Bonus stadi, in Gazzetta le regole sul credito d’imposta

Credito d'imposta per l'ammodernamento degli impianti sportivi: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2018 il decreto con le regole per accedere al bonus stadi. Ecco come funziona e quali i requisiti per richiederlo.

Bonus stadi, in Gazzetta le regole sul credito d'imposta

Bonus stadi: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2018 il decreto sul credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti sportivi.

L’agevolazione, introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, prevede l’erogazione di un contributo a società e associazioni sportive che effettuano lavori di ammodernamento degli impianti calcistici.

Il decreto attuativo del 28 marzo 2018 pubblicato in GU illustra nel dettaglio quali sono i soggetti beneficiari del credito d’imposta, nonché lavori di ammodernamento e ristrutturazione ammessi al bonus e modalità di calcolo.

Il credito d’imposta per gli impianti sportivi è pari al 12% delle spese sostenute in riferimento all’impianto calcistico oggetto di intervento ed è riconosciuto entro il limite di 25.000 euro.

Di seguito tutti i dettagli e le istruzioni per beneficiare del bonus stadi secondo quanto previsto dal DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2018.

Bonus stadi: soggetti beneficiari del credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti sportivi

Il credito d’imposta del 12% per gli impianti sportivi, definito anche come bonus stadi, è stato introdotto dalla Legge di Bilancio con l’obiettivo di agevolare i soggetti che effettuano lavori di ristrutturazione e ammodernamento.

Potranno beneficiare del bonus per l’ammodernamento degli impianti sportivi le società e le associazioni sportive appartenenti alle seguenti categorie:

  • Lega nazionale professionisti B;
  • Lega calcio professionistico;
  • Lega nazionale dilettanti, comprese quelle che partecipano a campionati di Eccellenza, Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria e Terza Categoria, che hanno beneficiato della mutualità di cui all’art. 22 del decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9.

I soggetti individuati dal decreto potranno beneficiare del credito d’imposta per l’ammodernamento degli impianti sportivi nei seguenti casi:

  • l’intervento di ammodernamento dell’impianto calcistico deve consistere in una ristrutturazione edilizia come definita dall’art. 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
  • la ristrutturazione deve avere a oggetto gli impianti calcistici di proprietà del soggetto interessato ovvero quelli di cui fa uso in regime di concessione amministrativa;
  • l’intervento di ristrutturazione agevolato è realizzato entro il terzo periodo d’imposta successivo all’attribuzione delle risorse di cui all’art. 22 del decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9.

Credito d’imposta impianti calcistici: spese ammesse

Il credito d’imposta è riconosciuto per le spese relative ad interventi di ristrutturazione edilizia come definiti dall’art. 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Per accertare l’effettività del sostenimento della spesa è richiesto il rilascio di un’apposita attestazione da parte del presidente del collego sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.

Procedura di concessione del credito d’imposta

Il credito d’imposta è riconosciuta previa presentazione, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono stati sostenuti gli interventi, apposita domanda all’Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nella domanda dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • gli elementi identificativi della società calcistica;
  • il costo complessivo degli interventi di ammodernamento realizzati;
  • l’attestazione di effettività delle spese sostenute;
  • ammontare del contributo sotto forma di credito d’imposta richiesto;
  • dichiarazione sostitutiva sul rispetto del regime sugli aiuti di stato.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.