Evasione fiscale, nel 2017 record di recupero. Casero punta sulla fattura elettronica

Redazione - IVA

Evasione fiscale, record di recupero nel 2017, con oltre 20 miliardi di euro incassati dallo Stato. Ecco il documento sui risultati raggiunti dall'Agenzia delle Entrate.

Evasione fiscale, nel 2017 record di recupero. Casero punta sulla fattura elettronica

Evasione fiscale, anno di recupero record per l’Agenzia delle Entrate e per il ramo Riscossione, con ben 20,1 miliardi di euro in più entrati nelle casse dello Stato nel 2017.

I dati sull’attività di contrasto all’evasione fiscale sono stati presentati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini e pubblicati sul sito ufficiale nel documento di sintesi “Servizi offerti e risultati raggiunti ”

In un’intervista rilasciata durante Telefisco 2018, il convegno annuale organizzato dal Sole24Ore, il tema è stato affrontato anche dal viceministro dell’Economia Casero, il quale ha sottolineato l’importanza dei risultati raggiunti grazie alle misure di contrasto introdotte.

È aumentata del 5,8% la somma delle entrate nel 2017 a seguito delle attività di contrasto all’evasione fiscale.

Per Casero bisogna continuare a portare avanti la rivoluzione della compliance fiscale e puntare sull’obbligo di fattura elettronica in vigore tra la metà del 2018 e del 2019.

Evasione fiscale, recupero pari a 20,1 miliardi di euro nel 2017

Tra rottamazione delle cartelle, voluntary disclosure e misure di compliance adottate dall’Amministrazione Finanziaria, il risultato dell’attività di contrasto all’evasione fiscale portato avanti dal Governo ha portato i risultati sperati.

I risultati raggiunti nel 2017 sono stati presentati dall’Agenzia delle Entrate con il documento pubblicato il 1° febbraio 2018 sul portale istituzionale e di seguito allegato:

PDF - 1.6 Mb
Agenzia delle Entrate - servizi offerti e risultati raggiunti 2017
Scarica il documento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate con tutti i risultati relativi al recupero dell’evasione fiscale

Il 2017 è stato presentato, dal direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, come l’anno record per il recupero dell’evaso, con entrate nelle casse dello Stato pari a 20,1 miliardi di euro, pari al 5,8% in più rispetto al 2016.

Accanto ai commenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate, convinto che tra i motivi del successo dell’attività di contrasto vi sia la nuova strategia di compliance fiscale, arrivano le parole del Premier Gentiloni, secondo cui “un Fisco amico non è necessariamente un Fisco debole nei confronti degli evasori”, richiamando anche alla strategia portata avanti dall’Agenzia delle Entrate per stimolare all’adempimento spontaneo.

Casero: serve rivoluzione fiscale, puntare su fattura elettronica

I dati dell’Agenzia delle Entrate sono stati commentati anche dal viceministro dell’Economia Casero che, in un’intervista rilasciata agli esperti del Sole24Ore durante Telefisco 2018 ha sottolineato che ora è importante continuare per la strada già delineata dal Governo.

Secondo Casero il contrasto all’evasione fiscale parte da una grande semplificazione fiscale, una rivoluzione che parte dall’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutti a partire dal 2019.

Dichiarazioni che si scontrano con quanto affermato, sempre durante Telefisco 2018, dal Presidente del CNDCEC Massimo Miani, in merito ai nuovi adempimenti Iva: spesometro e comunicazioni delle liquidazioni periodiche.

Secondo il presidente dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili questi adempimenti, pur fornendo molti dati all’amministrazione finanziaria, non sono efficaci per combattere l’evasione fiscale. Il concetto centrale è sempre lo stesso: chi non fatturava prima di questi adempimenti continuerà a non farlo neanche dopo...

I nuovi adempimenti IVA dovrebbero essere essenziali, consentendo al fisco di avere dati specifici (imponibile, IVA e poco altro) e non i dati che non servono a nulla per il fisco.

Inoltre, secondo Miani, la fattura elettronica rappresenta oggi un rischio per le imprese e potrebbe portare ad un vero e proprio “ingorgo fiscale”.