Il calendario di scadenze fiscali ad agosto si ferma, ma la riforma accelera: il tempo per le novità sta per scadere. In Consiglio dei Ministri arrivano decreto omnibus, fiscalità regionale e magistratura tributaria
Il calendario di scadenze fiscali ad agosto si ferma per tre settimane, anche l’Agenzia delle Entrate mette in pausa l’invio degli atti e la clessidra dei tempi da rispettare, ma quest’anno il Fisco non può fermarsi del tutto.
Il Governo è chiamato ad approvare gli ultimi provvedimenti della riforma fiscale: i tre anni a disposizione previsti dalla legge delega n. 111 del 2023 per cambiare i connotati del sistema tributario stanno per scadere e il viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo ha annunciato tre nuovi decreti legislativi per questa settimana. Il Consiglio dei Ministri è previsto per martedì 4 agosto.
Arrivano al traguardo il decreto omnibus, con un pacchetto di novità anche per le partite IVA, il decreto sulla fiscalità locale che è rimasto in stand by per più di un anno e un nuovo testo sulla magistratura tributaria.
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Le scadenze fiscali si fermano, la riforma accelera: le ultime novità nel prossimo Consiglio dei Ministri
Rispetto al testo originario il decreto omnibus si arricchisce di diversi punti: le modifiche proposte dalle Commissioni parlamentari, che hanno dato il loro via libera, assomigliano a un pacchetto di emendamenti, pur avendo natura diversa perché diverso è l’iter normativo previsto per un decreto legislativo di attuazione della delega.
| IN SINTESI: Come funziona l’attuazione della riforma fiscale? |
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| Con la Legge delega, è stato affidato al Governo il compito di rivedere il sistema tributario, modificando la normativa fiscale con dei decreti legislativi di attuazione che vengono approvati in via preliminare dai Consigli dei Ministri. I testi poi passano al vaglio delle Commissioni parlamentari che devono fornire dei pareri sul loro contenuto, solo successivamente possono essere approvati definitivamente con un nuovo via libera del Governo. Dai decreti legislativi di attuazione derivano anche i decreti attuativi, di rango inferiore. Sono provvedimenti finalizzati a dettagliare le novità fiscali previste e vengono adottati da Ministeri o altri enti competenti per materia. |
Con i lavori estivi, cambia ancora una volta il concordato preventivo biennale. L’obiettivo dei suggerimenti che arrivano dalle Commissioni Parlamentari è quello di rendere più favorevole il rinnovo del patto sul pagamento delle imposte: in campo un meccanismo premiale extra così come la possibilità di pagare le imposte a rate senza interessi.
La conferma delle novità in cantiere arriva proprio da Leo, intervenuto il 31 luglio al programma Mediaset 10 minuti. “Se mettiamo insieme questi provvedimenti con le misure che già abbiamo adottato, c’è la possibilità di definire tutte le annualità dal 2020 al 2027”, ha anticipato.
D’altronde, il concordato preventivo biennale è una delle misure chiave della riforma fiscale e, dopo tre anni dal calcio d’inizio, continua ad essere al centro dell’attenzione del Governo.
Nel testo del decreto omnibus, però, sono candidate a entrare anche misure legate a esigenze attuali, che non hanno trovato posto negli ultimi decreti convertiti in legge, che vengono da richieste dei Commercialisti o che derivano dalla digitalizzazione dei processi.
È il caso della riduzione delle sanzioni su POS e cassa, potenziate dal debutto del nuovo obbligo di collegamento dal 2026, ma anche della nuova scadenza per la certificazione del Tax Control Framework necessaria per l’adempimento collaborativo o della limatura degli standard da rispettare sull’emissione degli scontrini elettronici.
Le lettere di compliance trovano nuove strade, la magistratura tributaria guadagna terreno
Il piatto è ricco e non è l’unico. Dopo una lunga gestazione e un parere ancora negativo della Conferenza Stato-Regioni, arriva al traguardo anche il decreto sulla fiscalità locale che ha dato i natali alla rottamazione locale delle cartelle, travasata poi nella Legge di Bilancio 2026 insieme alla quinquies.
In questa prima tornata che si è conclusa il 31 luglio hanno aderito circa 1.000 comuni, ha anticipato il viceministro. Ma anche in questo caso la pace fiscale è solo uno dei punti in programma: le lettere di compliance potranno partire anche dagli enti locali, è previsto un restyling anche per il bollo auto e per le modalità di pagamento dei tributi. Solo per fare alcuni esempi.
E prima della fine di agosto si fissano nuove regole anche per la magistratura tributaria che opererà a tempo pieno e con selezioni basate su concorsi, ed è già in preparazione un nuovo bando per 177 magistrati. Cosa vuol dire? Risponde Leo: “questa magistratura non è più la cenerentola dell’ordine giudiziario ma dovrà svolgere a tempo pieno l’attività giurisdizionale per facilitare e per comprendere molto meglio il rapporto Fisco-contribuente”.
Il Fisco cambia anche oltre i confini della riforma: nuovo capitolo IRPEF in preparazione
La riforma fiscale si avvia verso la chiusura con un totale di 21 provvedimenti legislativi di modifica del sistema tributario e 8 Testi Unici.
Il tempo per poter intervenire scade il 29 agosto 2026, ma i lavori non si chiuderanno questa estate né le novità sul Fisco finiranno con lo scadere della legge delega.
| Le scadenze della riforma fiscale | Le date in calendario |
|---|---|
| Termine per l’approvazione dei decreti legislativi di modifica della normativa | Entro il 29 agosto 2026 (36 mesi dall’entrata in vigore, termine inizialmente fissato a 24 mesi) |
| Termine di scadenza per la predisposizione di decreti legislativi integrativi e correttivi | Entro il 29 agosto 2028 (24 mesi dopo la fine dei lavori) |
| Termine per l’approvazione dei Testi Unici | 31 dicembre 2026 (Fissato in principio al 29 agosto 2024, poi al 31 dicembre 2025) |
| Termine per l’approvazione del Codice tributario | 12 mesi dall’ultimo decreto correttivo o integrativo approvato entro il 29 agosto 2028 |
Prima di tutto bisogna considerare che il Governo sempre nel perimetro della legge n. 111 del 2023 potrà continuare ad adottare provvedimenti correttivi e anche il riordino della normativa si dovrà concludere nei prossimi anni con un’opera mai realizzata prima: il Codice tributario.
Nel frattempo anche fuori dalla riforma il cantiere del Fisco resta aperto: si parla già di un nuovo capitolo di revisione dell’IRPEF nella prossima Legge di Bilancio, l’ultima dell’attuale Legislatura e per questo di grande rilevanza.
Dopo il taglio della seconda aliquota dello scorso anno, si punta ad estendere lo scaglione a cui si applica da 50.000 a 60.000 euro: lo ha confermato Maurizio Leo, ne hanno parlato la vicepremier Meloni, ancora prima il vicepremier Tajani che nella prossima Manovra vorrebbe recuperare anche alcune promesse della riforma fiscale rimaste solo sulla carta, come la detassazione delle tredicesime e le agevolazioni per i più giovani. Anche questa volta tutto dipende dalle risorse necessarie e da quelle a disposizione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Stop delle scadenze fiscali, sprint della riforma su concordato, lettere di compliance e giustizia tributaria