Partite IVA: al via le domande per l’indennità ISCRO 2026

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Anche per il 2026 dall’INPS arrivano le istruzioni operative per la fruizione dell’ISCRO. Le partite IVA possono fare domanda dal 15 giugno. Attenzione alla scadenza per l’invio

Partite IVA: al via le domande per l'indennità ISCRO 2026

Si apre la finestra per la domanda di ISCRO nel 2026. Da oggi, 15 giugno, i lavoratori e le lavoratrici titolari di partita IVA possono fare domanda per ottenere l’indennità per la disoccupazione.

Per richiedere il trattamento di continuità reddituale e operativa ci sarà tempo fino alla scadenza del 31 ottobre.

Queste le date comunicate dall’INPS nel messaggio n. 1858 pubblicato sul sito, nel quale sono fornite tutte le istruzioni operative per la fruizione dell’indennità.

Vediamo quali sono i requisiti per l’accesso alla cassa integrazione per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata dell’INPS.

Partite IVA: le istruzioni INPS per ottenere l’indennità ISCRO nel 2026

Anche per quest’anno arrivano dall’INPS le indicazioni operative per la fruizione dell’ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa per i lavoratori autonomi.

La misura, ricordiamo, è strutturale dal 2024 dopo un triennio di sperimentazione. La Manovra del 2024 ha introdotto una serie di novità, a partire dal limite di reddito dell’anno precedente e dall’importo minimo e massimo del trattamento, da rivalutare annualmente in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Il nuovo messaggio dell’INPS fornisce le indicazioni per l’invio della domanda, che può essere trasmessa a partire dal 15 giugno.

Da oggi, quindi, è nuovamente attivo il servizio di presentazione delle domande, che resterà disponibile fino al 31 ottobre 2026, termine ultimo per poter richiedere l’indennità ISCRO.

Per fare domanda gli interessati possono utilizzare i consueti canali messi a disposizione sul portale web dell’Istituto, previo accesso con credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS. È sufficiente accedere alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, raggiungibile digitando il titolo della sezione nel motore di ricerca o seguendo il percorso:

“Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > selezionare la voce “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”; dopo l’autenticazione, è necessario selezionare la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”

In alternativa è possibile fare domanda tramite il contact center dell’Istituto, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

INPS - Messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026
Scarica il documento

ISCRO 2026: requisiti, limiti di reddito e importo

L’indennità ISCRO è riconosciuta ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplice con reddito da lavoro autonomo iscritti alla Gestione separata e in possesso dei seguenti requisiti:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di Assegno di inclusione di cui al decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85;
  • aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore alla soglia rivalutata annualmente. Per il 2026 è fissata a 12.749,18 euro;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

Ai fini della verifica dei requisiti reddituali, in fase di presentazione della domanda, gli interessati devono autocertificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni di interesse.

L’importo mensile dell’ISRCO è pari al 25 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati “nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda” e anch’esso viene rivalutato annualmente. Per quanto riguarda il 2026 la somma erogata non può essere inferiore a 255,53 euro e superiore a 817,69 euro.

L’INPS ricorda che l’ISCRO non può essere richiesta per il biennio successivo all’anno di inizio di fruizione. Pertanto, chi ha già fruito dell’indennità nel 2024 o nel 2025 non può fare domanda nel 2026. Stessa cosa anche se si decade dalla prestazione.

Può invece ottenerla chi l’ha richiesta nel 2025 ma la domanda è stata respinta oppure la prestazione è stata revocata dall’origine.

Come evidenziato nel messaggio INPS n. 1129/2026, inoltre, ai fini dell’accesso alla prestazione, la mancata formalizzazione dell’iscrizione alla Gestione separata non pregiudica la liquidazione dell’ISCRO, a condizione che siano stati versati i contributi dovuti.