Scuola, Bianchi lancia un Patto per l’istruzione: contratto e nuovo anno scolastico al centro

Stefano Paterna - Scuola

Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi propone a Cgil, Cisl e Uil un Patto che vede al centro il rinnovo dei contratti del personale, l'avvio regolare del nuovo anno scolastico, la messa in sicurezza degli edifici e la lotta alla dispersione e al precariato. Entro il 7 aprile sarà pronta una bozza di testo. Per Bianchi dovranno essere impiegate le risorse del Recovery Plan e dei fondi strutturali europei 2021-27.

Scuola, Bianchi lancia un Patto per l'istruzione: contratto e nuovo anno scolastico al centro

Un Patto per l’istruzione e la formazione che ponga la scuola al centro dello sviluppo del paese.

È quanto ha proposto il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi nell’incontro con i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil tenuto il 16 marzo.

Si tratta evidentemente di una proposta che ricalca il modello lanciato del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale recentemente sottoscritto da Governo e sindacati.

Al centro dell’accordo proposto ai sindacati ci sono, tra le altre tematiche, il rinnovo dei contratti del personale e l’avvio del nuovo anno scolastico.

Ma vediamo dettagliatamente i contenuti e le risposte delle organizzazioni sindacali.

Patto per l’Istruzione, rinnovo del contratto, avvio regolare dell’anno scolastico, sicurezza

La pandemia da Covid-19 ha imposto alla scuola gravissimi sacrifici che si stanno ripetendo in questi gironi, con la chiusura delle attività in presenza e il ricorso massiccio alla Didattica digitale integrata.

Proprio in questo contesto è arrivata una proposta di rilancio da parte del Ministro Bianchi, grazio all’utilizzo delle risorse del Recovery Plan e del fondi strutturali europei 2021-27.

Alla presenza dei sindacati confederali è stata presentata la proposta di Patto per l’istruzione, sulla scorta del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico firmato la scorsa settimana da governo e Cgil, Cisl e Uil.

“Abbiamo di fronte un obbligo” - ha dichiarato in proposito il titolare del dicastero dell’Istruzione - “fare in modo che la scuola torni ad essere il centro del Paese, un centro dinamico, un motore di sviluppo per uscire dalla pandemia, ma anche dalla stagnazione. Abbiamo di fronte un anno costituente, un anno in cui dobbiamo essere capaci di valorizzare al massimo la nostra scuola”.

I temi al centro della proposta d’intesa con le organizzazioni sindacali riguardano tra gli altri:

  • il rinnovo dei contratti per la tornata 2019-2021;
  • l’avvio regolare del prossimo anno scolastico 2021-22, evitando il ripetersi del fenomeno delle cattedre vacanti e dell’esplosione del precariato, tenendo in considerazione che il concorso ordinario della scuola non si è ancora tenuto a causa dell’emergenza sanitaria;
  • l’edilizia scolastica con al centro la messa in sicurezza delle scuole, il loro efficientamento energetico e lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche per la connessione;
  • un piano di lotta alla dispersione scolastica, un fenomeno che nel 2019 ci vedeva al quint’ultimo posto in Europa con il 13,5%;
  • la mobilità del personale;
  • la valorizzazione di tutto il personale della scuola dai docenti agli ATA;
  • interventi sul settore educativo da zero a sei anni;
  • il rinnovamento dei percorsi formativi scolastici.

Patto per l’istruzione, la risposta dei sindacati e i tavoli tematici

Cgil, Cisl e Uil, con vari accenti, hanno accolto positivamente la proposta di un Patto per la scuola, ponendo al centro dell’attenzione soprattutto la necessità di sanare il fenomeno del precariato, la lotta alle disuguaglianze che si manifestano attraverso la dispersione scolastica e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

“Occorre un grande investimento nella stabilizzazione del precariato” - hanno affermato Luigi Sbarra e Maddalena Gissi della Cisl - “sia docente che ATA, per dare al lavoro una stabilità che è condizione necessaria perché le scuole possano programmare e gestire in modo ottimale le attività. C’è da mettere mano ad investimenti veri, per risolvere sedimentate criticità di sistema che la crisi ha notevolmente peggiorato. L’Italia resta tra i Paesi che investono meno in istruzione, anche in termini di manutenzione edilizia e delle infrastrutture, fornitura dei servizi e trasporti dedicati, informatizzazione e medicina scolastica”.

Al termine dell’incontro il ministro Bianchi e i sindacati hanno trovato l’intesa sul metodo di confronto che porterà alla sottoscrizione del Patto e che prevede l’istituzione di tre tavoli tematici:

  • il sistema di istruzione articolato in percorsi scolastici, obbligo scolastico e formazione, principi e regole di gestione;
  • le questioni del personale, ovvero organici, mobilità e reclutamento;
  • come garantire la riapertura delle scuole dal 1° settembre e le questioni dell’edilizia, delle disparità regionali e l’utilizzo delle risorse.

È già stato fissato un termine ai lavori dei tavoli, e il prossimo 7 aprile ci sarà la riunione per la stesura della bozza del testo del Patto per l’istruzione.

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