Cassa integrazione, quanto si perde rispetto allo stipendio? Ecco l’importo medio

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Cassa integrazione, quanto si perde rispetto allo stipendio? I dati arrivano dai Consulenti del Lavoro, che fotografano la situazione per le principali categorie: l'importo medio dell'assegno porta ad una perdita di circa 500 euro rispetto alla retribuzione ordinaria.

Cassa integrazione, quanto si perde rispetto allo stipendio? Ecco l'importo medio

Cassa integrazione, quando si perde rispetto allo stipendio?

Il calcolo arriva dai Consulenti del Lavoro: l’importo medio dell’assegno porta ad una perdita di circa 500 euro rispetto alla retribuzione ordinaria.

La differenza tra l’assegno della cassa integrazione e l’importo dello stipendio in busta paga varia in base alla retribuzione media percepita, con differenze importanti tra le categorie di percettori della CIG ordinaria e straordinaria.

Secondo l’analisi messa a disposizione dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro il 28 aprile 2020, la perdita netta in busta paga è del 36%. I lavoratori rimasti a casa a seguito del lockdown percepiscono un assegno medio di cassa integrazione di 851 euro, ben 472 euro in meno rispetto allo stipendio netto ordinario, pari a 1.324 euro.

I numeri sono stati elaborati dall’Osservatorio Statistico Consulenti del Lavoro a partire dai dati Istat.

Cassa integrazione, quanto si perde rispetto allo stipendio? Ecco l’importo medio

Il 39% dei lavoratori in cassa integrazione percepirà un assegno inferiore al 20% rispetto allo stipendio mensile. La maggioranza dei lavoratori percettori degli ammortizzatori sociali perderà invece una somma superiore.

Per il 22% di questi l’importo dell’assegno di cassa integrazione sarà inferiore dal 21% al 30% rispetto allo stipendio netto, peri il 18% il divario sarà tra il 31% ed il 40%, superiore al 40% per il 21% dei beneficiari.

La differenza e l’importo della perdita è stato calcolato dai Consulenti del Lavoro partendo dall’analisi delle informazioni sugli stipendi netti dei lavoratori fornite dall’Istat, nei tracciati delle Forze di Lavoro.

A rimetterci di più saranno le professioni a più alta qualificazione, a partire da quelle intellettuali. Per queste, l’assegno di cassa integrazione risulterà inferiore di 764 euro rispetto allo stipendio netto, con un taglio del 45%.

Le figure tecniche riceveranno 646 euro in meno, pari ad una decurtazione del 41% sulla retribuzione netta.

Differenza cassa integrazione e stipendio, importo medio penalizza tutti i lavoratori

Sebbene vi siano alcune categorie di lavoratori maggiormente penalizzate, la differenza tra l’assegno di cassa integrazione rispetto allo stipendio penalizzerà tutti.

Una fotografia di quanto si perde, in base all’attività di riferimento, è contenuta nella tabella con la quale la Fondazione Studi dei CdL fornisce un raffronto tra retribuzione media e indennità media di CIG dei dipendenti interessati da blocchi attività a causa del coronavirus.

Grande gruppo professionaleRetribuzione media (€)Indennità media CIG (€)Differenza (€)Differenza (val. %)
professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione 1.713,82 949,24 - 764,58 -45%
professioni tecniche 1.568,89 922,61 - 646,28 -41%
professioni esecutive nel lavoro d’ufficio 1.292,41 863,76 - 428,65 -33%
professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi 1.042,08 753,35 - 288,73 -28%
artigiani e operai specializzati 1.309,71 878,32 - 431,39 -33%
conduttori di impianti, operai di macchinari, conducenti 1.383,29 902,37 - 480,92 -35%
professioni non qualificate 940,56 701,22 - 239,34 -25%
Totale 1.324,08 851,22 - 472,86 -36%

Non solo i lavoratori altamente qualificati, ma anche le professioni intermedie e chi percepisce uno stipendio netto mensile intorno ai 1.300 euro risentirà del danno, dovendo rinunciare ad una somma considerevole rispetto allo stipendio ordinario.

Ma anche le figure professionali a più basso reddito subiranno, in termini reddituali, una perdita importante. Chi ad esempio percepisce uno stipendio medio di 940 euro, dovrà rinunciare a circa 240 euro al mese, pari al 25% delle entrate mensili.

Numeri che mostrano chiaramente gli effetti economici del lockdown, indispensabile ai fini della tutela della salute pubblica ma pericoloso soprattutto per le fasce deboli della popolazione.

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Cassa integrazione: quanto ci rimettono i lavoratori
Analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro del 28 aprile 2020

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