Bonus baby sitter fino a 1.500 euro nella Manovra 2027: novità e beneficiari

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

La Manovra 2027 potenzia i congedi parentali e per gli autonomi introduce un nuovo bonus per i servizi di baby sitter. Il voucher sarà per tre mesi e potrà arrivare fino a 1.500 euro al mese

Bonus baby sitter fino a 1.500 euro nella Manovra 2027: novità e beneficiari

Nel pacchetto famiglia della Manovra 2027 entra anche un bonus baby sitter fino a 1.500 euro.

In parallelo alla nuova estensione del congedo parentale pagato all’80 per cento, il Disegno di Legge di Bilancio approvato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026 introduce un aiuto economico specifico per i lavoratori autonomi.

La misura garantirà, stando ai primi dettagli a disposizione, un voucher economico mensile fino a 500 euro, per un massimo di tre mesi, da usare per servizi di baby-sitting e l’educazione dell’infanzia.

Bonus baby sitter, come funziona il voucher per gli autonomi nella Manovra 2027

Nell’ottica di favorire la natalità e la conciliazione vita-lavoro, la Manovra 2027 punta a introdurre una serie di misure per le famiglie.

Proseguendo lungo il solco già trattato negli anni passati, viene ulteriormente potenziato il congedo parentale: i mesi retribuiti all’80 per cento passano da tre a quattro, e potranno essere fruiti entro i sei anni di età del bambino o della bambina. Per il secondo figlio i mesi salgono a cinque e diventano invece sei a partire dal terzo figlio.

Lo strumento dei congedi parentali maggiorati lascia però fuori i lavoratori autonomi, per i quali la Manovra 2027 disegna un incentivo specifico: si tratta del voucher fino a 500 euro al mese, che potrà essere utilizzato per servizi di baby-sitting e per l’infanzia.

Il bonus baby sitter, fruibile stando alle prime anticipazioni anche per asili nido e altri servizi educativi, potrà arrivare fino a un massimo di 1.500 euro.

A differenza dei sussidi introdotti in passato, l’agevolazione è quindi calibrata per colmare una storica disparità di tutele e la misura si rivolge primariamente a liberi professionisti, titolari di partita IVA e iscritti alle gestioni autonome o alla Gestione Separata INPS.

Congedo parentale meno generoso per gli autonomi, così nasce l’idea di un bonus ad hoc nella Manovra 2027

Nella sostanza, il voucher funge da compensazione per chi, a causa della natura del proprio lavoro, non può beneficiare del congedo parentale continuativo e indennizzato all’80 per cento previsto per i dipendenti subordinati.

Vale infatti la pena ricordare che, se per i dipendenti sono riconosciuti fino a 10 o 11 mesi di congedo tra madre e padre, gli autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti), hanno diritto a un massimo di tre mesi per ciascun genitore, da usare entro il primo anno di vita del figlio.

Per gli iscritti alla Gestione Separata INPS (liberi professionisti con partita IVA senza cassa), sono previsti un massimo di 3 mesi ciascuno, più 3 mesi condivisi, per un massimo di 9 mesi complessivi tra i genitori, fruibili entro i 12 anni di vita del bambino.

Negli ultimi anni il congedo parentale è stato potenziato per i lavoratori dipendenti, introducendo più mensilità indennizzate fino all’80 per cento della retribuzione.

Per gli autonomi invece l’indennità resta pari al 30 per cento della retribuzione e in aggiunta il pagamento è subordinato all’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo dichiarato. Per un libero professionista o titolare di partita IVA, fermare l’attività per mesi significa spesso perdere clienti o bloccare le entrate, a fronte di un rimborso di valore molto basso.

Ecco quindi perché la Manovra 2027 prevede un intervento specifico. Si evidenzia, ad ogni buon fine, che per i dovuti dettagli è fondamentale attendere in primo luogo la messa a disposizione del testo del Disegno di Legge di Bilancio 2027, ad oggi non ancora disponibile.

Successivamente, la discussione sulla Manovra si sposterà nelle aule parlamentari, ai fini dell’approvazione definitiva entro la fine dell’anno.

I requisiti anagrafici dei figli, eventuali tetti di reddito e i termini per l’invio delle domande telematiche saranno quindi formalizzati nei primi mesi del 2027.