Decreto Ristori 5, INT: modificare i criteri di calcolo

Guendalina Grossi - Leggi e prassi

Decreto Ristori 5, cambiamento di calcolo per i contributi a fondo perduto: nuova proposta dell'Istituto Nazionale Tributaristi.

Decreto Ristori 5, INT: modificare i criteri di calcolo

Decreto Ristori 5 cambiamento di calcolo per i contributi Covid: in attesa della promulgazione del Decreto, da parte del Governo, l’INT ha reso noto che è favorevole al cambiamento del calcolo per i contributi a fondo perduto.

Al contempo l’Istituto Nazionale Tributaristi chiede però una modalità più equa per il calcolo dei contributi a fondo perduto per imprese e professionisti, che non devono essere basati su rigide indicazioni di percentuali di calo di fatturato, ma sull’applicazione di una percentuale sulle perdite effettivamente subite tra il 2019 ed il 2020.

Decreto Ristori 5: cambiamento di calcolo per i contributi a fondo perduto, ecco la proposta dell’Istituto Nazionale Tributaristi

In attesa della promulgazione del Decreto Ristori 5, l’INT ha reso noto di essere favorevole al cambiamento di calcolo per i contributi a fondo perduto previsti dalle varie versioni dei Decreti Ristori.

L’INT pensa ad una soluzione più equa per il calcolo dei contributi a fondo perduto per imprese e professionisti, che preveda che il calcolo non si basi su rigide indicazioni di percentuali di perdita, ma sull’applicazione di una percentuale sulle perdite effettivamente subite tra il 2019 ed il 2020, liberandosi così dalla sindrome del 33% o 50% e dei codici Ateco, che secondo l’INT hanno causato forti discriminazioni.

Il Presidente dell’INT Riccardo Alemanno ha dichiarato quanto segue:

La perdita effettiva di fatturato dovrebbe diventare la base imponibile al fine di attribuire ristori maggiori a chi ha avuto perdite maggiori, senza però dimenticare nessuno ed evitando le evidenti discriminazioni di chi si trovasse al di sotto, a volte anche di un nonnulla, delle rigide indicazioni del 33 o 50 per cento.

Il Governo ed i Ministeri competenti devono investire maggiormente su tali contributi ed abbandonare la politica dei bonus a pioggia.

Sono tante le necessità delle attività produttive nel Paese per soddisfarle ed aiutarle a superare la crisi le istituzioni devono ascoltare maggiormente chi opera sul campo e che ha consapevolezza di ciò che propone, ciò vale per i contributi a fondo perduto ma anche per tutte le problematiche collegate al welfare per il mondo del lavoro sia esso dipendente o autonomo dove la giusta pari dignità di peso sociale non deve far dimenticare le differenti peculiarità dei due macro-settori, tutto ciò sarà oggetto di lavoro delle nostre Commissioni delegate.”

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