Controversie fiscali UE, le regole per la procedura amichevole e la risoluzione

Tommaso Gavi - Fisco

Controversie fiscali UE, con il provvedimento del 16 dicembre 2020 dell'Agenzia delle Entrate sono fornite le regole per la risoluzione, anche attraverso la procedura amichevole: modalità, tempi e documentazione.

Controversie fiscali UE, le regole per la procedura amichevole e la risoluzione

Controversie fiscali UE, con il provvedimento del 16 dicembre 2020 l’Agenzia delle Entrate fornisce le prime istruzioni per definire le modalità e le procedure necessarie per le risoluzioni.

Tale provvedimento rende operativo quanto previsto del decreto legislativo n. 49/2020, che disciplina le procedure amichevoli e gli altri procedimenti di risoluzione delle controversie generate dall’interpretazione e dall’applicazione degli accordi e delle convenzioni internazionali tra l’Agenzia delle Entrate e le autorità competenti degli altri Stati membri.

L’intervento segue il recepimento della direttiva UE 2017/1852 sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea e attua quanto previsto nell’articolo 8 della legge n. 117/2019, di delegazione europea.

Nella parte iniziale del documento sono fornite indicazioni sui termini utilizzati nel provvedimento stesso.

Controversie fiscali UE, le regole per la procedura amichevole e la risoluzione

Le regole per la risoluzione delle controversie fiscali UE arrivano con il provvedimento del 16 dicembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento del 18 dicembre 2020
Modalità e procedure operative per l’attuazione delle disposizioni del decreto legislativo 10 giugno 2020, n. 49 di attuazione della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell’Unione europea, con particolare riferimento all’articolo 3, commi 1, 6, 7, 9, 10, 11 e 12, all’articolo 5, commi 1 e 2, all’articolo 7, commi 3 e 5, all’articolo 9, commi 1, 2 e 5, all’articolo 18, comma 6 e all’articolo 19, commi 1 e 5.

Il provvedimento fornisce le prime istruzioni operative per la risoluzione delle controversie generate dall’interpretazione e dall’applicazione degli accordi e delle convenzioni internazionali tra l’Agenzia delle Entrate e le autorità competenti degli altri Stati membri.

Attraverso il documento di prassi si rendono operative le disposizioni del Dlgs n. 49/2020.

L’intervento è previsto dall’articolo 23 del decreto che recepisce la direttiva UE 2017/1852 ed attua la quanto previsto dall’articolo 8 della legge n. 117/2019, di delegazione europea.

Per accedere alla procedura amichevole è necessario presentare un’istanza sulla questione della controversia.

Tale istanza deve fornire, al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate e alle autorità competenti degli altri Stati, le informazioni richieste nel provvedimento.

Se compilata in una lingua diversa, l’istanza deve essere tradotta in italiano con una traduzione ufficiale.

La documentazione da presentare è contenuta all’interno del provvedimento che spiega anche quali sono le modalità per la presentazione:

  • tramite PEC all’indirizzo [email protected];
  • tramite raccomandata nazionale o internazionale;
  • con consegna diretta all’ufficio, opzione obbligatoria per le persone fisiche e le imprese.

Nelle ultime due ipotesi di trasmissione, l’istanza va prodotta anche su supporto elettronico o inviata all’indirizzo [email protected]

Controversie fiscali UE, le regole sui termini da rispettare

Una volta ricevuta l’istanza corredata dalla documentazione richiesta, l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate ha due mesi di tempo per comunicare l’arrivo al mittente.

Nel caso dovessero essere comunicate eventuali informazioni supplementari, i mesi di tempo a disposizione sono tre.

Il ricevente ha, a sua volta, tre mesi di tempo per rispondere, con le modalità descritte nel provvedimento.

La copia della risposta deve essere trasmessa contemporaneamente alle Autorità competenti degli altri Stati membri interessati.

Entro il termine di sei mesi dalla ricezione dell’istanza o delle informazioni supplementari, l’Agenzia delle Entrate decide per l’accoglimento o il rigetto della domanda.

L’Amministrazione finanziaria deve inoltrare tempestivamente all’interessato la notifica, tramite PEC o raccomandata nazionale o internazionale.

Prima della presentazione dell’istanza, i soggetti interessati possono chiedere un incontro con i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate, anche in videoconferenza.

La procedura amichevole deve concludersi entro due anni dalla data in cui è stata effettuata l’ultima notifica della decisione di accoglimento dell’istanza da parte di uno degli Stati membri.

Su richiesta motivata dell’Agenzia o dell’Autorità competente di un altro Paese membro il termine può essere posticipato di un anno.

In tale fase possono essere richieste ulteriori informazioni che devono essere trasmesse dagli interessati entro quindici giorni dalla richiesta.

Controversie fiscali UE, le regole sui termini da rispettare

Una volta raggiunto l’accordo, l’ufficio comunica la decisione al soggetto interessato entro 30 giorni.

Allo stesso tempo informa il centro operativo di Pescara, incaricato di dare esecuzione alla decisione.

Il soggetto che riceve la comunicazione ha 60 giorni per accettare o rinunciare.

Se non viene raggiunto l’accordo devono essere fornite le relative motivazioni.

Se viene rifiutata l’apertura della procedura di risoluzione amichevole, il soggetto può chiedere all’ufficio e all’Autorità dell’altro Stato membro dell’Unione europea di istituire una “Commissione consultiva”.

L’ufficio ha dunque 120 giorni per comunicare quanto segue:

  • le norme di funzionamento della Commissione consultiva o di quella per la risoluzione alternativa della controversia, eventualmente concordata dalle Autorità coinvolte;
  • la data entro la quale è adottato il parere sulla risoluzione della questione controversa;
  • i riferimenti alle disposizioni giuridiche applicabili nel diritto nazionale degli Stati membri e agli accordi o Convenzioni applicabili.

Se la Commissione consultiva accoglie l’istanza e l’Agenzia avvia la procedura amichevole, l’ufficio deve comunicarlo all’interessato entro 60 giorni dalla notifica della decisione.

La decisione deve poi essere comunicata entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo e seguirà poi il percorso descritto in precedenza.

Viene inoltre prevista la possibilità di ritiro dell’istanza, che deve essere comunicata all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.

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