Doppia laurea, verso la revoca del divieto di iscrizione a due corsi in contemporanea

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Doppia laurea, si va verso la revoca del divieto di iscrizione a più corsi di istruzione superiore in contemporanea. È stato approvato l'11 ottobre 2021 alla Camera il testo della norma che eliminerebbe un veto in vigore dal 1933. Ora si attende l'ok del Senato.

Doppia laurea, verso la revoca del divieto di iscrizione a due corsi in contemporanea

Doppia laurea: l’iscrizione a due corsi di istruzione superiore in contemporanea potrebbe essere presto sdoganata.

La Camera dei Deputati ha infatti approvato un progetto di legge che punta a eliminare una norma di quasi 90 anni fa: l’articolo 142, secondo comma, del Regio Decreto n. 1592 del 1933.

La disposizione da cassare vieta a uno studente di iscriversi simultaneamente a più università o istituti di istruzione superiore e a più facoltà o scuole della stessa università o dello stesso istituto.

Il via libera che spazzerebbe via il divieto della doppia laurea, definito “anacronistico” dai promotori della norma, è arrivato all’unanimità con 387 a favore, nessun contrario. Ora manca solo l’ok del Senato.

Doppia laurea, verso la revoca del divieto di iscrizione a due corsi in contemporanea

Il divieto di conseguire una doppia laurea o semplicemente di seguire due corsi di studio superiore ha i giorni contati.

L’Atto Camera n. 43-A​, il testo normativo che intende eliminare il veto, ha incontrato il consenso unanime del primo ramo del Parlamento lo scorso 12 ottobre e ora verrà trasmesso al Senato.

Lo scopo è quello di adeguare la normativa italiana alla maggior parte degli ordinamenti degli altri Paesi europei, che riconoscono agli studenti la facoltà di iscriversi contemporaneamente a più di un corso di studio.

Si favorirebbe così anche l’interdisciplinarietà delle conoscenze per creare figure professionali che rispondano alla variabilità e alla complessità del mercato del lavoro.

Tra l’altro, il divieto della doppia iscrizione sta provocando una contraddizione non di poco conto. Si tratta del paradosso per cui questo vincolo impedisce agli atenei italiani di stringere accordi tra loro per il rilascio dei titoli congiunti, ma non con enti stranieri.

Gli istituti possono infatti accordarsi per lo stesso fine con atenei di terzi Paesi e solo con questi ultimi possono definire corsi di studio integrati che culminano nel rilascio di un titolo congiunto (“joint degree”) o di un doppio titolo.

Doppia laurea, i limiti che resterebbero in vigore anche dopo l’eventuale revoca del divieto

Cosa non sarà comunque consentito dopo l’eventuale approvazione di questa legge? Sono due le situazioni che resteranno fuori dalla norma appena approvata alla Camera.

In particolare, il divieto continuerà a rimanere in vigore nei seguenti casi:

  • nell’ipotesi in cui ci si voglia iscrivere in contemporanea allo stesso corso di laurea o di master;
  • nell’ipotesi in cui non ci si voglia iscrivere due dottorati di ricerca contemporaneamente.

C’è poi la questione dei corsi universitari con accesso a numero programmato a livello nazionale per cui, secondo quanto riferito dallo Relatore che ha illustrato le linee generali del progetto in Aula, si è ritenuto opportuno prevedere una disciplina speciale.

Rimane comunque confermata l’impostazione generale della doppia iscrizione, ma in presenza di specifiche condizioni che dovranno essere chiarite successivamente.

In considerazione delle caratteristiche peculiari dei corsi di studio a numero chiuso, quindi, la nuova legge rimanda ad un regolamento la definizione dei criteri in base ai quali consentire la contemporanea iscrizione quali, ad esempio, la valutazione dei titoli o il punteggio ottenuto nei test di ingresso.

Dovrà essere il Ministro dell’Università e della Ricerca ad adottare questo ulteriore provvedimento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Ad ogni buon conto, si rimane in attesa degli sviluppi relativi all’iter parlamentare che, come anticipato, ha superato il primo scoglio della Camera ma dovrà continuare anche al Senato per la definitiva approvazione.

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