Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate poco efficaci contro l’evasione

Rosy D’Elia - Fisco

Controlli fiscali dell'Agenzia delle Entrate poco efficaci contro l'evasione: a segnalarlo è la Corte dei Conti che, cifre alla mano, traccia una fotografia delle attività di accertamento, delle motivazioni dell'insuccesso e delle possibili soluzioni nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019. Recuperati 6.480 milioni di euro, dato in ripresa ma non sufficiente.

Controlli fiscali dell'Agenzia delle Entrate poco efficaci contro l'evasione

Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate poco efficaci contro l’evasione: nel 2019 6.480 milioni di euro dall’attività di accertamento e controllo sostanziale, dato in ripresa ma non sufficiente.

A segnalarlo è la Corte dei Conti che nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019 , pubblicata il 24 giugno 2020, boccia totalmente le attività messe in campo evidenziando gravi difficoltà nell’effettivo recupero delle somme evase.

Nel documento una fotografia delle attività di accertamento, delle motivazioni dell’insuccesso e delle possibili soluzioni, a partire da un migliore utilizzo dell’Anagrafe tributaria.

Corte dei Conti - Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019
Scarica la sintesi della Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019.

Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate poco efficaci contro l’evasione: i dati della Corte dei Conti

Il 2019 si chiude con il recupero di 6.480 milioni di euro, segni di ripresa
rispetto al 2018 con un incremento del 16,1 per cento, che però non è abbastanza.

I dati, infatti, risultano ancora in netto calo rispetto al 2017, introiti totali dell’11,52% in meno, e rispetto al 2015, al di sotto del 12,5%.

Secondo i dati evidenziati dalla Corte dei Conti Relazione sul rendiconto generale dello Stato 2019 , gli accertamenti sostanziali ordinari sulle Imposte sui redditi, IVA e IRAP sono poco più di 267 mila, in aumento dell’1,6% rispetto al 2018 ma ancora bassi rispetto ai livelli raggiunti prima del 2016.

In questo contesto, inoltre, si evidenzia una marginalità sempre più marcata dei controlli che derivano degli accertamenti degli studi di settore per la rettifica delle basi imponibili dichiarate.

I controlli sulle compensazioni indebite, invece, sono stati 7.039, numero che risulta in linea con l’andamento degli anni precedenti.

Ma al di là dei numeri, la Corte dei Conti boccia il sistema dei controlli fiscali di cui dispone l’Agenzia delle Entrate:

“In linea generale deve ancora una volta rilevarsi come gli strumenti e le modalità operative di gestione del rapporto con i contribuenti di cui attualmente dispone l’Amministrazione fiscale non siano in grado di determinare una significativa riduzione dei livelli di evasione che caratterizzano il settore dell’IVA e dell’imposizione sui redditi.”

Controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate: puntare sulla tecnologia per migliorarli

Ma accanto alla bocciatura, la Corte dei Conti mette in luce le motivazioni alla base dell’inefficacia dei controlli fiscali e le soluzioni possibili per migliorarli.

Innanzitutto si evidenzia che i controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate sono troppo poco frequenti per contrastare con efficacia l’evasione fiscale:

“Quanto alla frequenza dei controlli sostanziali rispetto all’ampiezza della platea dei contribuenti che svolgono attività indipendenti, i dati nel 2019 evidenziano un ulteriore peggioramento del rapporto, già molto basso, registrato nell’anno precedente.

I controlli eseguiti nel 2019 costituiscono, infatti, l’1,8 per cento del totale dei soggetti considerati, valore questo insufficiente per esercitare una adeguata deterrenza”.

A questo deve aggiungersi che, nell’ottica proposta, gli accertamenti sono orientati nella direzione sbagliata ovvero verso posizioni definite “sostanzialmente patologiche” ovvero soggetti irreperibili, falliti, o comunque che non hanno nessuno interesse né a definire bonariamente l’accertamento, usufruendo della riduzione delle sanzioni prevista dalla legge, né a contestarlo nella sede contenziosa.

Per rafforzare il contrasto all’evasione con le attività di controllo e accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, la Corte dei Conti propone “una strategia coordinata e costante” di contenimento basata su una serie di ingredienti:

  • uso delle moderne tecnologie informatiche e telematiche;
  • ampliamento dei pagamenti tracciati;
  • applicazione della ritenuta d’acconto;
  • azione di supporto all’adempimento e di controllo svolta dall’Amministrazione fiscale

Necessario aggiustare sul tiro anche sulle sanzioni che devono essere diverse e più efficaci di quelle pecuniarie.

Più nello specifico delle soluzioni proposte, l’occasione è giusta per ribadire la proposta già inserita nel Rapporto 2020 sul coordinamento della Finanza pubblica: estendere l’obbligo di fatturazione elettronica anche ai soggetti attualmente esclusi.

“Ancora una volta si ribadisce, dunque, l’esigenza di una diversa modalità realizzativa dell’attività di controllo fiscale che dovrebbe costituire il naturale complemento dell’utilizzo preventivo e persuasivo dei dati in possesso del sistema informativo (primi fra tutti quelli relativi alle fatture emesse e ricevute e ai corrispettivi conseguiti), già normativamente in parte previsto, ma ancora non compiutamente realizzato”.

Infine, parte della soluzione per migliorare il contrasto all’evasione potrebbe essere anche in altre possibili forme di cooperazione incentivata tra l’Amministrazione centrale e gli Enti territoriali, finalizzate a favorire l’adempimento spontaneo dei contribuenti, “utilizzando pienamente e in modo tra loro combinato la vasta mole di informazioni e notizie in possesso dei comuni a seguito dello svolgimento della loro attività istituzionale e le informazioni e i dati dell’Anagrafe tributaria”.

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