Bonus frontalieri nel Decreto Rilancio, destinato a chi non accede a Naspi e DisColl

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Bonus frontalieri nel Decreto Rilancio per sopperire alla mancanza delle indennità di Naspi e DisColl: in arrivo entro agosto una misura di sostegno per i residenti in Italia che hanno interrotto involontariamente un rapporto di lavoro fuori dai confini nazionali. A stabilirlo l'articolo 103 bis del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 luglio 2020.

Bonus frontalieri nel Decreto Rilancio, destinato a chi non accede a Naspi e DisColl

Bonus frontalieri in arrivo ad agosto: la novità è contenuta nel Decreto Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 luglio 2020 e nasce per sopperire all’impossibilità di accedere a Naspi, DisColl e indennità 600 euro per alcune categorie di lavoratori.

Durante l’iter di conversione in legge del DL numero 34 del 2020, è stata inserita una forma di sostegno destinata ai lavoratori frontalieri residenti in Italia, che svolgono la propria attività fuori dai confini nazionali e che hanno involontariamente interrotto il rapporto di lavoro.

Nel testo non è indicato l’importo che sarà erogato, ma probabilmente sarà simile ai bonus 600 euro introdotti dal Decreto Cura Italia, e citati dalla norma. Le risorse a disposizione ammontano a 6 milioni di euro.

Bonus frontalieri nel Decreto Rilancio, il sostegno in assenza di Naspi e DisColl

A introdurre il bonus frontalieri come risposta all’emergenza coronavirus che interessa anche chi vive in Italia e lavora all’estero è l’articolo 103 bis.

Nella platea di potenziali beneficiari rientrano due categorie di lavoratori:

  • frontalieri residenti in Italia, che svolgono la propria attività nei Paesi confinanti o limitrofi ai confini nazionali;
  • frontalieri operanti nei Paesi confinanti o limitrofi extra-UE regolamentati appositi accordi bilaterali.

Sono tre, inoltre, le tipologie che possono accedere al contributo introdotto dal Decreto Rilancio:

  • lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuative;
  • lavoratori subordinati;
  • titolari di partita IVA.

Condizione fondamentale per poter richiedere il bonus frontalieri è aver interrotto involontariamente un rapporto di lavoro a partire dal 23 febbraio 2020.

La misura, infatti, nasce per sostenere chi non ha i requisiti per richiedere la Naspi o la DisColl, e in linea generale gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto legislativo numero 22 del 2015, e tutte le misure di sostegno introdotte dal Decreto Cura Italia per far fronte all’emergenza coronavirus.

Bonus frontalieri nel Decreto Rilancio: i requisiti richiesti ai lavoratori

Entro il 18 agosto si attende il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, che metterà nero su bianco criteri e modalità per il riconoscimento del bonus frontalieri.

In attesa di maggiori dettagli, partendo dai punti fermi indicati nella norma è già possibile riassumere i requisiti principali per poter beneficiare del contributo:

  • essere residente in Italia e svolgere la propria attività nei Paesi confinanti o limitrofi ai confini nazionali ovvero operanti nei Paesi confinanti o limitrofi extra-UE;
  • essere titolare di rapporti di collaborazione coordinata e continuative o lavoratore subordinato, o ancora titolare di partita IVA;
  • aver interrotto involontariamente un rapporto di lavoro frontaliero dal 23 febbraio 2020 in poi;
  • non avere i requisiti di accesso alle misure di sostegno ai lavoratori previste dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito.

Resta l’incognita, invece, sull’importo del bonus frontalieri: l’impostazione della misura, che nasce anche per garantire un sostegno a chi non può beneficiare della Naspi o della DisColl e delle indennità del Cura Italia, lascia intendere che il suo valore si aggiri intorno ai 500-600 euro, ma per una risposta definitiva bisogna attendere l’apposito decreto.

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