Bonus sul pagamento dei contributi per le imprese con certificazione della parità di genere

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Alle imprese che ottengono la certificazione della parità di genere è riconosciuto un bonus sul pagamento dei contributi previdenziali fino a 50.000 euro. Si attendono le istruzioni per la domanda all'INPS

Bonus sul pagamento dei contributi per le imprese con certificazione della parità di genere

Il sistema di certificazione della parità di genere nelle imprese assume forma sempre più concreta: arrivano le istruzioni sul bonus a cui hanno diritto le imprese che la ottengono. I datori di lavoro possono beneficiare di un esonero dell’1 per cento dal pagamento dei complessivi contributi previdenziali fino a un massimo di 50.000 euro.

Le novità rientrano nelle strategie che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza individua per appianare il divario di genere sul lavoro e e ridurre le differenze di retribuzione.

Come si legge nella tabella di marcia del PNRR, riportata sul portale italiadomani.gov.it, l’obiettivo è quello di arrivare ad avere 1.000 imprese certificate e che ricevono agevolazioni entro il 2026.

Certificazione della parità di genere: prende forma il bonus sul pagamento dei contributi

Per potersi avvicinare agli obiettivi, almeno quelli numerici perché quelli qualitativi sono molto ambiziosi, sono stati definiti criteri e modalità per accedere al bonus sui contributi che spetta alle imprese con la certificazione della parità di genere.

Le istruzioni sono contenute nel decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con i Ministri per le Pari Opportunità e la Famiglia e dell’Economia e delle Finanze, pubblicato lo scorso 28 novembre.

Le imprese certificate, escluse le pubbliche amministrazioni, dovranno presentare domanda all’INPS per ottenere l’esonero pari all’1 per cento dal pagamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro dovuti complessivamente fino a un valore massimo di 50.000 euro.

In ogni caso, la portata del beneficio si ridurrà nel caso in cui le domande siano superiori alle risorse disponibili, 50 milioni di euro annui a partire dal 2022.

A prevedere un esonero contributivo per il periodo di validità della certificazione è un mix di disposizioni contenute nelle ultime due Leggi di Bilancio e nell’articolo 5 della legge n. 162/2021 che ha modificato il codice delle pari opportunità e ha introdotto lo stesso sistema di certificazione.

Prima di entrare nel dettaglio delle indicazioni da seguire per ottenere l’esonero è necessario soffermarsi proprio sulla chiave d’accesso al bonus per le imprese sul pagamento dei contributi.

Certificazione della parità di genere per beneficiare dell’esonero sui contributi

La certificazione viene rilasciata in base ai criteri e ai parametri contenuti nella prassi UNI/PdR 125:2022 in vigore dallo scorso marzo.

Dal rispetto dei principi costituzionali di parità e uguaglianza alle politiche adottate per favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, sono diverse le leve che si considerano utili per la parità di genere.

Sei le aree da prendere in considerazione analizzando aspetti specifici con un valore diverso per ognuna.

Aree di valutazionePercentuale
cultura e strategia 15 per cento
governance 15 per cento
processi HR 10 per cento
opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda 20 per cento
equità remunerativa per genere 20 per cento
tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro 20 per cento

Anche le micro organizzazioni possono ottenerla beneficiando di alcune semplificazioni rispetto alle grandi imprese.

Il grado di maturità dell’azienda viene verificato con un monitoraggio annuale e una verifica ogni due anni.

Le imprese hanno diritto al bonus per il pagamento dei contributi in presenza di una certificazione e per tutto il periodo in cui risulta valida.

Prassi di riferimento UNI/PdR 125:202
Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici KPI (Key Performance Indicator - Indicatori chiave di prestazione) inerenti alle Politiche di parità di genere nelle organizzazioni

Bonus sul pagamento dei contributi per le imprese con certificazione della parità di genere: le istruzioni

Per passare all’operatività sarà necessario attendere le istruzioni specifiche dall’INPS, ma il decreto pubblicato dal Ministero del Lavoro anticipa già a grandi linee le modalità da seguire.

La domanda di accesso all’esonero deve essere presentata dal rappresentante legale in via telematica e deve essere completa delle seguenti informazioni:

  • dati identificativi dell’azienda;
  • retribuzione media mensile stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità della certificazione di parità di genere;
  • forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità del certificato parità di genere;
  • dichiarazione sostitutiva di essere in possesso della certificazione di parità di genere di non essere incorsa in provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi;
  • periodo di validità della certificazione di parità di genere.

“Ai fini della verifica del possesso dei requisiti legittimanti la fruizione dell’esonero, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri comunica periodicamente all’INPS i dati identificativi delle aziende del settore privato che siano in possesso della certificazione di parità di genere di cui all’articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198”.

Le imprese che ottengono il bonus sul pagamento dei contributi ne beneficiano, su base mensile, in riduzione delle somme a carico dei datori di lavoro e in relazione alle mensilità di validità della certificazione.

Tutti i dettagli sull’esonero sono contenuti nel testo integrale del decreto.

Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - Decreto del 20 ottobre 2022
Esoneri contributivi aziende con certificazione di genere e interventi promozione parità nel lavoro

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