Cessione del credito, dal “bollino blu” al divieto di frazionamento: novità dal 1° maggio 2022

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Cessione del credito ad un nuovo giro di boa: dal 1° maggio 2022 entrano in vigore le novità relative al codice identificativo, il “bollino blu”, e il divieto di frazionamento. Stessa data anche per l'avvio della quarta cessione da parte delle banche in favore dei propri correntisti.

Cessione del credito, dal “bollino blu” al divieto di frazionamento: novità dal 1° maggio 2022

Cessione del credito, ancora novità in arrivo per il superbonus e i bonus casa.

Dal 1° maggio 2022 entrano in vigore gli ulteriori correttivi previsti dal decreto legge anti-frodi n. 13/2022, che modificando quanto previsto dall’articolo 121 del decreto Rilancio ha introdotto il divieto di frazionamento dei crediti e l’attribuzione di un codice identificativo a ciascuna cessione, il cosiddetto “bollino blu”.

Non solo: il 1° maggio è anche la data a partire dalla quale debutterà la possibilità per le banche di effettuare un quarta cessione del credito, esclusivamente in favore di propri correntisti.

Cessione del credito, dal “bollino blu” al divieto di frazionamento: novità dal 1° maggio 2022

Si attende un nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per l’avvio delle ulteriori novità in materia di cessione del credito previste a decorrere del 1° maggio 2022.

A prevederlo è il comma 1 quater dell’articolo 121 del decreto Rilancio n. 34/2020, modificato ad ultimo dalla legge di conversione del decreto Sostegni ter, che ha assorbito le misure previste dal decreto anti-frodi del 25 febbraio scorso.

Passata la scadenza del 29 aprile relativa all’invio delle comunicazioni di cessione del credito e sconto in fattura per i bonus casa e il superbonus, dal 1° maggio 2022 ad ogni operazione di cessione successiva alla prima sarà attribuito un codice identificativo unico.

Il “bollino blu” andrà indicato in ogni comunicazione di ulteriore cessione del credito, e servirà a tener traccia dei trasferimenti effettuati.

Alla tracciabilità dei crediti fiscali si affianca, sempre dal 1° maggio 2022, il divieto di frazionamento, sia per lo sconto in fattura che per la cessione del credito.

Stop alla cessione del credito parziale: divieto di frazionamento dal 1° maggio 2022

Guardando nel dettaglio a quanto previsto sempre dal comma 1-quater, articolo 121 del decreto legge n. 34/2020, a decorrere da maggio i crediti derivanti dalle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito non potranno essere trasferiti parzialmente dopo la prima comunicazione dell’opzione inviata all’Agenzia delle Entrate.

Lo stop alla cessione del credito parziale si applicherà alle comunicazioni di prima cessione o sconto in fattura inviate a partire dal 1° maggio e, in sostanza, per individuare i casi in cui scatterà il divieto di frazionamento farà fede la data del primo invio.

Regole invariate, dunque, fino al 30 aprile, data entro la quale sarà possibile cedere le somme maturate in maniera parziale o totale.

Per il passaggio di consegne tra vecchie e nuove regole dovrà essere aggiornata la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate, già più volte ritoccata negli ultimi mesi alla luce delle continue modifiche introdotte nell’ambito della cessione del credito.

Quarta cessione del credito al via dal 1° maggio 2022

Le modifiche previste dal decreto legge n. 13/2022 e cristallizzate con la conversione in legge del decreto Sostegni ter si affiancano ad un’ulteriore novità prevista dal decreto bollette n. 17/2022, convertito in legge il 21 aprile.

Alle banche verrà concessa una quarta cessione del credito in favore di altri soggetti, una volta esauriti i due ulteriori trasferimenti successivi al primo in ambiente controllato.

La quarta cessione del credito sarà possibile esclusivamente in favore di soggetti con i quali abbiano stipulato un contratto di conto corrente, senza facoltà di ulteriore cessione.

La quarta cessione del credito sarà quindi riconosciuta esclusivamente alle banche, che potranno scegliere di trasferire le somme ai propri correntisti.

I crediti fiscali relativi ai bonus casa potranno quindi tornare nelle mani delle imprese, ad esempio, le quali potranno però usare le somme acquistate esclusivamente in compensazione.

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