Matteo Salvini al Festival del Lavoro 2019: la flat tax è un dovere

Rosy D’Elia - Irpef

Matteo Salvini alla seconda giornata del Festival del Lavoro 2019: quali sono le necessità per la società, fuori e dentro il mercato del lavoro? La flat tax è un dovere. L'obiettivo del governo è una manovra entro l'estate, e sulla scelta tra tassa piatta e riduzione del cuneo fiscale annuncia un tavolo tecnico.

Durante la seconda giornata del Festival del Lavoro 2019 a Milano l’attesissimo incontro con Matteo Salvini: quali altri provvedimenti ha in cantiere il governo per dare linfa vitale all’Italia, fuori e dentro il mercato del lavoro? La priorità del vicepremier continua ad essere la flat tax, nonostante i costi. Si continua senza esitazione anche su quota 100. Tra gli obiettivi immediati: una manovra economica anticipata, da chiudere “prima di tutti gli altri anni”, e un tavolo tecnico per decidere sulla riduzione del cuneo fiscale.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera questa mattina, il vicepremier lanciava un ultimatum: se non si procede con una riforma fiscale, pronto a lasciare il governo. Ma sulla provocazione, durante l’incontro con i consulenti del Lavoro, sorride e ritratta: “l’intenzione è di governare ancora per 4 anni”.

Sul palco del Centro Congressi Mi.Co ieri era atteso, invece, l’altro vicepremier del governo giallo-verde, Luigi Di Maio. Ma il Festival si è aperto senza il suo intervento: il leader del Movimento 5 Stelle potrebbe arrivare, a sorpresa, domani in chiusura.

Nella sala gremita dell’Auditorium del centro congressi Mi.Co, Matto Salvini ha detto: “mi spiace per chi non viene perché si perde qualcosa”.

Matteo Salvini al Festival del Lavoro 2019: la flat tax è un dovere

Il reddito di cittadinanza sta al Movimento 5 Stelle, come la flat tax sta alla Lega. Fin da quando il governo ha mosso i primi passi, la tassa piatta rientra tra le sue priorità.

Nel contratto di governo le due forze politiche hanno messo nero su bianco la necessità di portare avanti “una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, in armonia con i principi costituzionali”.

Sul tema, durante l’incontro della seconda giornata del Festival del Lavoro 2019, Matteo Salvini ha esordito con una costatazione:

“Abbassare le tasse non è un diritto, un capriccio, un’ipotesi. Abbassare le tasse, non a tutti, ma a tanti e subito, è un dovere di chiunque sia al governo di questo paese. Non è una minaccia, è una presa d’atto”.

Con la Legge di Bilancio 2019, è stato compiuto il primo passo verso la flat tax: il regime forfettario è stato rivoluzionato portando il limite massimo dei ricavi per l’accesso fino a 65.000 euro.

Ora si parla dei prossimi passi, la discussione è accesissima e ancora non è chiaro l’impianto che prenderà forma.

Durante l’incontro Matteo Salvini ha confermato le sue ultime dichiarazioni: la necessità è quella di partire con la flat tax per le famiglie con un reddito fino a 50mila euro all’anno e con figli per far ripartire consumi e lavoro. E allo stesso tempo di rimodulare alcune aliquote Irpef e portare a 100mila euro la quota di fatturato per partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori su cui applicare una tassa unica.

Al Festival del Lavoro 2019, Matteo Salvini: flat tax o riduzione del cuneo fiscale? Un tavolo tecnico

Nell’analisi dei pro e dei contro quello che preoccupa sono i costi, nei mesi scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è trapelata una stima, poi subito smentita, secondo la quale con la tassazione piatta entrerebbero nelle casse dello Stato 60 miliardi di euro in meno.

Anche lo steso Matteo Salvini è consapevole del fatto che servirà trovare delle risorse per compensare l’adozione della flat tax, anche se parla di cifre molto più basse.

Almeno 10 miliardi sono necessari per una riforma fiscale altrettanto necessaria.

“Evidente che la prossima manovra economica non solo non dovrà aumentare l’IVA di 23 miliardi, ma dovrà sforzarsi di tagliare le spese di troppo e di proseguire sulla valorizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ci sono 18 miliardi di beni da mettere a reddito, di continuare con la lotta all’evasione. Ma l’unico modo per combattere l’evasione è rendere conveniente e possibile pagare le tasse”.

Dalla tassa piatta, poi, il Ministro dell’Interno si aggancia all’altro tema caldo del momento:

“Chi paga il salario minimo? Se non riduco le tasse non posso garantire un salario”.

Nel rebus di flat tax, salario minimo e riduzione del cuneo fiscale: qual è la strada prioritaria da seguire?

“Il mio obiettivo è di fare un tavolo tecnico entro luglio. Non arrivare alla manovra economica a ottobre, novembre, dicembre, ma anticiparla il più possibile. Fosse per me la farei entro la fine dell’estate.

Su riduzione cuneo fiscale o flat tax, stiamo valutando la scelta, non vorrei farla da solo ma inviterò e inviteremo tutti i soggetti economici da Confindustria, Confartigianato, Coldiretti, ai sindacati, ai consulenti del lavoro perché mi piacerebbe farla insieme. Vorrei invitare tutti gli altri a corresponsabilità. Ci mettiamo a tavola perché è un momento difficile”.

E la riduzione delle tasse non è l’unico punto su cui ha intenzione di tirar dritto. Nonostante la preoccupazione sui costi e i segnali di richiamo che arrivano dall’Europa, si continua anche con la riforma delle pensioni verso quota 41. E afferma: “quota 100 non si discute e la confermo anche per gli anni a venire”.

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