Decreto Ristori, per la cassa integrazione proroga di 6 settimane

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Il Decreto Ristori proroga la cassa integrazione per 6 settimane fino al 31 gennaio 2021: accesso riservato a chi ha già esaurito il periodo di CIG del DL Agosto e alle aziende che hanno subito limitazioni o chiusure in seguito alle nuove restrizioni introdotte. Resta confermato il contributo addizionale dovuto in caso di riduzione del fatturato inferiore al 20%, l'esonero contributivo come alternativa e il termine per la trasmissione della domanda. Una panoramica delle novità.

Decreto Ristori, per la cassa integrazione proroga di 6 settimane

Tra le novità del Decreto Ristori, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 ottobre 2020, c’è anche la proroga della cassa integrazione per altre 6 settimane: si parlava già prima del DPCM del 24 ottobre di un nuovo intervento per permettere alle aziende di beneficiare degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno ma le nuove restrizioni hanno fatto emergere la necessità di un ulteriore pacchetto di misure di sostegno e hanno accelerato l’approvazione di un nuovo provvedimento emergenziale.

Con 1,6 miliari di euro, dei 5,4 totali stanziati, si prevede una nuova tranche di cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario con causale Covid 19 fino al 31 gennaio 2021.

Ma, come ha assicurato il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Ristori, anche nella Legge di Bilancio 2021 ci sarà posto per un nuovo periodo di CIG legato all’emergenza coronavirus.

Decreto Ristori, sulla cassa integrazione arriva la proroga di 6 settimane: le novità

Le 6 settimane di proroga del nuovo provvedimento si aggiungono alle 36 già previste per la cassa integrazione per coronavirus dall’inizio dell’emergenza. E sono accessibili dal 16 novembre e fino al 31 gennaio 2020 in due casi:

  • datori di lavoro ai quali siano state già autorizzate le ultime 9 settimane previste dal Decreto Agosto;
  • datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive per contrastare l’emergenza coronavirus.

Come già previsto, per la prima categoria di aziende il Decreto Ristori conferma il versamento di un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato.

Di seguito un riepilogo di regole e percentuali.

Calo del fatturato Contributo addizionale cig
Pari o superiore al 20% m attività avviata successivamente al 1° gennaio 2019, settori interessati dai provvedimenti che dispongono
la chiusura o la limitazione delle attività
Nessun contributo cig
Inferiore al 20% 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa
nessun calo del fatturato 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa

Decreto Ristori, proroga della cassa integrazione tra novità e conferme

Con la proroga della cassa integrazione disposta dal Decreto Ristori, non cambia l’assetto generale delle regole da seguire.

Si allunga semplicemente il periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali e si introducono alcune eccezioni per i settori direttamente colpiti dalle nuove restrizioni introdotte con il DPCM del 24 ottobre 2020, la chiusura totale di cinema e teatri e la riduzione fino alle 18 degli orari di bar e ristoranti, solo per fare due esempi.

Restano gli stessi, quindi, i tempi da rispettare per la presentazione delle domande: la richiesta, a pena di decadenza, deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre 2020, però, specifica:

“La scadenza dei termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid 19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 10 settembre 2020, è fissata al 31 ottobre 2020”.

Il nuovo provvedimento conferma anche la possibilità introdotta dal Decreto Agosto di beneficiare di un esonero contributivo alternativo alla cassa integrazione per coronavirus per i datori di lavoro che ne hanno beneficiato: in questo caso la proroga è di 4 settimane.

Con la nuova estensione della CIG per coronavirus, il periodo totale a disposizione delle aziende, usufruibile dal 23 febbraio al 31 gennaio 2021, arriva in totale a 42 settimane.

Numero settimane Periodo
9 settimane Dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020
5 settimane aggiuntive solo per coloro che hanno beneficiato delle prime nove Dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020
4 settimane Dal 1° settembre al 31 ottobre 2020 (con la possibilità di richiederle anche prima del 1° settembre grazie al DL numero 52 del 2020)
9 settimane Dal 13 luglio al 31 dicembre 2020 (novità del Decreto Agosto)
9 settimane con contributo addizionale cig in base al calo del fatturato Dal 14 settembre al 31 dicembre 2020 (novità del Decreto Agosto)
6 settimane Dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 (novità del Decreto Ristori)

Ma l’accesso alla cassa integrazione per coronavirus non si concluderà col nuovo anno: la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali segue l’andamento dell’emergenza ed è già in cantiere una nuova tranche.

“Ci sono sei nuove settimane di cassa integrazione che consentiranno a tutti di non avere periodi vuoti con l’esaurimento di quelle già previste dal Decreto Agosto e che potranno essere usufruite fino al 31 gennaio. Naturalmente nella Legge di Bilancio stanzieremo le ulteriori risorse per avere quelle 18 settimane aggiuntive complessive che avevamo annunciato.”

Con queste parole, il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha concluso il capitolo sulle novità che riguardano la CIG durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Ristori il 27 ottobre 2020.

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