Contributi a fondo perduto e finanziamenti per le imprese culturali: novità in Legge di Bilancio

Rita Maria Esposito - Incentivi alle imprese

Imprese culturali e creative, il comma 634 dell’art.1 della Legge di Bilancio 2023, approvata in via definitiva lo scorso 29 dicembre, prevede l’incremento per i prossimi due anni del Fondo per le piccole e medie imprese creative istituito con la Manovra del 2021 per garantire contributi a fondo perduto e finanziamenti

Contributi a fondo perduto e finanziamenti per le imprese culturali: novità in Legge di Bilancio

Ci sono buone notizie per gli imprenditori operanti nel settore della cultura, tra le norme inserite nella Legge di Bilancio 2023, infatti, figura anche l’incremento del “Fondo per le piccole e medie imprese creative” che viene potenziato con uno stanziamento di 3 milioni di euro per il 2023 e di 5 milioni per il 2024.

Nuove risorse da destinare al pacchetto di aiuti (accesso agevolato al credito, erogazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati) destinati alle aziende che operano nel settore della cultura.

L’incremento del Fondo - istituito con la Legge di Bilancio 2021 - è stato deciso dal Governo per continuare a sostenere e finanziare la nascita e lo sviluppo delle imprese culturali e creative al fine di:

“favorire il rafforzamento e la qualificazione dell’offerta culturale nazionale, come mezzo di crescita sostenibile e inclusiva, la nuova imprenditorialità e l’occupazione, con particolare riguardo a quella giovanile.”

Contributi a fondo perduto e finanziamenti a imprese culturali: gli aiuti previsti

La norma, che rimanda a quanto indicato nella già citata Legge di Bilancio 2021, mette a disposizione delle aziende che posseggono i requisiti previsti una serie di contributi agevolati da utilizzare per il raggiungimento delle seguenti finalità:

  • avviare nuove società o il consolidamento di quelle già costituite;
  • favorire la collaborazione con imprese di altri settori produttivi, università e enti di ricerca;
  • sostenere le start-up innovative con strumenti finanziari partecipativi;
  • svolgere attività di analisi, promozione e valorizzazione del settore.

Gli strumenti a disposizione degli imprenditori “creativi” che intendono fondare una nuova impresa o sviluppare e consolidare una realtà già esistente sono principalmente tre:

  • i contributi a fondo perduto;
  • i finanziamenti agevolati;
  • o la loro combinazione.

La norma, infine, prevede anche il sostegno - tramite l’erogazione di voucher - di tutte quelle imprese (micro, piccole e medie), appartenenti a settori diversi, che vogliono avvalersi dei servizi offerti dalle imprese creative.

Imprese creative, nuove risorse per contributi e finanziamenti: chi può beneficiarne

Salvo eventuali modifiche, i criteri di accesso al credito dovrebbero essere quelli già indicati nel decreto ministeriale del 19 novembre 2021, in base al quale potranno beneficiare delle agevolazioni previste dal fondo le imprese di micro, piccola e media dimensione in fase di costituzione, o già costituite al momento della presentazione della domanda di agevolazione, che abbiano sede legale e operativa ubicata sul territorio nazionale e che operino in ambito creativo e culturale. All’interno del decreto vengono indicati anche i codici Ateco delle attività ammesse a finanziamento.

MISE - Decreto del 18 novembre 2021
Istituzione del Fondo per le piccole e medie imprese creative

Ma cosa si intende per impresa culturale e creativa?

Il comma 112 dell’art.1 della Legge di Bilancio 2021 fornisce anche una definizione chiara delle imprese culturali e creative, ovvero, sono imprese culturali e creative:

“tutte le attività dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative.”

In particolare i settori operativi che possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla norma sono quelli relativi a:

  • architettura e design;
  • archivi, biblioteche, musei;
  • artigianato artistico;
  • audiovisivo, cinema, televisione e contenuti multimediali;
  • software e videogiochi;
  • patrimonio culturale materiale e immateriale;
  • festival, musica, letteratura;
  • arti dello spettacolo, editoria, radio, arti visive;
  • comunicazione e pubblicità.

L’aumento delle risorse a disposizione del Fondo per le imprese culturali inserita nella Legge di Bilancio 2023 è, in conclusione, da valutare in continuità con il lavoro svolto nel biennio precedente 2021-2022 e volto a garantire una spinta propulsiva alle tante e variegate realtà creative presenti sul territorio nazionale per trasformarle in una fondamentale opportunità di crescita e di sviluppo.

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