Contributi fondo perduto Decreto Sostegni: alcuni chiarimenti fondamentali

Salvatore Cuomo - Dichiarazioni e adempimenti

La pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate è l’occasione per fare un punto sulla applicazione pratica del provvedimento di cui all’articolo 1 del Decreto Sostegni (DL 41/2021) che disciplina i nuovi contributi a fondo perduto in favore di aziende e professionisti.

Contributi fondo perduto Decreto Sostegni: alcuni chiarimenti fondamentali

Dalla lettura delle istruzioni e delle note tecniche relative ai contributi a fondo perduto si rilevano ulteriori informazioni utili per evitare spiacevoli errori nella compilazione del modello di istanza nella modalità web od anche per il tramite di intermediari abilitati.

La domanda potrà essere presentata a partire dal prossimo martedì 30 marzo e fino al prossimo 28 maggio 2021.

Possiamo desumere da quanto sopra che lo spirito guida della realizzazione pratica sia stato quello di fare tesoro della esperienza maturata con la prima campagna dei contributi a fondo perduto varati con il Decreto Rilancio.

Diciamo subito che, in quanto compatibili con il testo del nuovo Decreto, i chiarimenti forniti con le circolari e risoluzioni già pubblicate sul tema dei contributi a fondo perduto nel corso del 2020 restano validi.

Come pure resta la semplicità applicativa del provvedimento, ad esempio in ordine alla verifica della fascia di appartenenza grazie al “grafico puntatore” fornito alla pagina 3 delle istruzioni:

Contributi a fondo perduto: istruzioni compilazione modulo di domanda
Istruzioni compilazione modulo di domanda dei contributi a fondo perduto disciplinati dall’articolo 1 del DL 41/2021
Contributi a fondo perduto: modulo di domanda
Modulo di domanda per la compilazione dell’istanza dei contributi a fondo perduto disciplinati dall’articolo 1 del DL Sostegni

Lo stesso modulo si è confermato molto snello nella sua formulazione.

Rispetto ai contributi a fondo perduto varati a suo tempo con il Decreto Rilancio è stata eliminata la parte dedicata alle attestazioni Antimafia, non essendo più necessarie per effetto del limite massimo di erogazione del contributo ora stabilito in 150.0000 euro (ed oltre il quale sarebbe stato necessaria la sottoscrizione delle attestazioni Antimafia medesime).

Non è più necessaria l’indicazione dei contribuenti aventi sede in comuni colpiti da eventi calamitosi, causale non prevista nel testo del Decreto Sostegni e che tante difficoltà ha creato ai richiedenti e paradossalmente alla stessa Agenzia delle Entrate nel recente passato.

È, invece, inserita la casella per esercitare l’opzione di fruizione del contributo sotto forma di credito di imposta.

Opzione irrevocabile per il credito d’imposta di cui al DL Sostegni: da quando si considera tale?

Occorre precisare un aspetto molto importante su questo punto.

L’opzione è irrevocabile ma l’Agenzia delle Entrate lo considererà tale non già fin dalla presentazione della istanza ma dal suo definitivo accoglimento.

Pertanto anche se presentata ed accettata potrà essere modificata fintanto che non risulterà definitivamente accolta.

Qualora sarà esercitata tale opzione il credito potrà essere fruito per il tramite di apposito codice tributo che verrà comunicato a breve, insieme alla decorrenza di tale credito che voglio sottolineare non ha scadenza e potrà eventualmente riportato anche in successivi esercizi.

Contributi a fondo perduto Decreto Sostegni: vale la regola dei 5 giorni

Anche per i contributi a fondo perduto vale la regola dei 5 gioni.

Laddove l’istanza telematica venga scartata anche in questo caso si potrà presentare istanza corretta entro i 5 giorni successivi dall’invio telematico.

Attenzione: ciò è molto importante perché nel caso di presentazione nel termine del 28 maggio, ma poi scartata dalla Agenzia delle Entrate si avranno 5 giorni di tempo per presentare una istanza corretta, comunque valida anche se quest’ultimo periodo superi il predetto 28 Maggio.

Laddove non si fruisca di questa opportunità per sanare l’avvenuto scarto resta comunque valido l’istituto dell’autotutela.

Tuttavia, sappiamo come molti che hanno tentato questa via nel caso dei contributi a fondo perduto del Decreto Rilancio, ne stiano ancora oggi attendendo la liquidazione, pur avendo avuto riscontro della accettazione.

Non sarà un Click Day anche se è plausibile attendersi un assalto telematico al portale Fatture e Corrispettivi per il 30 Marzo

Potrebbe essere utile per l’occasione l’approntamento da parte di Sogei di una sorta di sala di attesa web per far fronte ai possibili picchi di accesso al portale così da evitare i disservizi riscontrati in altre precedenti occasioni, ricordando le esperienze del bonus 600 euro INPS oppure il caos SPID con il bonus monopattini.

Vediamo cosa accadrà questa volta.

Attenzione nella compilazione del codice IBAN che spesso ha creato problemi lo scorso anno

Le “rivoluzioni” nel nostro sistema bancario, che hanno visto sportelli e relativi clienti trasferiti da una banca all’altra oltre che, fusioni ed incorporazioni varie nel mentre avvenute, consigliano un cautelare riscontro con la propria banca.

Una delle predette operazioni, particolarmente importante nella sua dimensione, coinvolge gli sportelli di UBI Banca che verrà operativamente incorporata in Banca Intesa ed avrà i suoi effetti operativi dal prossimo 12 aprile.

Non ci dovrebbero essere problemi anche in questo caso, considerando che i mesi di validità del vecchio iban saranno tali da consentire un redirect dal vecchio al nuovo codice IBAN; tuttavia per evitare sorprese sarebbe bene comunicare direttamente il nuovo IBAN:

Meglio quindi un giorno in più di attenzione nella compilazione che il concreto rischio di un contributo in meno.

Un post scriptum dedicato ai “furbetti della partita IVA”

Dalla pagina 4 delle specifiche tecniche allegate al provvedimento qui commentato:

La partita IVA del soggetto richiedente deve risultare attiva alla data del 23 marzo 2021, non deve risultare attivata a partire dal 24 marzo 2021.

Il mancato rispetto di tali requisiti determina lo scarto della istanza in fase di accoglienza

In altre parole: non è possibile fare i “furbetti”, per cui se il modello di apertura della partita IVA viene inviato con effetto retroattivo, considerando i famosi 30 giorni, la data da considerare ai fini del Decreto Sostegni sarà quello dell’invio del modello.

Buona istanza a tutti...

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