Barriere architettoniche, senza il superbonus la detrazione arriva al 75 per cento

Tommaso Gavi - Imposte

Barriere architettoniche, detrazione al 75 per cento nella Legge di Bilancio 2022. La misura è tra le novità della riformulazione del testo della Commissione Bilancio del Senato del 21 dicembre 2021. Maxi detrazione se gli interventi rientrano nel superbonus 110 per cento.

Barriere architettoniche, senza il superbonus la detrazione arriva al 75 per cento

Barriere architettoniche, tra le novità della nuova riformulazione della Legge di Bilancio 2022 c’è la detrazione al 75 per cento.

Saranno agevolati gli interventi per l’eliminazione di barriere architettoniche che non rientrano nel superbonus 110 per cento.

Dal momento che tali lavori rientrano tra gli interventi trainati della maxi detrazione introdotta dal decreto Rilancio, se effettuati congiuntamente con almeno uno degli interventi danno diritto alla detrazione nella misura del 110 per cento.

In caso contrario, con la riformulazione della Commissione Bilancio del Senato del 21 dicembre 2021, i lavori darebbero accesso alla detrazione del 75 per cento.

Barriere architettoniche, senza il superbonus la detrazione arriva al 75 per cento

Nella Legge di Bilancio 2022 dovrebbe rientrare anche una detrazione al 75 per cento per gli interventi di rimozione e superamento delle barriere architettoniche.

La misura fa parte delle novità introdotte nella riformulazione del testo da parte della Commissione Bilancio del Senato del 21 dicembre 2021.

La detrazione spetterebbe a prescindere per tutti gli interventi che, al momento, rientrerebbero nel bonus ristrutturazioni al 50 per cento.

Una volta confermata ufficialmente, al termine dell’iter parlamentare, la detrazione spetterebbe per gli interventi che non rientrano nel superbonus 110 per cento.

Danno già diritto alla maxi detrazione introdotta dal decreto Rilancio i lavori che vengono effettuati congiuntamente ad almeno un intervento trainante, essendo a tutti gli effetti un intervento trainato.

Tra le condizioni da rispettare, nel caso in cui gli interventi non rientrino nel superbonus 110 per cento, c’è un requisito oggettivo: i lavori devono essere realizzati su edifici esistenti.

Barriere architettoniche, requisiti e limiti di spesa

La nuova detrazione sarebbe concessa nella misura del 75 per cento, come proposto da FIABA Onlus e Recert nelle scorse settimane.

La detrazione sarebbe concessa per le spese documentate e sostenute nel 2022 e ripartita in cinque anni.

Ad anticipare i dettagli sui limiti di spesa è il Sole 24 Ore, che indica due diversi tetti massimi a seconda degli edifici su cui vengono realizzati gli interventi:

  • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari, ad esempio le villette, e i singoli appartamenti funzionalmente indipendenti;
  • 40.000 euro per le unità dei condomini.

Non dovrebbero esserci particolari requisiti soggettivi. Per gli interventi rientranti nel superbonus, inizialmente erano previsti esclusivamente in favore di persone con disabilità e over 65.

Tuttavia, tale requisito è stato superato dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Sulla stessa linea il MEF, in occasione dell’interrogazione in Commissione Finanze della Camera del 29 aprile 2021, aveva fornito un’interpretazione ampia:

“Si ritiene che la presenza, nell’edificio oggetto degli interventi, di persone di età superiore a sessantacinque anni, sia, in ogni caso, irrilevante ai fini dell’applicazione del beneficio, atteso che, come ribadito con la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 19/E dell’8 luglio 2020, la detrazione di cui al citato articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del Tuir spetta per le spese sostenute per gli interventi che presentano le caratteristiche previste dalla specifica normativa di settore applicabile ai fini dell’eliminazione delle barriere architettoniche, anche in assenza di disabili nell’unità immobiliare o nell’edificio oggetto degli interventi.”

È più che probabile, quindi, che non vengano inseriti particolari requisiti soggettivi.

Per la conferma ufficiale sulle novità è comunque necessario attendere l’approvazione da parte del Senato, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, e il via libera della Camera, previsto tra il 28 e il 30 dicembre.

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