Con il prezzo di benzina e gasolio alle stelle il Governo accelera su un possibile intervento. Nel Consiglio dei Ministri convocato per questo pomeriggio dovrebbe arrivare il nuovo decreto con il taglio delle accise
Dallo studio si passa all’azione: il Consiglio dei Ministri in programma nel pomeriggio di oggi, 27 luglio, dovrebbe ufficializzare il nuovo intervento contro il caro carburante.
A tre settimane dalla fine dell’ultimo sconto sul carburante, il prezzo di gasolio e benzina è schizzato nuovamente alle stelle, complice la complicata situazione internazionale.
Con il periodo delle vacanze estive per eccellenza alle porte un nuovo intervento sembra sempre più necessario. Secondo le prime anticipazioni, il nuovo decreto legge dovrebbe intervenire in maniera particolare sul costo del gasolio e potrebbe essere attivo già nei prossimi giorni.
Caro carburante: il Governo accelera sul taglio delle accise, oggi decreto in CdM
In arrivo il nuovo intervento contro il caro carburante. Dopo le valutazioni dei giorni scorsi, e il colloquio telefonico tra la Premier Meloni e il Ministro MEF Giorgetti, sembrano non esserci più dubbi: il quinto decreto carburante in 4 mesi sta per essere varato.
Al 24 luglio, i dati MIMIT dipingono una situazione di piena crisi, con il prezzo medio del gasolio arrivato a 2,185 euro al litro (oltre il record di marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina) e la benzina salita a 1,982 euro al litro. Ancora più alti i prezzi in autostrada, dove il prezzo medio self è di 2,071 euro/l per la benzina e 2,255 euro/l per il gasolio.
Come anticipato dall’ANSA, nel pomeriggio di oggi è in programma la nuova riunione del Consiglio dei Ministri, dove dovrebbe essere approvato il nuovo decreto “ponte”, in attesa di un secondo intervento quando saranno disponibili le risorse dell’extra gettito IVA di luglio.
La situazione attuale, infatti, richiede un intervento rapido, non è possibile aspettare almeno la prima decade di agosto, anche in considerazione di un possibile impatto dei rincari sulle vacanze degli italiani. Secondo quanto stimato dall’Ufficio Economico Confesercenti, il rincaro dei carburanti seguito al riacutizzarsi del conflitto potrebbe determinare, nei soli mesi di luglio e agosto, una maggiore spesa per famiglie di circa 700 milioni di euro. Una stangata alla pompa che rischia di sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione. L’intervento, quindi, serve subito anche per dare un segnale politico prima dell’inizio del periodo delle partenze da bollino rosso.
Decreto Carburante: verso uno sconto maggiore per il gasolio
Il nuovo decreto legge che dovrebbe essere approvato questo pomeriggio dovrebbe tamponare la situazione in attesa di un intervento più strutturato da attuare nelle prossime settimane, quando si avranno a disposizione le risorse derivanti dall’extra gettito IVA di luglio.
Quelle in entrata da giugno non sono sufficienti per un intervento strutturato (a giugno infatti le maggiori entrate sono state limitate dallo sconto previsto dall’ultimo decreto carburante). Gli incassi di luglio, invece, saranno quantificabili solo ad agosto inoltrato, troppo tardi se si vuole intervenire nel breve.
La questione, come spesso accade in questi casi, ruota attorno alle risorse a disposizione. Per questo motivo, il nuovo decreto dovrebbe intervenire in maniera più marcata sul gasolio, che ha registrato l’incremento di prezzo maggiore. In pratica lo sconto dovrebbe far scendere il prezzo del gasolio sotto i 2 euro al litro e mantenere quello della benzina al di sotto di tale soglia. Successivamente, alla luce dei dati sull’extra gettito IVA di luglio, è atteso un secondo intervento con il meccanismo delle accise mobili.
Inoltre, sempre risorse permettendo, non sono escluse anche misure più mirate, come già accaduto con il credito d’imposta per l’autotrasporto. Si ragiona anche sull’ipotesi, già circolata nei mesi scorsi, di un bonus carburante da 80-100 euro specifico per i destinatari della social card.
Resta, quindi, sempre il tema delle risorse da reperire, mentre la fiammata dei prezzi non accenna a diminuire e sicuramente un taglio esteso nel tempo non è sostenibile.
Anche per questo motivo si lavora per poter accedere rapidamente ai fondi che derivano dall’attivazione della clausola di salvaguardia UE sugli investimenti energetici. Come espressamente previsto dagli accorsi, però, tali risorse non potranno finanziare interventi diretti sul prezzo del carburante.
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