Ecobonus, nuovi limiti di spesa in arrivo. Ecco come si calcolerà lo sconto

È pronta la bozza del decreto con i nuovi limiti di spesa per l'Ecobonus: cambia la modalità di calcolo dello sconto e il rischio è che l'importo della detrazione si riduca drasticamente.

Ecobonus, nuovi limiti di spesa in arrivo. Ecco come si calcolerà lo sconto

Novità sull’ecobonus: è in arrivo il decreto che modifica i limiti di spesa per i lavori ammessi alla detrazione per risparmio energetico.

La bozza del decreto sul tavolo del MISE, MEF e MIT e Ministero dell’Ambiente stabilisce che la spesa massima detraibile sia calcolata in base al metro quadro o al kw e la conseguenza sarà la riduzione dell’importo ammesso alla detrazione prevista dall’Ecobonus.

Si ricorda che il decreto non è una volontà del nuovo Governo ma rappresenta una di quelle modifiche all’Ecobonus introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, la quale demandava ad un apposito decreto interministeriale il compito di fissare i nuovi limiti di spesa, fermi dal 2009.

Le novità non riguarderanno soltanto l’importo massimo di spesa detraibile ma anche gli adempimenti necessari per beneficiare della detrazione del 50% o del 65%, con nuove regole in merito alla compilazione del bonifico parlante.

Il tutto con una penalizzazione per imprese e cittadini interessati all’Ecobonus, la detrazione che ad oggi è riconosciuta fino alla fine del 2018 per i lavori in edifici singoli e fino al 2021 per quelli in condominio.

Ecobonus, decreto in bozza con i nuovi limiti: cosa cambia

I limiti di spesa dell’ecobonus saranno calcolati al metro quadro o in base ai kilowatt: è questa la principale novità contenuta nella bozza del decreto sul tavolo del MISE che potrebbe drasticamente ridurre la detrazione prevista per i lavori di risparmio energetico.

Il tetto di spesa che sarà necessario rispettare sarà duplice: da un lato quello globale per tutte le spese sostenute e dall’altro i valori unitari per ciascuna delle spese detraibili. Anche sul tetto di spesa globale, inoltre, si parla di una pesante riduzione.

Secondo quanto previsto dal testo del decreto e secondo le novità anticipate dal Sole24Ore, saranno 28 i massimali di spesa: la maggior parte di questi saranno stabiliti in base al metro quadro (come l’installazione e sostituzione di infissi, schermature solari o isolamento di pavimenti e pareti). Per quanto riguarda, invece, caldaie e simili, l’importo massimo detraibile sarà determinato sulla base dei kilowatt.

Nuovi limiti di spesa ecobonus: modalità di calcolo

Ad esempio, la spesa detraibile per l’installazione di un infisso sarà compresa tra i 350 e i 450 euro al metro quadrato, si passerà a 160 euro per le schermature solari.

Per la detrazione di caldaie, pompe di calore o generatori di caldaie a biomasse la spesa sarà parametrata in base ai Kw: 250 euro per le caldaie a condensazione con potenza nominale inferiore ai 35kw, 200 euro per le caldaie con potenza superiore.

Per le pompe di calore il limite di spesa detraibile sarà compreso tra i 650 e i 750 euro, per gli scaldacqua a pompa di calore il tetto di spesa sarà fissato tra i 1.000 e i 1.250 euro.

Alla base delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 e sulle quali sarà il nuovo Governo a dire l’ultima parola c’è la volontà di limitare l’importo di spesa detraibile e, così come previsto anche dalle nuove aliquote di detrazione (pari al 50% e al 65%) di differenziare la tipologia di agevolazione riconosciuta.

Detrazione infissi e serramenti minima con il nuovo ecobonus

Gli effetti della stretta all’ecobonus si farebbero sentire non soltanto sui contribuenti ma anche sulle imprese del settore che, grazie alle detrazioni fiscali riconosciute negli ultimi anni, hanno potuto contare su un notevole aumento di fatturato.

Ad essere penalizzati dai nuovi limiti di spesa previsti dalla bozza di decreto MISE sarebbero soprattutto le imprese del settore serramenti e infissi e a denunciare le criticità della bozza del provvedimento è stata la CNA Produzioni:

L’ipotesi sul tavolo del governo sarebbe quella di introdurre dei limiti di spesa parcellizzati per la sostituzione degli infissi, impostazione, questa, che rischierebbe di penalizzare le Pmi italiane. Il testo del decreto introdurrebbe requisiti tecnici che sarebbero penalizzanti per il settore in quanto volti a premiare esclusivamente serramenti perlopiù importati dall’estero, con un’evidente distorsione del mercato a scapito di tutta la filiera di qualità delle nostre imprese fino al consumatore finale.

Allo studio, infatti, ci sarebbe l’introduzione di una nuova famiglia di massimali al metro quadrato. Quindi, a guidare le scelte di investimento dei privati non sarebbe più soltanto il tetto di detrazione complessivo (oggi fissato a 60mila euro), ma un tetto parcellizzato che fissa un limite massimo oltre il quale non è possibile recuperare quanto speso.

Oltre, dunque, alla riduzione dell’aliquota di detrazione, che per la sostituzione delle finestre è passata dal 65% al 50%, i prodotti di qualità tipicamente offerte dalle nostre PMI sarebbe ulteriormente penalizzati.

Ulteriori novità sull’ecobonus e criticità

A cambiare non saranno soltanto i limiti di spesa per i lavori ammessi all’ecobonus ma anche gli adempimenti necessari per beneficiare della detrazione dall’Irpef del 50% o del 65% della spesa sostenuta.

Tra le misure previste nella bozza del decreto si parla di una modifica anche alle modalità di compilazione del bonifico parlante, all’interno del quale sarà necessario anche indicare il numero e la data della fattura pagata.

Tra le criticità e i dubbi che accompagnano la notizia vi è la decorrenza delle nuove regole: il decreto diventerà ufficiale dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, quindi, dovrebbe lasciare invariate le regole per i lavori effettuati dal 1° gennaio 2018 e fino alla data di attuazione della misura.

Si verrebbe a creare quindi una differenziazione importante tra i contribuenti ed è ipotizzabile che fino all’entrata in vigore delle nuove regole vi sarà una vera e propria corsa all’ultimazione dei lavori al fine di poter beneficiare dell’ecobonus nella sua versione originaria.