Bonus giovani under 35: torna l’esonero contributivo totale, requisiti e importi

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Con il nuovo decreto Lavoro arriva la versione 2.0 del bonus giovani under 35. Torna l'esonero contributivo pieno per chi assume nel 2026 ma devono essere rispettate precise condizioni

Bonus giovani under 35: torna l'esonero contributivo totale, requisiti e importi

Un esonero contributivo del 100 per cento per chi assume giovani con meno di 35 anni nel 2026.

Con il nuovo decreto primo maggio arriva la versione rivisitata dell’incentivo all’occupazione. Dopo la breve, e mai attuata, parentesi disposta dal Milleproroghe torna lo sgravio in misura piena, con maggiorazione per le assunzioni in area Zes.

Rispetto alle precedenti versioni, però, subentra anche un nuovo requisito: l’incremento occupazionale netto.

Cosa cambia nel 2026 e quali importi è possibile ottenere?

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Come funziona il nuovo bonus giovani under 35

Il decreto lavoro, n. 63/2026, sbarcato in gazzetta Ufficiale subito dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, incentiva le nuove assunzioni di giovani, donne e nel Mezzogiorno fino al 31 dicembre.

Cosa cambia per il bonus giovani rispetto alla versione prevista fino al 30 aprile e ora sostituita dalla nuova?

I datori di lavoro che assumono giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato in precedenza possono ottenere un esonero contributivo totale (ad esclusione dei premi dovuti all’INAIL) per massimo 2 anni.

Lo sgravio può essere fruito nel limite massimo di 500 euro mensili, elevabili a 650 euro in caso di assunzioni nelle aree della Zes Unica Sud, la Zona Economica Speciale del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.

Come anticipato, la nuova versione prevista dal DL primo maggio sostituisce interamente quella prevista dal decreto Milleproroghe, attiva dal 1° gennaio al 30 aprile ma mai applicata, che prevedeva una doppia versione dell’esonero: al 100 per cento quando la nuova assunzione comporta un incremento occupazionale, al 70 per cento in tutti gli altri casi.

Con la versione 2.0 del bonus, l’esonero torna ad essere del 100 per cento. Viene quindi eliminata la riduzione al 70 per cento. Di contro, il requisito dell’incremento occupazionale diventa imprescindibile.

Per poter ottenere l’incentivo, pertanto, la nuova assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

Su questo si attendono anche chiarimenti per i datori di lavoro che hanno assunto da gennaio puntando all’esonero al 70 per cento (senza incremento) e che ora rischiano di essere tagliati fuori dall’agevolazione.

I requisiti per ottenere il bonus assunzione giovani

L’incremento occupazionale non è l’unica condizione da rispettare per poter accedere al bonus. In primo luogo è necessario definire la platea di lavoratrici e lavoratori che possono essere assunti.

L’incentivo, infatti, spetta ai datori di lavoro che, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, assumono giovani con meno di 35 anni d’età e privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni oppure da almeno un anno nel caso in cui appartengano ad una delle categorie di cui alle lettere c), e), f) e g) della definizione di “lavoratore svantaggiato” presente all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014:

  • non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non hanno ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  • sono adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
  • sono occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
  • appartengono a una minoranza etnica di uno Stato membro e hanno la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.

Da evidenziare che l’esonero non può essere applicato ai rapporti di lavoro domestico né ai rapporti di apprendistato.

Per quel che riguarda la durata dell’esonero, come si legge all’articolo 2, comma 4, l’incentivo può essere fruito per massimo un anno in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 appartenenti alle categorie individuate dalle lettere dalla a) alla c) e dalla e) alla g) della già citata definizione di “lavoratore svantaggiato”:

  • non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;
  • le altre condizioni elencate sopra.

L’esonero può essere ottenuto anche per i giovani già occupati a tempo indeterminato alle dipendenze di un diverso datore di lavoro che ha beneficiato parzialmente dell’esonero in questione.

Per poter ottenere il bonus, inoltre, fermi restando i princìpi generali di fruizione degli incentivi previsti all’articolo 31 del Dlgs n. 150/2015, i datori di lavoro non devono aver licenziato nei 6 mesi precedenti per giustificato motivo oggettivo o tramite a licenziamenti collettivi.

L’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente mentre è compatibile, senza alcuna riduzione, con la maxi deduzione sul costo del lavoro.

I benefici contributivi sono riconosciuti nel limite di spesa di 109,7 milioni di euro per il 2026, 252,4 milioni di euro per il 2027 e di 135,4 milioni di euro per il 2028 e sono erogati nel rispetto del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione Europea.

Il decreto lavoro non indica la necessità di un decreto ministeriale per l’attuazione della nuova versione dell’agevolazione. Per l’applicazione pratica della misura dovrebbero essere sufficienti le istruzioni operative da parte dell’INPS.