Opzione donna: niente assegno a chi ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria

Francesco Rodorigo - Pensioni

Opzione Donna può essere richiesta solo per anticipare il pensionamento. Chi ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria non può fare domanda al fine di ottenere un assegno più alto

Opzione donna: niente assegno a chi ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria

Niente Opzione Donna se la lavoratrice ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria.

La prestazione non può essere richiesta per ottenere un importo dell’assegno maggiore rispetto a quello ordinario. A chiarire il principio è la Corte di Cassazione con L’ordinanza n. 20128/2026.

In alcuni specifici casi è ancora possibile accedere a Opzione Donna nel 2026. Chi può fare domanda?

Opzione donna: niente assegno a chi ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria

Fino allo scorso anno Opzione Donna è stato uno dei principali canali per l’uscita anticipata, dedicato in particolare alle lavoratrici in possesso di specifici requisiti anagrafici, contributivi e poi anche relativi allo svolgimento di particolari attività lavorative.

L’intervento della Cassazione chiarisce in modo definitivo che l’accesso anticipato a pensione attraverso Opzione Donna non è consentito se la lavoratrice in questione ha già maturato i requisiti necessari per la pensione ordinaria.

La questione è nata dal ricorso presentato da una lavoratrice che si è vista respingere la domanda dall’INPS, presentata con l’obiettivo di ottenere un importo più elevato dell’assegno mensile.

Questo perché Opzione Donna, in tutte le sue versioni nel tempo, prevede la conversione integrale del trattamento al metodo di calcolo contributivo puro che, in alcuni casi, può risultare più conveniente e vantaggioso rispetto al calcolo retributivo (che ricordiamo si applica a chi ha versato contributi previdenziali prima del 1996).

Se in un primo momento la giurisprudenza ha dato ragione alla lavoratrice, dato che la normativa non prevede esplicitamente l’esclusione di chi ha già maturato i requisiti per la pensione ordinaria, la Corte ha accolto la tesi dell’INPS.

Secondo gli Ermellini, infatti, come gli altri scivoli pensionistici, Opzione Donna nasce come strumento per erogare i requisiti stringenti della pensione ordinaria e quindi favorire il pensionamento anticipato. Di conseguenza, se i requisiti sono già stati maturati non è più necessario accedere all’anticipo.

Opzione Donna: chi può accedere al trattamento nel 2026

Come noto, Opzione Donna e Quota 103 sono scadute a fine 2025 e da quest’anno non è più possibile accedere alla pensione anticipata attraverso questi due strumenti. Oltre ai canali ordinari, per l’uscita agevolata e anticipata resta quindi solamente l’Ape Sociale.

La possibilità di accedere al pensionamento anticipato con Opzione Donna resta, però, possibile anche nel 2026 per chi ha maturato i requisiti prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio.

A potervi accedere sono, dunque, le lavoratrici che possono far valere le condizioni in vigore prima della Manovra 2026 e che hanno maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2024.

Quali sono, quindi, i requisiti che garantiscono l’accesso alla pensione anticipata? Le condizioni sono quelle rimaste in vigore fino alla fine dello scorso anno.

Dal 2023, come noto, la pensione in questione non è più riservata a tutte le donne ma solamente a quelle che:

  • risultano dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale;
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti Commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • sono caregiver che assistono, da almeno 6 mesi, persone disabili conviventi, con disabilità in situazione di gravità in base alla legge 104 del 1992.

In aggiunta all’appartenenza ad una delle categorie elencate, è necessario aver maturato specifici requisiti anagrafici e contributivi:

  • 61 anni d’età
  • 35 anni di contributi versati.

Restrizioni che negli anni hanno portato ad una graduale restrizione della platea di lavoratrici beneficiarie del trattamento. Secondo i dati del Rendiconto Sociale 2025 pubblicato dal CIV INPS il 23 giugno, le beneficiarie di Opzione Donna sono passate dalle 26.427 del 2022 alle sole 3.860 nel 2025.