Proroga cassa integrazione: dopo il Decreto Ristori, 12 settimane gratuite con la Legge di Bilancio 2021

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Sempre più concreta la proroga della cassa integrazione per un totale di 18 settimane in due tappe. Dopo l'intervento del Decreto Ristori per autorizzarne altre 6 alle imprese che le hanno esaurite e ai datori di lavoro interessati dalle restrizioni del DPCM del 24 ottobre, nella bozza della Legge di Bilancio 2021 trovano spazio altre 12 settimane gratuite.

Proroga cassa integrazione: dopo il Decreto Ristori, 12 settimane gratuite con la Legge di Bilancio 2021

La proroga della cassa integrazione per un totale di 18 settimane in due tappe assume confini sempre più certi: dopo l’ufficialità della prima, con il Decreto Ristori che ha autorizzate 6 per le imprese che hanno esaurito il periodo massimo a disposizione e per i datori di lavoro particolarmente colpiti dalle restrizioni del DPCM del 24 ottobre 2020, nella bozza della Legge di Bilancio 2021 prende forma anche la seconda tappa.

Come già annunciato più volte dal Governo, sarà la Manovra a sbloccare altre 12 settimane per tutte le imprese con accesso gratuito, quindi senza il contributo addizionale dovuto in base al calo del fatturato attualmente previsto.

L’andamento della CIG fin dall’inizio, con le prime 9 settimane del DL Cura Italia, ha seguito l’evolversi dell’emergenza epidemiologica e così sarà anche per il 2021.

Proroga cassa integrazione: dopo il Decreto Ristori, 12 settimane gratuite in arrivo con la Legge di Bilancio 2021

La proroga della cassa integrazione era stata già annunciata, tra le misure principali del pacchetto lavoro, dal ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri durante la conferenza stampa di presentazione della Legge di Bilancio 2021 il 19 ottobre a Palazzo Chigi.

“Estenderemo la cassa integrazione, lo faremo innanzi tutto con un decreto specifico per chi avrà terminato le settimane a novembre per poter arrivare tutti al 31 dicembre e stanzieremo per il 2021 5 miliardi di cassa integrazione.

Il decreto specifico è diventato il Decreto Ristori, che non ha previsto solo la proroga della CIG ma tutte le altre misure di risposta economica alle nuove restrizioni. E la prima bozza della Legge di Bilancio 2021, in circolazione dopo il Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2020, conferma la volontà di assicurare anche per la prima parte del prossimo anno l’accesso alla cassa integrazione per coronavirus.

Da marzo il periodo di copertura della CIG con causale Covid 19 è stato spostato in avanti, passo dopo passo, seguendo l’andamento dell’emergenza epidemiologica e delle restrizioni imposte.

Dal momento che un nuovo momento critico per numero di contagi e l’intervento per disporre un semi lockdown si sono verificati a ridosso della scadenza dell’ultima tranche concessa alle aziende, è emersa la necessità di autorizzare nuove settimane.

Secondo le regole del Decreto Agosto, infatti, per le aziende che avevano già chiesto di beneficiare di tutte le settimane a disposizione sarebbe rimasto scoperto il periodo da novembre fino alla fine dell’anno.

Per assicurare una continuità alle imprese, il governo ha optato per una proroga della cassa integrazione di 18 settimane in due momenti:

  • inserendo nel Decreto Ristori altre 6 settimane di CIG usufruibili dalle aziende che hanno già utilizzato tutto il periodo a disposizione e da quelle interessate dalle restrizioni per il periodo che va dal 16 novembre al 31 gennaio 2021;
  • riservando uno spazio agli ammortizzatori sociali nella Legge di Bilancio 2021.

Proroga cassa integrazione, primo decreto a novembre e conferma nella Legge di Bilancio 2021

La proroga della cassa integrazione del Decreto Ristori e della Legge di Bilancio 2021 si aggiunge, quindi, al quadro delineato dai diversi provvedimenti emergenziali a partire da marzo.

Numero settimane Periodo
9 settimane Dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020
5 settimane aggiuntive solo per coloro che hanno beneficiato delle prime nove Dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020
4 settimane Dal 1° settembre al 31 ottobre 2020 (con la possibilità di richiederle anche prima del 1° settembre grazie al DL numero 52 del 2020)
9 settimane Dal 13 luglio al 31 dicembre 2020 (novità del Decreto Agosto)
9 settimane con contributo addizionale cig in base al calo del fatturato Dal 14 settembre al 31 dicembre 2020 (novità del Decreto Agosto)
6 settimane Dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021 (novità del Decreto Ristori per imprese che hanno esaurito la CIG e che sono interessate dal DPCM del 24 ottobre)
12 settimane Fino a marzo 2021 per la CIG ordinaria e fino a giugno 2021 per CIG in deroga e assegno ordinario (novità inserita in Legge di Bilancio e gratuita per tutte le aziende, ma ancora da confermare)

La decisione di dare il via libera alla cassa integrazione gratuita fino a marzo 2021 per tutte le imprese arriva dopo un confronto del governo con le parti sociali, lo aveva anticipato la stessa ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo il 30 ottobre 2020.

“Tutte le imprese potranno accedere alla cassa integrazione Covid-19 gratuita per ulteriori 12 settimane nel 2021”.

Cambio di rotta, quindi, rispetto all’ipotesi iniziale che lasciava prevedere per il 2021 una cassa integrazione impostata sullo stesso meccanismo selettivo introdotto dal Decreto Agosto:

  • gratuita per le aziende che hanno subito un calo del fatturato pari o superiore al 20%;
  • con il pagamento di un contributo addizionale pari al 9% retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativo se il calo del fatturato è inferiore al 20%;
  • con il pagamento di un contributo addizionale pari al 18% senza calo del fatturato.

Verrebbe confermato, inoltre, anche l’esonero contributivo per le imprese che in passato hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali, introdotto dal Decreto Agosto.

Nella impostazione non definitiva del testo della Legge di Bilancio 2021 trovano spazio 12 nuove settimane di CIG per coronavirus:

  • dal 1° gennaio al 31 marzo 2021 per la Cassa integrazione ordinaria;
  • dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 per la Cassa integrazione in deroga e per l’Assegno ordinario.

Anche per il prossimo anno si conferma un ampio accesso agli ammortizzatori sociali per le imprese che si trovano a sospendere o ridurre l’attività a causa della crisi epidemiologica. Stando alla formulazione attuale della Manovra, infatti, la platea di lavoratori ammessi a beneficiarne sarebbero tutti coloro che risultano assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza alla data del 1° gennaio 2021.

Ma per la conferma ufficiale di tutte le novità che riguardano la cassa integrazione dal 2021 bisogna attendere l’approvazione definitiva.

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