Il 30 novembre è in programma la scadenza per gli acconti 2026 dovuti dai titolari di partita IVA in regime forfettario: le regole di pagamento
Il 30 novembre 2026 è una scadenza fiscale importante per molti contribuenti, tra cui i titolari di partita IVA che applicano il regime forfettario.
Entro questa scadenza, infatti, deve essere versato il secondo acconto dell’imposta sostitutiva relativa al 2026 oppure, nei casi previsti, l’intero acconto in un’unica soluzione.
Per evitare errori occorre conoscere le regole di calcolo, le modalità di compilazione del modello F24 e le condizioni che determinano l’obbligo di versamento.
È importante anche organizzare per tempo le disponibilità necessarie, magari utilizzando un conto corrente per partita IVA, una soluzione che permette di tenere separati i movimenti professionali da quelli personali.
Quanto si paga a novembre e come si calcola l’acconto
L’imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario è generalmente pari al 15%, ridotto al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando ricorrono i requisiti agevolativi.
L’acconto complessivo, calcolato con il metodo storico, corrisponde al 100% dell’imposta di riferimento dell’anno precedente. L’importo da versare a novembre dipende però dalle regole applicabili al contribuente e da quanto eventualmente già pagato con il primo acconto.
Per i contribuenti che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA, gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale, la suddivisione avviene generalmente in due rate del 50% (risoluzione Agenzia delle Entrate n. 93/E del 12 novembre 2019), anche quando applicano il regime forfettario e sono quindi esclusi dagli indici. Negli altri casi resta la ripartizione ordinaria del 40% e del 60%.
L’acconto non è dovuto quando l’imposta di riferimento dell’anno precedente non supera 51,65 euro. Per importi superiori, il versamento può avvenire in un’unica soluzione a novembre oppure in due rate, secondo le soglie previste per ciascuna ripartizione.
Chi ha iniziato l’attività nel 2026, in assenza di un’imposta di riferimento per il 2025, normalmente non deve effettuare il versamento.
Esiste inoltre il metodo previsionale, che consente di calcolare l’acconto sulla base dell’imposta che si ritiene di dover pagare per il 2026.
Può essere utile quando si prevede una riduzione del reddito, ma richiede attenzione: una stima troppo bassa può comportare sanzioni e interessi per insufficiente versamento.
Modello F24: codice tributo e modalità di versamento
Per il secondo acconto, o per quello in unica soluzione, si utilizza il codice tributo 1791, da indicare nella sezione Erario del modello F24. Come anno di riferimento va riportato il 2026.
Il pagamento deve essere effettuato con modalità telematiche, attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate, i canali bancari consentiti oppure un intermediario abilitato. In presenza di crediti utilizzati in compensazione, occorre rispettare le specifiche regole che impongono l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia.
A differenza del primo acconto, il secondo versamento di novembre non può essere ordinariamente rateizzato. È quindi opportuno conoscere l’importo dovuto con sufficiente anticipo, senza attendere gli ultimi giorni.
Un conto dedicato per organizzare le scadenze fiscali
Per chi lavora in proprio, una delle difficoltà più comuni è distinguere le somme effettivamente disponibili da quelle che serviranno per pagare imposte e contributi.
Disporre di un conto separato per l’attività professionale, pur non essendo un obbligo generalizzato per i forfettari, può rendere più semplice controllare incassi, uscite e liquidità.
Anche accantonare periodicamente una parte degli introiti può aiutare ad affrontare le scadenze senza dover reperire all’ultimo momento l’intero importo.
La gestione delle imposte, del resto, non si esaurisce nella compilazione dell’F24: richiede una programmazione che tenga conto dell’andamento dell’attività e degli impegni fiscali distribuiti durante l’anno.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Regime forfettario: acconti di novembre 2026 e modalità di pagamento