Economia debole, margini incerti e crisi internazionali sembrano raffreddare anche quest’anno l’interesse verso il Concordato Preventivo Biennale. Ma quali sono numeri e fattori reali da considerare?
C’è un silenzio insolito che accompagna la marcia di avvicinamento alla scadenza del 2 novembre 2026 termine ultimo per l’adesione al Concordato Preventivo Biennale.
Un silenzio che contrasta nettamente con il clamore mediatico e le accese discussioni politiche che avevano caratterizzato il debutto dello strumento.
Oggi lontano dai riflettori e senza che circolino dati provvisori o proiezioni ufficiali sui flussi di invio il concordato si avvia alla conclusione della sua finestra stagionale in un clima di assoluto pragmatismo.
La narrazione della pace fiscale e della svolta nei rapporti tra Stato e contribuente sembra aver lasciato il posto a una routine tecnica confinata nelle stanze degli studi professionali.
Ma quali sono i numeri reali attesi quest’anno, le prospettive future dello strumento e i fattori che stanno (o non stanno) funzionando?
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Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: CPB: fine della scommessa fiscale in arrivo?