Decreto reddito di cittadinanza e quota 100 approvato dal Senato. Le novità

Alessio Mauro - Leggi e prassi

Decreto reddito di cittadinanza e quota 100 approvato dal Senato oggi 27 febbraio 2019. Tra le novità contenute nel testo gli emendamenti approvati su cambio di residenza, licenziamento e stretta agli stranieri.

Decreto reddito di cittadinanza e quota 100 approvato dal Senato. Le novità

Il Senato ha approvato il decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, il DL n. 4/2019. Il voto favorevole è arrivato oggi, 27 febbraio 2019, ed il testo con le novità introdotte passerà ora al vaglio della Camera.

Le principali novità riguardano il reddito di cittadinanza, per il quale sono state introdotte modifiche ai requisiti relativi al cambio di residenza e alle regole in merito all’obbligo di accettare le offerte di lavoro.

A cambiare sono anche le regole in merito ai licenziamenti: perderà il diritto al reddito di cittadinanza per 12 mesi soltanto il soggetto che si licenzia e non tutto il nucleo familiare.

Fa discutere inoltre la novità contenuta in un emendamento al decreto che impone agli stranieri che richiederanno il reddito di cittadinanza di presentare il certificato di redditi, patrimonio e composizione del nucleo familiare rilasciata dal Paese di origine, certificata dall’ambasciata italiana.

In materia di pensioni le novità principali riguardano la pace contributiva, con l’estensione del numero di rate e l’innalzamento a 45 mila euro della soglia per l’anticipo del Tfs degli statali.

Decreto reddito di cittadinanza e quota 100 approvato dal Senato. Le novità

La domanda per richiedere il reddito di cittadinanza potrà essere presentata dal 6 marzo 2019, così come confermato ieri dall’INPS, ma il decreto approvato oggi dal Senato fissa nuove importanti regole che potrebbero escludere molti dalla possibilità di accesso alla misura.

In primis, tra le novità contenute nel decretone vi è la tanto chiacchierata stretta ai furbetti del cambio di residenza. I coniugi separato o divorziati dopo il 1° settembre 2018 dovranno presentare apposita certificazione rilasciata dalla polizia locale.

È passata inoltre al Senato anche la novità che limita l’erogazione del reddito di cittadinanza agli stranieri extracomunitari, i quali avranno l’obbligo di presentare insieme all’ISEE anche il certificato di redditi e patrimoni posseduti dal nucleo familiare nel Paese di origine.

Nello specifico, il testo dell’emendamento stabilisce che il certificato dovrà essere tradotto in lingua italiana e legalizzato dall’Autorità consolare italiana. Saranno esonerati gli stranieri provenienti da Paesi dove non è possibile acquisire tale documentazione, sulla base di un elenco che dovrà mettere a punto il Ministero del Lavoro con il Ministero degli Esteri entro tre mesi.

Decreto reddito di cittadinanza, obbligo lavoro solo se stipendio superiore ad 858 euro

Le novità riguardano anche gli obblighi per i percettori del reddito di cittadinanza. Tra gli emendamenti approvati dal Senato viene specificato che sarà obbligatorio accettare offerte di lavoro soltanto qualora lo stipendio proposto sia superiore ad 858 euro.

È questo uno dei requisiti per considerare congrua un’offerta di lavoro, la cui retribuzione dovrà essere superiore almeno del 10% dell’importo massimo del reddito di cittadinanza fruibile da un solo individuo.

Sarà inoltre obbligatorio svolgere un minimo di 8 ore e fino ad un massimo di 16 ore complessive a settimana di lavori socialmente utili per la collettività presso il proprio Comune.

Domanda reddito di cittadinanza, per i moduli serve l’ok del Garante Privacy

Sebbene l’INPS si sia schierata in prima linea per sostenere che non vi saranno ritardi nell’avvio del reddito di cittadinanza, a porre qualche dubbio sono le stesse novità contenute nel decreto n. 4/2019 approvato con modifiche dal Senato.

Per la predisposizione del modulo di domanda e di tutta la modulistica connessa all’erogazione del reddito sarà necessaria l’approvazione da parte del Garante per la privacy.

Il tutto sarà pronto in circa una settimana? Ipotesi inverosimile. Fino alla conclusione della fase di predisposizione di regole certe (per le quali il passaggio alla Camera potrebbe portare a nuove modifiche) il compito dell’INPS sarà quello di inviare comunicazione ai nuclei familiari che, in base ai dati in proprio possesso, rientrano nei parametri per l’accesso alla misura.

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