Piano Colao: la ricetta per una PA smart, tra digitalizzazione e nuove assunzioni

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Piano Colao, c'è anche la pubblica amministrazione nel rapporto Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022. Semplificazione, digitalizzazione e investimento sul capitale umano per una pubblica amministrazione attuale, giudicata inefficiente, attenta alle procedure e non ai risultati e troppo anziana. Per i concorsi pubblici prevista la creazione di una specifica agenzia nazionale che coordini le politiche di reclutamento.

Piano Colao: la ricetta per una PA smart, tra digitalizzazione e nuove assunzioni

Piano Colao, c’è anche la Pubblica Amministrazione nel rapporto elaborato dalla commissione di esperti.

Il “Piano Colao” o meglio il rapporto Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022 è finalmente giunto sul tavolo di lavoro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e un capitolo specifico è dedicato al rilancio della pubblica amministrazione dopo l’esplosione dell’epidemia causata dal Coronavirus.

Inefficienza, eccessiva attenzione alle procedure rispetto ai risultati, una forza lavoro troppo anziana e poco istruita e comunque sbilanciata soprattutto sulle competenze giuridiche.

Questo l’identikit poco lusinghiero che esce dal rapporto di 53 pagine corredato da altre 121 che contengono le schede di lavoro, in sostanza approfondimenti tematici sui singoli settori, frutto del lavoro del Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato dal manager Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone.

Ai “mali” atavici del comparto pubblico italiano (peraltro ben conosciuti anche prima della pubblicazione del lavoro del comitato degli esperti) il cosiddetto Piano Colao offre una cura a base di semplificazione, digitalizzazione e investimento sul capitale umano. Ma vediamone insieme i particolari.

La cura Colao per la Pubblica Amministrazione, dalla digitalizzazione alle nuove assunzioni

Cosa propone al governo il comitato guidato dall’ex manager privato? Nulla di particolarmente sorprendente a dir la verità, comunque i suggerimenti possiamo riassumerli per punti:

  • semplificazione e velocizzazione delle procedure, mediante interventi che per superamento della cosiddetta “burocrazia difensiva”, riformando le norme sulla responsabilità dei funzionari pubblici per danno erariale in casi differenti dal dolo e la revisione del codice degli appalti per allinearlo agli standard europei. In particolare viene suggerita una misura per tranquillizzare i dirigenti che consiste nella previsione che il premio assicurativo (compreso quello per l’assistenza legale da parte di un professionista scelto dal dirigente) venga pagato almeno in parte dall’amministrazione di appartenenza;
  • accelerazione della trasformazione digitale per modificare radicalmente processi, comportamenti e relazioni con cittadini e imprese, tramite l’esecuzione di un piano specifico da parte di un unico dicastero che riguardi tutte le amministrazioni incluse quelle locali. Il piano dovrebbe includere il finanziamento tempestivo della migrazione al cloud per conseguire un rilevante risparmio di risorse, maggiore sicurezza, coerenza e interoperabilità delle banche dati e il rafforzamento significativo della “cyberdifesa” tramite il forte incremento di risorse umane qualificate e investimenti su infrastrutture e dotazioni tecnologiche degli organismi preposti;
  • forte investimento nel capitale umano della PA, favorendo il ricambio generazionale e un utilizzo mirato e tempestivo delle risorse umane disponibili e di quelle nuove, agendo contemporaneamente sulle leve della selezione (vedi più sotto l’approfondimento sui concorsi) e della formazione continua, nonché sui modelli di lavoro (smart working) e la valorizzazione dei dipendenti più meritevoli;
  • digitalizzazione della sanità pubblica, avviando una revisione organica dei processi sanitari e delle normative relative per permettere lo sviluppo di una piattaforma pubblica che integri telemedicina, homecare e nuove tecnologie di acquisizione dei dati sanitari.

Un capitolo a parte è previsto invece dal Piano Colao per quel che riguarda il settore “Istruzione e Ricerca” per il quale sono suggerite misure di forte contrasto alle disuguaglianze socio-economiche nell’accesso alla formazione universitaria e post universitaria (scarso numero dei laureati), la specializzazione dell’offerta degli atenei italiani, la creazione di “Istituti Marconi per la ricerca avanzata” in collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese, digitalizzazione del comparto Scuola e Università.

Piano Colao, una nuova Agenzia per i concorsi pubblici

Infine, c’è da registrare in particolare una misura specifica suggerita dal comitato degli esperti in materia di concorsi pubblici, peraltro già interessati dal recente Decreto Rilancio.

Nel caso specifico, il rapporto prevede la creazione di un’Agenzia per il reclutamento del personale dello Stato con compiti riguardanti:

  • il coordinamento delle politiche di reclutamento, con selezioni definite sulla base del turnover previsto, alle cui graduatorie le amministrazioni possano attingere per un periodo di 3-5 anni anche per assunzioni a tempo determinato o con rapporto flessibile;
  • l’effettuazione di analisi ricognitive del fabbisogno di competenze delle diverse amministrazioni, soprattutto di quelle che serviranno in futuro, anche ai fini della definizione dei profili necessari;
  • differenziazione dei bandi evitando la prevalenza dei profili giuridico-amministrativi e migliorare l’efficienza nella gestione dei concorsi pubblici di grande portata, sviluppando l’interoperabilità delle banche dati dei diversi ministeri ed enti pubblici;
  • razionalizzazione delle prove preselettive generiche e avviamento di percorsi formativi post-laurea ad accesso limitato e per merito che preparino per l’accesso alla pubblica amministrazione e rilascino titoli per partecipare ai concorsi senza sostenere la prova preselettiva, obbligatoria invece per gli altri candidati;
  • offerta di supporto nella definizione delle prove dei concorsi, privilegiando l’accertamento del problem solving, l’attitudine a dirigere o a partecipare a lavori di gruppo, le competenze manageriali e le “soft skills” per la dirigenza, sul modello dell’ENA francese, legando il livello retributivo di entrata alle competenze dimostrate in sede di concorso.

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