipendenti.

Se venisse confermato al termine dell’iter parlamentare quanto previsto dalla bozza del ddl approvato dal Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021, i giornalisti dipendenti iscritti all’INPGI passerebbero all’INPS a partire dal 1° luglio 2022.

Il passaggio dall’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani "Giovanni Amendola" all’Istituto nazionale di previdenza sociale riguarderebbe i giornalisti professionisti, pubblicisti e i praticanti titolari di un rapporto di lavoro subordinato di natura giornalistica.

Nel testo in bozza viene prevista l’uniformità del regime pensionistico, nel rispetto del principio del pro-rata.

L’importo della pensione sarebbe determinato, quindi, dalla somma:

  • delle quote di pensione corrispondenti alle anzianità contributive acquisite fino al 30 giugno 2022, calcolate applicando le disposizioni vigenti presso l’INPGI;
  • della quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive acquisite a partire dal 1° luglio 2022, applicando le disposizioni vigenti nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Andranno in pensione secondo le regole INPGI tutti i soggetti che maturano i requisiti entro il 30 giugno 2022.

Anche per i trattamenti di disoccupazione e di cassa integrazione guadagni si applicheranno le regole INPGI in vigore al 30 giugno 2022, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2023. A sostenere gli oneri nel periodo transitorio sarà però l’INPS.

Dal 1° gennaio 2024 si applica, invece, la disciplina prevista per la generalità dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Lo stesso periodo transitorio vale per l’assicurazione contro gli infortuni: fino al 2023 saranno gestite dall’INPGI e successivamente dall’INAIL. Nel periodo transitorio tuttavia i trattamenti saranno a carico dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Nella bozza sono anche indicati i tempi e le modalità per la transizione che vedrà anche un passaggio di personale di 100 unità.

Giornalisti dipendenti, le difficoltà della Cassa e il passaggio all’INPS

Il passaggio dei giornalisti dipendenti dall’INPGI all’INPS si inserisce nel complesso delle misure inserite nel ddl del governo.

Nel presentare la manovra, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha sottolineato che:

“è una Legge di Bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica di questo governo: il documento di economia e finanza, la nota di aggiornamento e il PNRR.”

Nel ddl, che prevede tra gli altri interventi per 12 miliardi di euro per ridurre la pressione fiscale, è prevista anche la misura che modifica la previdenza dei giornalisti.

Le difficoltà della Cassa previdenziale erano note già da diverso tempo.

La previdenza dei professionisti è uscita dalla gestione pubblica con il Dlgs 509/94, da oltre 20 anni.

Negli ultimi 4 o 5 anni l’ipotesi di un rientro nell’INPS era stata avanzata a più riprese.

La Cassa aveva infatti risentito della crisi della professione giornalistica, che nell’ultimo decennio ha perso circa il 20 per cento dei posti di lavoro.

Per colmare il buco di circa 240 milioni di euro, erano state avanzate diverse ipotesi.

Tra queste la proposta di ampliare la platea degli iscritti ai comunicatori. Erano inoltre già state messe in campo diverse misure per ridurre il passivo dell’ultimo bilancio ma gli interventi garantivano entrate per circa 20 milioni l’anno, meno di un decimo della cifra da coprire.

Nel recente passato è stato prospettato anche il commissariamento, spostato al 31 dicembre 2021 dall’articolo 67, comma 9-quinquies del decreto Sostegni bis, che interveniva sulle previsioni della Legge di Bilancio 2021.

La data inizialmente prevista era quella del 30 giugno 2021.

In merito alla misura contenuta nella Legge di Bilancio è intervenuta anche la Presidente dell’INPGI, Marina Marcelloni.

La presidente della Cassa previdenziale ha dichiarato quanto segue:

“Il Consiglio dei Ministri ha inserito nel testo della Legge di Stabilità la norma che consentirà il passaggio parziale degli iscritti dall’Inpgi all’Inps dal primo luglio 2022. Si tratta di una delle due ipotesi formulate dalla Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio alla quale l’Inpgi ha partecipato insieme a Ministero del Lavoro, Ministero delle Finanze, Inps e la stessa Presidenza del Consiglio. Noi abbiamo lavorato fino all’ultimo perché il governo decidesse per la nostra proposta, quella dell’allargamento della platea che avrebbe consentito all’Inpgi di rimanere autonomo nel suo insieme. Contemporaneamente abbiamo lavorato perché la soluzione di passaggio all’Inps fosse comunque la più tutelante nei confronti degli iscritti e delle loro tutele previdenziali.”

Marina Marcelloni ha inoltre sottolineato i risultati ottenuti dell’INPGI:

“Abbiamo ottenuto tre cose fondamentali: l’Istituto non sarà commissariato, tutte le prestazioni maturate al 30 giugno secondo le regole Inpgi, anche quelle di chi non è ancora andato in pensione, sono salvaguardate, l’Inpgi continuerà a esistere per assicurare la previdenza dei giornalisti che svolgono lavoro autonomo. Questo era il nostro dovere di amministratori e credo che lo abbiamo assolto nel migliore dei modi. L’Inpgi continuerà a esistere e continuerà a essere, come è sempre stato, un punto di riferimento fondamentale per i giornalisti.”

Al momento, quindi, resterebbero all’interno dell’INPGI esclusivamente i lavoratori autonomi. Per i dettagli sulla misura e sulla conferma dei tempi di attuazione si dovrà aspettare il termine dell’iter parlamentare che è ancora ai blocchi di partenza.

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