Contributi INPS artigiani e commercianti: aliquote e scadenze per il 2026

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Contributi artigiani commercianti 2025, le aliquote per il calcolo, gli importi, le scadenze e le modalità di versamento. Tutte le istruzioni per il pagamento

Contributi INPS artigiani e commercianti: aliquote e scadenze per il 2026

Arrivano le istruzioni per il pagamento dei contributi da parte di artigiani e commercianti nel 2026.

A fare il punto sulle procedure per il nuovo anno è l’INPS nella circolare pubblicata il 9 febbraio.

Nel documento di prassi sono fornite tutte le indicazioni riguardo il valore del minimale di reddito per il calcolo dei contributi IVS, in aumento rispetto al 2025, le istruzioni sulle modalità di pagamento e le date di scadenza per i versamenti dei contributi minimi e dei contributi eccedenti il minimale.

I contribuenti in regime forfettario che intendono ottenere la riduzione devono presentare l’apposita domanda entro il 28 febbraio.

Contributi INPS artigiani e commercianti: aliquote e scadenze per il 2026

L’INPS con la circolare n. 14/2026 ha comunicato i valori da prendere in considerazione per il calcolo dei contributi dovuti da artigiani e commercianti nel 2026.

Come ogni anno, il documento di prassi fornisce anche le istruzioni per il pagamento e il calendario delle scadenze da rispettare.

Anche per il 2026 le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche di artigiani e commercianti sono tutte pari al 24 per cento.

Questo perché l’aliquota dei contributi per i collaboratori di età inferiore a 21 anni ha già raggiunto tale soglia, indicata all’articolo 24, comma 22, del DL n. 201/2011.

Nel 2026, inoltre, continua a trovare applicazione anche l’esonero dal 50 per cento della contribuzione in favore dei lavoratori con più di 65 anni d’età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2025, per le partite IVA forfettarie aperte a partire dal 1° gennaio 2025 è in vigore l’esonero contributivo del 50 per cento sui contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti nei primi tre anni di attività. L’esonero si affianca a quello già in vigore da tempo e che consente di ridurre del 35 per cento i contributi da versare e vale fino a quando sussistono i requisiti.

Gli iscritti alla Gestione commercianti, inoltre, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021, sono tenuti a versare un’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,48 per cento a finanziamento dell’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale, concesso a chi chiude senza avere raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Infine, per il finanziamento delle prestazioni di maternità dovrà essere versata una ulteriore quota di 0,62 euro mensili.

Pertanto, riassumendo, le aliquote da applicare per il versamento dei contributi nel 2026 sono le seguenti:

Soggetti interessati Artigiani Commercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età 24 per cento 24,48 per cento

Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: minimale di reddito in aumento

Anche per il 2026, così come accade per ogni anno, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione per il calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dai commercianti è stato aggiornato sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per il periodo 2024/2025 questa è pari all’1,4 per cento e, pertanto, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione è di 18.808 euro.

Un valore in aumento, anche se di poco, rispetto a quello dello scorso anno (18.555 euro) e che di conseguenza determina anche un lieve incremento del contributo minimo dovuto.

Il contributo calcolato sul reddito minimale, pertanto, è quello indicato nella tabella.

Soggetti interessatiArtigiani Commercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età 4.521,36 (4.513,92 IVS + 7,44 maternità) 4.611,64 euro (4.604,20 IVS + 7,44 maternità)

Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato al mese risulta pari a:

Soggetti interessatiArtigiani Commercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età 376,78 euro (376,16 IVS + 0,62 maternità) 384, 31 euro (383,69 IVS + 0,62 maternità)

Come precisato dall’INPS, il minimale di reddito e il relativo contributo annuo devono essere riferiti al reddito attribuito a ogni singolo soggetto che opera nell’impresa.

Contributi INPS artigiani e commercianti 2026 sul reddito eccedente il minimale

Per il 2026 la contribuzione aggiuntiva va versata sui redditi d’impresa prodotti nel corso dell’anno che eccedono il minimale di 18.555 euro, secondo le aliquote fissate dall’INPS e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il 2026, a 56.224 euro.

“Per i redditi superiori a 56.224 euro annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale, disposto dall’articolo 3-ter del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438.”

