Art bonus, come funziona in caso di progetti di un’associazione? Spetta ai soci mecenati

Rosy D’Elia - Imposte

Art bonus, come funziona in caso di progetti di un'associazione finanziati dai soci? Spetta ai singoli mecenati e non all'organizzazione. A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate nella risposta all'interpello numero 452 del 7 ottobre 2020.

Art bonus, come funziona in caso di progetti di un'associazione? Spetta ai soci mecenati

Art bonus, come funziona in caso di progetti di restauro promossi da un’associazione e finanziati dai singoli soci? Hanno diritto all’agevolazione i mecenati, e non spetta all’organizzazione.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate che formula la risposta all’interpello numero 452 del 7 ottobre 2020 dopo aver acquisito il parere del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

L’art bonus consiste in un credito di imposta pari al 65% delle donazioni in denaro effettuate da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito di impresa per gli scopi che seguono:

  • interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di Enti o Istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;
  • realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.

L’agevolazione è riconosciuta a persone fisiche ed enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui, ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Art bonus, come funziona in caso di progetti di un’associazione? Spetta ai soci mecenati

Come di consueto, lo spunto per fare luce sulle regole alla base dell’art bonus arriva dall’analisi di un caso pratico.

Protagonista è un’associazione culturale senza scopo di lucro con personalità giuridica privata riconosciuta dalla Regione che si occupa del miglioramento della condizione del patrimonio culturale e storico-artistico del territorio regionale.

In linea con il suo scopo, l’ente può finanziare o realizzare restauri, mostre, ricerche scientifiche, progetti e altre iniziative, autonomamente o collaborando con altri soggetti.

Contribuzioni volontarie da parte degli associati ed eventualmente erogazioni di terzi ne permettono la realizzazione.

Nel 2020 partirà un progetto per la restaurazione di un cortile di un palazzo, di proprietà demaniale, in concessione all’Amministrazione della Difesa.

E si rivolge all’Agenzia delle Entrate per verificare se i mecenati che finanzieranno il progetto possono avere accesso all’art bonus, introdotto dal DL numero 83 del 2014.

I chiarimenti arrivano con la risposta all’interpello numero 452 del 7 ottobre 2020 e si basano anche sul parere del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo:

“Quest’ultimo ha ritenuto che, nella specie, le erogazioni liberali in denaro possano essere ammesse al benefìcio fiscale dell’Art bonus, in quanto destinate a interventi di manutenzione, protezione e restauro di “beni culturali pubblici” e conferite a un soggetto che può essere considerato, ai sensi della citata convenzione, “affidatario” del bene, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, del d.l. n. 83 del 2014”.

Il Ministero, inoltre, conferma che il credito di imposta spetta ai singoli mecenati per le somme donate e non all’associazione.

Art bonus, il credito di imposta sulle donazioni per un progetto gestito da un’associazione: i chiarimenti delle Entrate

Dopo aver dato il via libera alla fruizione dell’agevolazione, l’Agenzia delle Entrate si concentra su alcune regole da seguire per accedere al credito di imposta pari al 65% delle donazioni in denaro effettuata dai soci.

Le condizioni da rispettare da parte di tutti gli attori in gioco sono le seguenti:

  • il destinatario delle erogazioni è vincolato all’utilizzo delle somme per le finalità e con le modalità stabilite nella convenzione per l’esecuzione del progetto, così come approvato dalla Soprintendenza, che può sempre effettuare controlli;
  • l’associazione deve fornire all’Amministrazione Finanziaria, a consuntivo, la documentazione che attesti gli importi effettivamente corrisposti ai soggetti incaricati dei lavori di restauro, così verificarne la corrispondenza con le somme ricevute in donazione e in parte poste a carico dello Stato attraverso lo strumento della detrazione fiscale;
  • le donazioni devono avere, come causale del versamento, il riferimento al lavoro oggetto dell’agevolazione.

Per questo ultimo punto, l’associazione è tenuta a produrre una ricevuta delle somme per il restauro da cui emerga in maniera inequivocabile che si tratta di “un’erogazione liberale per il restauro del cortile del Palazzo, bene culturale di appartenenza pubblica”.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 452 del 7 ottobre 2020
Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Credito di imposta Art-bonus - Affidatario di un bene culturale pubblico - Fattispecie.

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