Domanda per il bonus 200 euro senza partita IVA già possibile, ma solo per alcuni

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

In alcuni casi è già possibile presentare domanda per accedere all'estensione del bonus 200 euro ad autonomi e professionisti senza partita IVA. Ma il decreto interministeriale che introduce la novità, atteso in Gazzetta Ufficiale, dovrà essere accompagnato da istruzioni e chiarimenti da parte dagli enti coinvolti

Domanda per il bonus 200 euro senza partita IVA già possibile, ma solo per alcuni

Con il decreto interministeriale del 7 dicembre atteso in Gazzetta Ufficiale, il bonus 200 euro per professionisti ed autonomi diventa accessibile anche senza partita IVA. E in alcuni casi è già possibile presentare domanda: l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza di Medici e Odontoiatri, infatti, dal 22 dicembre scorso ha riaperto fino a data da destinarsi il canale di accesso alle risorse.

Secondo i dati evidenziati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, tra coloro che sono interessati da questa ultima novità ci sono circa 30.000 specializzandi in medicina e chirurgia.

Coloro che appartengono ad altre categorie, invece, restano in attesa di ricevere nuove istruzioni per richiedere l’indennità contro il caro prezzi prevista dal primo Decreto Aiuti e l’integrazione di 150 euro messa in campo con il terzo provvedimento omonimo.

Domanda bonus 200 euro senza partita IVA: si attendono istruzioni

Con la precisazione contenuta nel decreto interministeriale del 7 dicembre, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, viene meno il requisito legato alla titolarità della partita IVA per accedere al bonus 200 euro previsto dall’articolo 33 del DL n. 50 del 2022.

La modifica delle condizioni di accesso determina la possibilità di beneficiare dell’indennità per circa 80.000 professionisti e autonomi.

Ma il testo che introduce questa novità è stato firmato dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco una settimana dopo la scadenza per presentare domanda, il 30 novembre, data fissata in maniera condivisa dalle Casse private e dall’INPS.

Il nuovo provvedimento non si sofferma sugli aspetti operativi, per cui restano valide tutte le indicazioni del precedente decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 settembre. E ora spetterà agli enti previdenziali chiamati in causa il compito di fornire nuove istruzioni e tempi da rispettare a lavoratrici e lavoratori autonomi, professioniste e professionisti potenzialmente interessati.

Domanda bonus 200 euro senza partita IVA, per alcuni è già possibile

Per alcuni, però, è già possibile presentare domanda di accesso al bonus professionisti e autonomi senza partita IVA.

L’ENPAM, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza di Medici e Odontoiatri, preso atto della firma del decreto interministeriale lo scorso 22 dicembre ha riaperto fino a data da destinarsi il canale di accesso all’indennità una tantum contro il caro prezzi.

L’Ente, infatti, ha deciso di anticipare i prossimi passi permettendo agli iscritti e alle iscritte di presentare domanda, anche per i casi in cui serve ancora fare chiarezza:

“Dopo l’apertura delle domande agli specializzandi, rimasti esclusi dalla misura d’aiuto statale e ripescati dall’Enpam, la Fondazione ha chiesto infatti di estendere il sussidio anche agli iscritti senza partita Iva, tra questi molti corsisti in Medicina generale.

Come per gli specializzandi, l’Enpam raccoglierà con riserva le domande, in attesa di chiarimenti da parte del ministero del Lavoro.”.

Per presentare domanda di accesso al bonus 200 euro, non è necessario essere in possesso di partita IVA ma in ogni caso bisogna rispettare gli altri requisiti richiesti dalla norma:

  • essere lavoratori autonomi o professionisti iscritti all’INPS o ad altri enti di previdenza privata;
  • avere un reddito complessivo fino a 35.000 euro nel 2021 (fino a 20.000 euro si ha diritto anche all’integrazione di 150 euro prevista dal DL Aiuti ter);
  • essere iscritti alle gestioni previdenziali di riferimento alla data del 18 maggio 2022;
  • avere effettuato sempre entro il 18 maggio, per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020 e con scadenze di versamento entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento contributivo, totale o parziale, alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità;
  • non essere titolare di trattamenti pensionistici diretti alla data del 18 maggio 2022;
  • non aver percepito l’indennità contro il caro prezzi in altra forma.

In presenza di queste condizioni, l’ENPAM prende in carico la richiesta per ottenere gli aiuti messi in campo con il primo e il terzo Decreto Aiuti.

Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale, che è stato registrato alla Corte dei Conti, sarà necessario fare ulteriore chiarezza sull’operatività di questa estensione.

Anche dagli altri enti, quindi, si attendono le indicazioni per presentare domandae ottenere il pagamento del bonus 200 euro, e l’integrazione di 150 euro in caso di redditi fino a 20.000 euro, da parte di autonomi e professionisti privi di partite IVA.

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