Gestione separata INPS, verso lo stop all’iscrizione d’ufficio per i professionisti?

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Per le iscrizioni d'ufficio alla Gestione separata INPS dei professionisti il Sottosegretario al lavoro Claudio Durigon promette la sospensione dell'Operazione Poseidone che ha colpito giovani avvocati e non solo.

Gestione separata INPS, verso lo stop all'iscrizione d'ufficio per i professionisti?

Il Governo intende mettere fine all’Operazione Poseidone, ovvero all’iscrizione d’ufficio alla Gestione separata INPS per migliaia di professionisti.

Ad annunciarlo è il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, nel corso dell’Interrogazione alla Camera del 9 ottobre 2018 proposta dal Deputato Coletti del M5S.

Uniformandosi a diverse sentenze che hanno visto soccombente l’INPS, il Governo ha inviato l’Istituto ad annullare le iscrizioni d’ufficio alla Gestione separata, mettendo un punto all’Operazione Poseidone che ha coinvolto negli anni avvocati ma non solo.

Ad oggi, tuttavia, l’INPS sembra non voler retrocedere e i contenziosi avviati con migliaia di professionisti sono tutt’ora in corso.

Gestione separata INPS, verso lo stop all’iscrizione d’ufficio per i professionisti

L’iscrizione d’ufficio alla Gestione separata avviata dall’INPS con l’Operazione Poseidone potrebbe essere vicina alla fine. Questo è almeno quanto dichiarato dal Sottosegretario al Ministero del Lavoro con delega sulle Casse dei professionisti, Claudio Durigon nel corso dell’Interrogazione dell’8 ottobre.

Il Governo ha invitato l’INPS a:

“valutare l’opportunità di agire in autotutela, annullando le suddette iscrizioni d’ufficio, ad eccezione di quelle relative ai professionisti che abbiano comunque ritenuto di versare alla gestione separata dell’Istituto, senza adire le vie legali, per vedersi riconosciuta un’anzianità contributiva utile ai fini pensionistici, per annualità altrimenti non coperte da contribuzione a tal fine”.

Un invito che, in caso di mancata traduzione in pratica, potrebbe trasformarsi in un intervento più incisivo, con la possibilità di coinvolgimento della Corte dei Conti. Questa è almeno la richiesta avanzata dal Deputato Andrea Coletti del M5S, primo firmatario dell’interrogazione posta all’On. Durigon.

Causa diretta dell’avvio dell’Operazione Poseidone dell’INPS è stata la riforma Dini del 1995, che oltre ad aver previsto la possibilità di costituire enti privati di previdenza per i liberi professionisti ha istituito, a partire dal 1° gennaio 1996, la Gestione separata dell’INPS.

Tale Gestione ha funzione residuale e sono obbligati all’iscrizione i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo in via abituale, nonché i titolari di rapporti di collaborazione e gli incaricati alla vendita a domicilio.

Gestione separata INPS professionisti senza cassa: chi è obbligato all’iscrizione

Nel corso dell’Interrogazione, il Sottosegretario Durigon ha riepilogato quali sono i professionisti obbligati all’iscrizione alla Gestione separata INPS.

Nel farlo non poteva che richiamare la norma di interpretazione autentica intervenuta per chiarire il perimetro dei soggetti per i quali scatta l’obbligo di iscrizione e versamento alla specifica gestione dell’INPS.

L’articolo 18, comma 12, della legge n. 111 del 15 luglio 2011 chiarisce che sono tenuti ad iscriversi alla Gestione separata INPS i cosiddetti “professionisti senza cassa”, ovvero i soggetti che hanno prestato attività di lavoro in cui servizio non è subordinato all’iscrizione presso albi professionali ovvero che svolgono attività non soggette al versamento dei contributi in base agli statuti e ai regolamenti dell’Ente di appartenenza.

Iscrizione d’ufficio Gestione separata INPS: l’avvio dell’Operazione Poseidone

Proseguendo, l’intervento di Durigon ricorda come la questione dell’obbligo o meno di iscrizione alla Gestione separata INPS per i professionisti sia da sempre stato caratterizzato da controversie e dubbi interpretativi.

L’avvio dell’Operazione Poseidone, con la quale sono state avviate diverse procedure d’iscrizione d’ufficio, si rivolge ai liberi professionisti iscritti soltanto ad albi di categoria e non anche alla correlata Cassa in quanto non tenuti al versamento del contributo soggettivo ma che avevano comunque versato la contribuzione integrativa al proprio ente.

Secondo l’orientamento dell’INPS, tradotto in pratica nell’Operazione Poseidone, il versamento del contributo integrativo alla Cassa di appartenenza da parte del libero professionista non assicura una posizione previdenziale utile ai fini pensionistici.

Per questo, nel corso del 2009 e con decorrenza a partire dal 1° gennaio 2007, l’Operazione Poseidone ha di fatto avviato diverse procedure di iscrizione d’ufficio alla Gestione separata INPS per tutti quei professionisti con redditi non assoggettati al prelievo presso le rispettive Casse.

Tra questi gli avvocati, che in caso di redditi minimi erano esonerati dal versamento dei contributi alla Cassa Forense ma che invece, secondo l’INPS, erano comunque tenuti a pagare la quota di contributi previsti dalla Gestione separata.

La maggior parte dei contenziosi avviati tra professionisti e INPS hanno visto l’Istituto come parte soccombente. Da qui l’invito del Governo a sospendere l’Operazione Poseidone e ad annullare le migliaia di procedure di iscrizione d’ufficio.

Verso la risoluzione dei contenziosi tra professionisti e INPS?

Nonostante l’invito del Governo usare il condizionale è d’obbligo. Ad oggi l’INPS si è tutt’altro che adeguato alla richiesta posta dal Ministero del Lavoro.

Alla risposta del Sottosegretario Durigon, il Deputato del M5S andrea Colletti ha ribadito che anche a fronte delle sentenze a favore dei professionisti, l’INPS pare voler continuare in questo contenzioso di tipo previdenziale che ha colpito soprattutto giovani che non avevano un reddito talmente alto da poter accedere alle Casse di categoria.

Per questo l’invito posto al Governo dai firmatari dell’Interrogazione è di inviare un esposto alla Corte dei Conti, di modo “da far capire all’INPS che deve rispettare la legge, che deve rispettare l’interpretazione autentica del Parlamento e che deve rispettare soprattutto tutti i liberi professionisti”.