Le aliquote contributive, pertanto, sono determinate come indicato nella tabella.

Scaglione di redditoArtigianiCommercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età fino a 56.224 euro 24 per cento 24,48 per cento
superiore a 56.224 euro 25 per cento 25,48 per cento

Il massimale di reddito per il calcolo dei contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti, invece, è fissato a 93.707 euro per gli iscritti alla gestione da prima del 1° gennaio 1996 o con anzianità contributiva maturata a tale data.

Per i lavoratori e le lavoratrici che non rientrano in questa categoria, invece, l’importo massimo è pari a 122.295 euro e non è frazionabile in ragione mensile.

L’importo massimo dei contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti è riportato nelle seguenti tabelle riassuntive.

  • Lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
ArtigianiCommercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età 22.864,51 euro (56.224 euro*24 per cento+37.483 euro*25 per cento) 23.314,31 euro (56.224 euro*24,48 per cento+37.483 euro*25,48 per cento)
  • Lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva
ArtigianiCommercianti
Titolari e coadiuvanti/coadiutori di qualunque età 30.011,51 euro (56.224 euro*24 per cento+66.071 euro*25 per cento) 30.598,53 euro (56.224 euro*24,48 per cento+66.071 euro*25,48 per cento)

Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: le scadenze per il versamento

Nella circolare n. 14/2026, l’INPS fornisce anche le istruzioni per procedere al versamento delle somme dovute.

Nel 2026 non cambiano le scadenze che restano quattro. I termini per l’adempimento sono:

  • 18 maggio 2026;
  • 20 agosto 2026;
  • 16 novembre 2026;
  • 16 febbraio 2027.

I contributi dovuti sulla quota eccedente il minimale, invece, devono essere versati entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, a titolo di saldo 2025, primo e secondo acconto 2026.

Per i versamenti bisogna utilizzare il modello F24. I dati e gli importi utili per il pagamento dei contributi dovuti da artigiani e commercianti sono disponibili nel Cassetto previdenziale, nella sezione “Dati del mod. F24”, a cui può accedere il contribuente o un suo delegato.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo, l’INPS ricorda che il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti:

  • è calcolato sulla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini IRPEF (e non soltanto su quello derivante dall’attività che dà titolo all’iscrizione nella gestione di appartenenza);
  • è rapportato ai redditi d’impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell’anno 2026, ai redditi 2026, da denunciare al fisco nel 2027).

“qualora la somma dei contributi sul minimale e di quelli a conguaglio versati alle previste scadenze sia inferiore a quanto dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa realizzati nel 2026, è dovuto un ulteriore contributo a saldo da corrispondere entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.”

I contributi dovuti entro le scadenze dell’IRPEF possono essere versati con un differimento sino a 30 giorni, applicando sempre la sola maggiorazione di una quota pari allo 0,40 per cento dell’importo dovuto, a titolo di interessi corrispettivi.

L’INPS ricorda che l’introduzione del concordato preventivo biennale non fa venire meno gli obblighi contributivi, e che la base imponibile concordata assume rilevanza, tra l’altro, ai fini della determinazione dei contributi previdenziali obbligatori. Resta ferma la possibilità per il contribuente di versare i contributi sul reddito effettivo se di importo superiore a quello concordato.

Scadenza il 28 febbraio per la riduzione ai forfettari

Nella circolare del 9 febbraio l’INPS fornisce anche le istruzioni per il versamento della contribuzione dovuta da artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario e che, anche per il 2026, possono richiedere l’accesso al regime contributivo agevolato.

Si tratta della riduzione contributiva del 35 per cento che nel 2026 si applicherà automaticamente ai soggetti che ne hanno già beneficiato nel 2025 e che mantengono i requisiti di agevolazione fiscale.

Chi, invece, ha avviato una nuova attività d’impresa nel 2025 e intende beneficiare del regime agevolato nel 2026 deve inviare la richiesta di adesione entro la scadenza del 28 febbraio 2026. Infine, chi avvia una nuova attività nel 2026 e ha intenzione di aderire al regime forfettario deve comunicarlo “con la massima tempestività”.

Stesso termine anche per la domanda di rinuncia.

INPS - Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026
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