Diritto camerale 2018: importo e novità nella nota MISE

Diritto camerale 2018: la nota MISE n. 26505 blocca l'importo dei diritti dovuti, confermando la possibilità di aumento del 20% e illustrando alcune importanti novità.

Diritto camerale 2018: importo e novità nella nota MISE

Diritto camerale 2018: la nota MISE n. 26505 del 16 gennaio conferma gli importi del diritto annuo dovuto dalle imprese.

Non sono previsti aumenti all’importo del diritto camerale nel 2018 che, come noto, è dovuto in misura fissa ovvero in misura commisurata al fatturato dalle imprese iscritte al registro delle imprese diverse da quelle individuali e da quelle per le quali sono previste specifiche misure fisse o transitorie.

Le CCIAA possono applicare un aumento del 20% all’importo del diritto annuo camerale, così come autorizzato per il triennio 2017-2019 con decreto del MISE del 22 maggio 2017. A tal proposito le Camere di Commercio dovranno inviare ad Unioncamere entro il 31 gennaio un rapporto dettagliato sui risultati dei progetti approvati al fine di valutare le modalità di utilizzo dell’importo aggiuntivo autorizzato dal MISE.

È inoltre ammesso un ulteriore aumento pari ad un massimo del 50% nel caso di camere di commercio i cui bilanci presentino squilibri strutturali tali da provocare dissesto finanziario e che adottino programmi di riequilibrio. L’aumento dovrà essere sottoposto a valutazione da parte del MISE.

Di seguito una tabella riepilogativa degli importi del diritto camerale 2018 utile per il calcolo di quanto dovuto e le indicazioni contenute nella nota del MISE.

Diritto camerale 2018: importo e novità

Per effetto di quanto previsto dall’articolo 28, comma 1 del DL n. 90 del 24 giugno 2014 l’importo del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio è stato ridotto del 35% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% a partire dall’anno 2017.

La riduzione del diritto camerale sarà in vigore, salvo diversi interventi normativi, anche per gli anni a partire dal 2018 in poi.

La nota pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 16 gennaio 2018 chiarisce quali sono gli importi del diritto annuale dovuto dalle imprese in misura fissa o in misura variabile commisurata al fatturato dal 1° gennaio 2018.

Di seguito tutti i dettagli sul calcolo dei diritti camerali 2018.

Importo diritto camerale 2018

Ecco la tabella con gli importi del diritto camerale 2018 in misura fissa:

IMPRESE CHE PAGANO IN MISURA FISSA Sede Unità locale
Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli) € 44,00 € 8,80
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria € 100,00 € 20,00
IMPRESE CHE IN VIA TRANSITORIA PAGANO IN MISURA FISSASedeUnità locale
Società semplici non agricole € 100,00 € 20,00
Società semplici agricole € 50,00 € 10,00
Società tra avvocati previste dal D.Lgs. n. 96/2001 € 100,00 € 20,00
Soggetti iscritti al REA € 15,00
IMPRESE CON SEDE PRINCIPALE ALL’ESTEROSede o unità locale
per ciascuna unità locale/sede secondaria € 55,00

Nel caso di imprese tenute al versamento del diritto annuale commisurato al fatturato il calcolo del diritto camerale 2018 dovrà essere effettuato come segue:

Scaglioni di fatturato (somma degli importi dovuti per ciascuno scaglione con arrotondamento matematico al quinto decimale)ALIQUOTE
da 0 a 100.000,00 € 200,00 (misura fissa)
oltre 100.000,00 fino a 250.000,00 0,015%
oltre 250.000,00 fino a 500.000,00 0,013%
oltre 500.000,00 fino a 1.000.000,00 0,010%
oltre 1.000.000,00 fino a 10.000.000,00 0,009%
oltre 10.000,00 fino a 35.000.000,00 0,005%
oltre 5.000.000,00 fino a 50.000.000,00 0,003%
oltre 50.000.000,00 0,001% (fino ad un massimo di € 40.000,00)

Si rammenta che anche la misura fissa prevista per la prima fascia di fatturato da utilizzare comunque nel calcolo nell’importo integrale di 200,00 euro è soggetta, a conclusione del calcolo, alla riduzione complessiva 50%, con la conseguenza che per le imprese con fatturato fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari ad 100,00 euro.

Si evidenzia, inoltre, che anche l’importo massimo da versare, indicato nella tabella in 40.000 euro, è soggetto alla riduzione del 50%, con la conseguenza che in nessun caso l’importo da versare sarà superiore a 20.000,00 euro.