CU INPS errate e dichiarazione dei redditi precompilata: i pensionati non hanno di che preoccuparsi. Nessun rischio per il bonus fiscale nel modello 730
Gli errori segnalati in molte Certificazioni Uniche rilasciate da diversi enti, tra cui anche l’INPS, interessano anche le CU dei pensionati?
La risposta in sintesi è no. I pensionati possono dormire sonni tranquilli in quanto le loro dichiarazioni dei redditi precompilate non sono coinvolte.
Certificazione unica INPS errata: nessun rischio per i pensionati
La questione nasce dalla segnalazione di alcuni errori nei dati della certificazione unica, fondamentali per alimentare il modello 730/2026, da parte di diversi Enti tra cui spicca l’INPS.
In pratica, i dati delle CU di molti contribuenti non potranno essere corretti entro il prossimo 14 maggio 2026, data a partire dalla quale cittadini e cittadine potranno modificare e inviare online la dichiarazione dei redditi precompilata.
Ad oggi, infatti, il modello 730 in versione precompilata è disponibile online nella sola modalità di visualizzazione.
Gli errori, smentiti dall’Agenzia delle Entrate, derivano da dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, co. 1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (c.d. “somma aggiuntiva”) o all’ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente.
Cosa significa?
La questione riguarda sostanzialmente il taglio del cuneo fiscale e contributivo che, da due anni a questa parte è passato da sconto sui contributi previdenziali a detrazione fiscale. Per calcolarlo, il datore di lavoro deve indicare se il reddito percepito sia compatibile con l’agevolazione fiscale.
Ebbene, l’INPS avrebbe indicato per circa due milioni di contribuenti il codice “2”, che di fatto esclude dal beneficio.
Gli importi relativi alla potenziale perdita di benefici fiscali sono importanti. Per esempio, per chi guadagna fino a 20.000 euro lordi l’anno il mancato riconoscimento può valere fino a 960 euro. Mentre per la fascia tra i 20.000 e i 40.000 euro di reddito lordo annuo la detrazione massima sfiora i 1.000 euro.
Per questo motivo sarà importante controllare adeguatamente i dati riportati nella dichiarazione dei redditi precompilata.
Ma chi sono i contribuenti coinvolti e perché i pensionati possono stare tranquilli?
Errori nella CU INPS e benefici fiscali: per i pensionati non cambia nulla
I contribuenti interessati sono sostanzialmente lavoratori e lavoratrici dipendenti come personale della scuola, operai edili, beneficiari di Naspi, cassa integrazione e maternità. In generale, anche gli altri dipendenti pubblici devono prestare molta attenzione.
I pensionati e le pensionate, come detto, non sono interessati dagli errori nelle Certificazioni Uniche. Questo semplicemente perché i pensionati non beneficiano del taglio del cuneo fiscale e contributivo e quindi la questione non si pone.
La misura, infatti, spetta solo ai titolari di reddito di lavoro dipendente, prestazioni a sostegno del reddito e di accompagnamento alla pensione/anticipo pensionistico.
Nelle FAQ pubblicate dall’INPS in merito alla pubblicazione delle CU aggiornate e corrette, viene spiegato a chiare lettere che non cambia nulla anche per i pensionati con redditi da pensione e titolari di una pensione integrativa/complementare nel 2025.
Questo perché il taglio del cuneo non spetta ai titolari di soli redditi da pensione e di redditi assimilati al lavoro dipendente.
Quali pensionati devono fare attenzione alla dichiarazione dei redditi precompilata
Gli unici pensionati che invece devono prestare attenzione sono quelli che hanno beneficiato di una prestazione di sostegno al reddito nel 2025.
In questi casi, spiega l’INPS, nella CU 2026 aggiornata è presente, al punto 719, l’importo della prestazione erogata che dà diritto ai benefici in questione.
Ai fini del beneficio fiscale spettante, il contribuente deve verificare il “reddito di riferimento”, di cui al punto 449 della CU 2026, che è composto dalla somma dei redditi complessivamente percepiti nell’anno.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Errori nella certificazione unica INPS: nessun rischio per i pensionati