L’Associazione Italiana Chiropratici richiede l’immediata revoca della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che assoggetta ad IVA le prestazioni e introduce l’obbligo di fatturazione elettronica
L’applicazioni dell’IVA sulle prestazioni sanitarie dei chiropratici è da tempo un tema controverso. Da ultimo quando l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 9/2026, ha sostenuto l’assoggettamento delle prestazioni chiropratiche all’imposta e l’obbligo di fatturazione elettronica.
le prestazioni sanitarie finalizzate a diagnosi, cura e riabilitazione devono essere esenti da IVA, in quanto rispondono a un interesse generale e mirano a garantire l’accesso alle cure, spiegano dall’AIC, l’Associazione Italiana Chiropratici.
L’associazione, infatti, richiede l’immediata revoca della risoluzione AdE lanciando l’allarme sul possibile “rischio di boom di ricorsi” e lamentando un “palese conflitto con la normativa europea sulle professioni sanitarie”.
IVA sulle prestazioni dei chiropratici: dall’AIC la richiesta di esenzione
L’Associazione Italiana Chiropratici richiede l’immediata revoca della risoluzione n. 9/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Questo quanto si legge nel comunicato diffuso dall’AIC il 25 marzo, nel quale viene denunciata la mancata esenzione IVA per le prestazioni sanitarie dei chiropratici.
La chiropratica è definita dall’OMS come una professione sanitaria dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione dei disturbi del sistema neuro-muscoloscheletrico e, specifica l’Associazione, è stata riconosciuta dal legislatore italiano come professione sanitaria di interesse pubblico già con la Legge n. 244/2007 e successivamente con la Legge n. 3/2018, che ne ha previsto il pieno inserimento tra le professioni sanitarie.
Alla luce della normativa europea e della consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, le prestazioni sanitarie finalizzate alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione devono essere esenti da IVA, dato che rispondono a un interesse generale e mirano a garantire l’accesso alle cure.
“In questo contesto”, ha dichiarato il Presidente AIC, Benito Oliva, “la chiropratica è stata più volte riconosciuta come attività sanitaria esente da IVA anche in assenza di una completa regolamentazione nazionale, purché esercitata da professionisti adeguatamente qualificati”.
Un orientamento, continua Oliva, che è stato recepito anche dalla Corte di Cassazione che, con giurisprudenza ormai consolidata, ha affermato che:
- l’esenzione IVA dipende dalla natura sanitaria della prestazione;
- è sufficiente il possesso di un titolo idoneo, anche conseguito all’estero;
- non è ragionevole subordinare l’esenzione all’emanazione di regolamenti attuativi non ancora adottati.
Nonostante ciò, spiegano dall’Associazione, l’Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione n. 9 del 24 febbraio 2026, ha sostenuto l’assoggettamento ad IVA delle prestazioni chiropratiche e l’obbligo di fatturazione elettronica, “basandosi esclusivamente sulla mancata piena attuazione normativa della professione in Italia”. Una posizione che risulta in contrasto con la normativa europea, l’orientamento italiano e il principio di neutralità dell’IVA.
“L’Associazione”, spiega l’avvocato dell’AIC Laura Frattari, “evidenzia come l’attuale posizione dell’Agenzia delle Entrate rischi di aumentare i costi per i pazienti, limitando l’accesso alle cure oltre che generare un contenzioso massivo e oneroso per l’amministrazione pubblica e creare distorsioni della concorrenza tra professionisti sanitari”.
C’è il “rischio boom di ricorsi e un palese conflitto con la normativa europea sulle professioni sanitarie” aggiunge Oliva.
È per tali motivi che l’AIC ha chiesto l’immediata revoca della risoluzione AdE, con conseguente riconoscimento esplicito dell’esenzione IVA per le prestazioni chiropratiche di diagnosi, cura e riabilitazione, rimanendo a disposizione delle autorità competenti per un’audizione e per contribuire alla definizione di una soluzione conforme al diritto e che tuteli i cittadini.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: IVA sulle prestazioni dei chiropratici: dall’AIC la richiesta di esenzione