Lavoro dipendente: guida alle detrazioni sui redditi del 2026. Un focus sul bonus erogato in busta paga, sulle modalità di calcolo e sulle regole per il datore di lavoro
Anche nel 2026 i lavoratori dipendenti beneficiano di un bonus in busta paga o in dichiarazione dei redditi.
Si tratta delle detrazioni per lavoro dipendente, introdotte con il fine di ridurre l’impatto dell’IRPEF sugli stipendi.
L’importo massimo spettante è di 1.955 euro, valore che è calcolato sulla base della retribuzione corrisposta.
Conoscere le regole per il calcolo diventa quindi centrale. Nell’articolo tutte le istruzioni utili per dipendenti e datori di lavoro.
Detrazioni lavoro dipendente 2026: importo e calcolo
Le detrazioni sui redditi da lavoro dipendente sono disciplinate dall’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR).
Il decreto legislativo n. 216/2023 di riforma dell’IRPEF ha fissato l’importo della detrazione spettante ai titolari di redditi fino a 15.000 euro a 1.955 euro.
Le detrazioni IRPEF sui redditi da lavoro dipendente sono modulate in base al reddito complessivo e si calcolano secondo i seguenti importi:
- 1.955 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro (l’importo minimo della detrazione riconosciuta è pari a 690 euro. In caso di lavoro a tempo determinato, non può essere inferiore a 1.380 euro);
- 1.910 euro, aumentata del prodotto tra 1.190 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 28.000 euro;
- 1.910 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 50.000 euro (la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro).
Per chi percepisce un reddito compreso tra i 25.000 e i 35.000 euro è riconosciuto un importo aggiuntivo di 65 euro. Per i redditi sopra i 50.000 euro non è prevista alcuna detrazione.
Tabella per il calcolo delle detrazioni lavoro dipendente 2026
| REDDITO COMPLESSIVO | MISURA DELLA DETRAZIONE |
|---|---|
| Reddito complessivo non superiore a 15.000 euro | 1.955 euro (in ogni caso non inferiore a 690 euro, se a tempo determinato, a 1.380 euro) |
| Reddito complessivo superiore ai 15.000 euro e fino a 28.000 euro | 1.910 + 1.190 x 28.000-reddito complessivo)/13.000 |
| Reddito complessivo superiore a 28.000 euro e fino a 50.000 euro | 1.910 x 50.000 reddito complessivo)/22.000 |
| Reddito complessivo superiore a 50.000 euro | Nessuna detrazione |
- L’importo della detrazione va aumentato di 65 euro per i redditi complessivi superiori a 25.000 euro e fino a 35.000 euro.
Calcolo e istruzioni
L’importo delle detrazioni spettante sulla base dei redditi da lavoro dipendente percepiti è erogato dal datore di lavoro in busta paga, con l’effetto di una riduzione dell’IRPEF dovuta.
La somma spettante può essere anche recuperata in sede di dichiarazione dei redditi e, quindi, a chiusura d’anno.
Per calcolare l’ammontare della detrazione spettante, il reddito complessivo (considerando quindi anche il reddito degli affitti a cedolare secca e dell’attività d’impresa o lavoro autonomo in regime forfettario) dovrà essere considerato al netto:
- del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale
- e di quello delle relative pertinenze.
Le detrazioni fiscali sono calcolate sui giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro.
Si calcolano quindi anche in caso di festività, riposi settimanali e altri giorni non lavorativi, mentre non si considerano i giorni per i quali non spetta alcun reddito.
Detrazioni fiscali IRPEF più alte con il taglio del cuneo fiscale
Le detrazioni riconosciute in busta paga ai dipendenti sono aumentate dal 2025.
Il taglio del cuneo contributivo, spettante nel 2024 nella forma di uno sconto sui contributi INPS, è diventata “fiscale”.
