Pace fiscale, torna la definizione agevolata delle liti: chi potrà fare domanda

Pace fiscale, in arrivo la definizione agevolata delle liti pendenti in Cassazione: la novità è contenuta nel testo del disegno di legge sulla riforma della giustizia tributaria, approvato in Senato il 4 agosto 2022. Chi potrà fare domanda e quali i benefici: analisi delle novità.

Pace fiscale, torna la definizione agevolata delle liti: chi potrà fare domanda

Pace fiscale, un nuovo capitolo in vista.

Si va verso una nuova definizione agevolata delle liti che riguarderà i processi pendenti in Corte di Cassazione.

La novità è parte delle misure previste nell’ambito della riforma della giustizia tributaria, con il disegno di legge approvato in Senato il 4 agosto 2022.

In attesa del via libera da parte della Camera, è quindi utile fare il punto della nuova edizione della pace fiscale per i giudizi pendenti in Cassazione, strutturata su due diversi binari.

L’accesso sarà possibile in caso di controversie nelle quali l’Agenzia delle Entrate risulti in tutto o in parte soccombente, di valore non superiore a 100.000 euro. Chi farà domanda potrà pagare il 5 o il 20 per cento dell’importo dovuto.

Analizziamo quindi cosa prevede la riforma della giustizia tributaria e quali sono le condizioni per l’accesso alla nuova pace fiscale.

Pace fiscale, torna la definizione agevolata delle liti: chi potrà fare domanda

È l’articolo 5 del disegno di legge sulla riforma della giustizia tributaria, approvato in Senato il 4 agosto 2022, a disciplinare la nuova definizione agevolata dei giustizi tributari pendenti in Corte di Cassazione.

La pace fiscale delle liti pendenti è suddivisa in due diversi filoni.

Il primo riguarda le controversie aventi i seguenti requisiti:

  • siano pendenti in Cassazione alla data del 15 luglio 2022;
  • l’Agenzia delle Entrate risulti integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio;
  • il valore sia non superiore a 100.000 euro.

Per questa casistica sarà possibile definire la controversia presentando domanda e con il pagamento di un importo pari al 5 per cento del valore complessivo.

Seconda via invece per le controversie tributarie diverse da quelle di cui sopra, in quanto l’Agenzia delle Entrate risulta soccombente in tutto o in parte in uno dei gradi di merito e il valore delle stesse non supera i 50.000 euro.

In tal caso, sempre previa presentazione di apposita domanda, la pace fiscale consentirà di definire la controversia pagando un importo pari al 20 per cento.

Questi i criteri generali della definizione agevolata delle liti in Cassazione, e a poter presentare domanda saranno i soggetti che hanno proposto l’atto introduttivo del giudizio, che vi sono subentrati ovvero altri soggetti legittimati.

Con l’adesione alla pace fiscale il contribuente rinuncerà ad ogni pretesa di equa ripartizione e in ogni caso le spese del giudizio estinto resteranno a carico di chi le ha anticipate.

Riforma della giustizia tributaria - il dossier del Senato
Disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari - dossier del 4 agosto 2022

Pace fiscale per le liti pendenti in Cassazione, beneficiari ed esclusi

La nuova pace fiscale si applicherà alle controversie tributarie per le quali il ricorso per Cassazione sia già stato notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore della riforma della giustizia tributaria, a patto che alla data di presentazione della domanda d’accesso non sia intervenuta una sentenza definitiva.

Saranno in ogni caso escluse le controversie aventi ad oggetto:

  • le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015.

Pace fiscale, 120 giorni per pagare

La definizione agevolata si considererà perfezionata al pagamento degli importi dovuti entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della misura. Se nulla è dovuto basterà invece presentare domanda.

Anche per le richieste d’accesso alla pace fiscale delle liti ci saranno 120 giorni di tempo e per ogni controversia sarà necessario presentare una distinta domanda ed effettuare un distinto pagamento.

A delineare le regole attuative sarà l’Agenzia delle Entrate. Via libera anche agli enti territoriali che, con proprio provvedimento, potranno decidere di estendere la pace fiscale anche alle controversie relative ai tributi di propria competenza.

Una serie di passaggi operativi per i quali si resta in ogni caso in attesa dell’approvazione del testo della riforma anche da parte della Camera che, stando a quanto riportato dal Sole24Ore, è atteso per il 9 agosto.

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