Ferie, indennità e spesa di personale rientrano tra le principali novità del nuovo decreto PA approvato ieri in Consiglio dei Ministri
Decreto PA: arriva lo stop al pagamento delle indennità come i buoni pasto durante le ferie ma si apre alla monetizzazione dei periodi di vacanza non fruiti.
Nella bozza del decreto legge presentata a Palazzo Chigi prendono forma una serie di interventi per la funzionalità della pubblica amministrazione, ma anche per gli enti territoriali.
Il provvedimento, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri e che assume la forma di una sorta di decreto Omnibus per la PA, contiene numerose novità, alcune delle quali destinate ad impattare in maniera significativa sul versante della gestione delle risorse umane e del reclutamento di nuovo personale.
Dipendenti pubblici: torna l’indennità per le ferie, le novità nel decreto PA
Le ferie, i riposi e i permessi sono la centro delle modifiche apportate all’attuale disciplina in vigore da parte del nuovo decreto PA.
In sintesi, come specificato dal Ministro Zangrillo nella conferenza stampa post CdM, il provvedimento uniforma la normativa italiana, che non rispondeva esattamente a quanto previsto in materia dalla normativa europea.
Una delle principali novità è, infatti, la cancellazione della norma che prevede il blocco assoluto alla monetizzazione delle ferie. I dipendenti pubblici, quindi, potranno tornare ad ottenere un’indennità economica per la mancata fruizione delle ferie ma solamente in un caso specifico, cioè in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro e a condizione che il mancato utilizzo delle ferie non dipenda dalla scelta consapevole del lavoratore. Non deve essere quindi il dipendente a scegliere di non andare in ferie per ottenere così il contributo.
Come si legge nella bozza del testo in circolazione, il datore di lavoro invita formalmente il dipendente a fruire delle ferie annuali informandolo in tempo utile che, se non utilizzate, le ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento (o del periodo di riporto eventualmente autorizzato) e non potranno essere sostituite con un’indennità finanziaria. La mancata fruizione delle ferie che dipenda dalla scelta consapevole del lavoratore, con onere della prova a carico del datore di lavoro, non comporta la corresponsione di trattamenti economici sostitutivi alla cessazione del rapporto di lavoro.
Sempre per allineare la normativa italiana ai principi UE, il testo prevede, per i dipendenti pubblici in ferie, un intervento sul riconoscimento delle indennità che non sono strettamente collegate all’effettivo svolgimento delle mansioni. In sostanza arriva lo stop al pagamento delle indennità, come ad esempio i buoni pasto, durante le ferie.
L’espressione “ferie retribuite” di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs n. 165/2001, si legge nella bozza, deve essere intesa nel senso che durante i periodi di vacanza al dipendente spetta la normale retribuzione con l’esclusione dei compensi che richiedono lo svolgimento effettivo delle mansioni e di quelli che non siano erogati per dodici mensilità.
Tale disposizione assume una portata retroattiva (fatto salvo solamente il giudicato già formatosi a seguito di sentenze definitive), anche per evitare un ampio riconoscimento di emolumenti accessori (indennità di turno, buoni pasto ecc.) ai dipendenti anche nel periodo feriale, che secondo i calcoli del MEF costerebbe 2 miliardi di euro, e di fatto demanda la regolamentazione della materia alla contrattazione collettiva.
Dipendenti pubblici: le novità per gli enti locali
Il decreto interviene anche con specifiche disposizioni sui vincoli finanziari degli enti locali e sull’autonomia organizzativa, con la cancellazione dei limiti “storici” alla spesa di personale.
“L’importanza di questa norma è che mette chiarezza. Adesso, avendo riguardo non più alla serie storica, ma al bilancio, alla sostenibilità finanziaria legata al rapporto tra le spese personali e le entrate correnti, si è chiarita la situazione”. ha precisato Zangrillo.
Il capitolo sugli enti locali prevede anche l’allungamento a quattro anni della validità delle graduatorie per la Polizia locale e un reclutamento straordinario di segretari comunali.
“Proprio perché questa figura dei segretari comunali è una figura abbastanza carente, abbiamo autorizzato il Ministero degli Interni a bandire una sessione straordinaria del corso-concorso per segretari comunali e abbiamo, peraltro, previsto per i comuni di dimensione più piccola, quelli diciamo riservati ai segretari di fascia B tra i tre tra i 3000 e 5.000 abitanti, la possibilità di utilizzare i segretari che sono iscritti nella fascia di accesso alla carriera di segretario comunale che è la fascia C”. Si prevede, infatti, una sessione straordinaria del corso-concorso per l’iscrizione all’Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali nel biennio 2026-2027.
Il decreto, infine, prevede misure per il regolare avvio dell’anno scolastico e per la valorizzazione del sistema della formazione superiore e della ricerca così come disposizioni in materia di protezione civile e di politiche del mare, con specifico riferimento al sisma nel centro Italia e nei Campi Flegrei.
Per l’ufficialità e l’operatività delle nuove misure come sempre accade in questi casi si dovrà attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dipendenti pubblici: dai buoni pasto alle ferie, le novità nel decreto PA