Oltre alle detrazioni ordinarie, in busta paga è quindi riconosciuta una detrazione aggiuntiva, una sorta di “doppio binario”, secondo i seguenti importi:
- a chi non supera la soglia dei 20.000 euro viene riconosciuta una somma che non concorre alla formazione del reddito calcolata in base a diverse percentuali:
- 7,1 per cento fino a 8.500 euro;
- 5,3 per cento tra 8.500 e 15.000 euro;
- 4,8 per cento tra i 15.000 e i 20.000;
- oltre questa soglia diventerà una ulteriore detrazione fiscale:
- che sarà pari a 1.000 euro tra i 20.000 e i 32.000 euro;
- per poi ridursi fino ad azzerarsi tra i 32.000 e i 40.000 euro.
Questo importo andrà quindi ad aggiungersi alle detrazioni previste a regime.
I tagli alle detrazioni fiscali IRPEF nel 2026
Nel 2026 il sistema delle detrazioni fiscali subirà una trasformazione radicale.
Se da un lato l’aliquota IRPEF per il ceto medio scende dal 35% al 33%, dall’altro il legislatore fiscale ha introdotto un meccanismo di tetti di spesa per limitare i benefici fiscali dei redditi più alti e recuperare così gettito fiscale.
Ecco come funzioneranno i tagli e chi ne sarà colpito:
1. Il nuovo plafond per le spese detraibili (sopra i 75.000 euro)
A partire dal 2026, per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro, non sarà più possibile detrarre liberamente tutte le spese sostenute (istruzione, interessi mutuo, sport, ecc.).
Sarà introdotto un limite massimo di spesa detraibile calcolato su due parametri:
- il reddito;
- e il numero di figli a carico.
Il calcolo segue questa formula:
Importo Base × Coefficiente Nucleo Familiare
| Fascia di Reddito | Importo Base |
|---|---|
| Tra 75.001 euro e 100.000 euro | 14.000 euro |
| Oltre 100.000 euro | 8.000 euro |
Questo importo base viene poi moltiplicato per i seguenti coefficienti:
- 0,50 se non ci sono figli a carico.
- 0,70 se c’è 1 figlio a carico.
- 0,85 se ci sono 2 figli a carico.
- 1,00 se ci sono 3 o più figli o un figlio con disabilità.
Un single (coefficiente 0,50) che guadagna 110.000 euro potrà detrarre spese per un massimo di 4.000 euro (8.000 euro × 0,50), anche se ne ha effettivamente sostenute 10.000 euro.
2. Le eccezioni al taglio
Non tutte le spese rientrano in questo tetto. Restano escluse dai limiti e quindi detraibili come in passato:
- Spese sanitarie: restano pienamente detraibili al 19% (oltre la franchigia di 129,11 €);
- Interessi passivi sui mutui: per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024;
- Spese per ristrutturazioni edilizie: per gli interventi e le rate residue relative ad anni precedenti.
3. La sterilizzazione per i redditi sopra i 200.000 euro
Per i contribuenti molto abbienti, la Manovra 2026 ha introdotto un ulteriore taglio forfettario di 440 euro dalle detrazioni spettanti.
Questo importo serve a neutralizzare esattamente il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’aliquota IRPEF (che passa dal 35% al 33%).
4. Il sistema dei tre "filtri"
Per i redditi alti, il calcolo delle detrazioni diventerà un vero e proprio percorso a ostacoli, poiché dovranno applicare contemporaneamente:
- Il decalage progressivo (introdotto nel 2020) tra i 120.000 euro e i 240.000 euro.
- Il nuovo tetto di spesa basato sui figli (sopra i 75.000 euro).
- Il taglio fisso di 440 euro (sopra i 200.000 euro).
Per studiare gli effetti dei tagli delle detrazioni IRPEF sul tuo reddito ti consigliamo il corso di approfondimento (webinar di due ore più guida completa in pdf) realizzato da Sandra Pennacini che ci consente di comprendere bene il meccanismo e di fare anche delle simulazioni:
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Detrazioni lavoro dipendente 2026: importo, calcolo e novità