Giustizia tributaria, AMT: sì alla riforma, ma necessaria autonomia

Riforma della giustizia tributaria: la Presidente dell'AMT - Associazione Magistrati Tributari Daniela Gobbi, in occasione dell'audizione bicamerale alla Commissione Finanze del 25 gennaio 2021, si è espressa in favore di una riforma del sistema giudiziario in ambito tributario auspicando una maggiore autonomia del magistrato. In questo senso sono da rivedere sia l'attuale istituto della mediazione tributaria sia la disciplina in materia di compenso del magistrato tributario.

Giustizia tributaria, AMT: sì alla riforma, ma necessaria autonomia

Riforma della giustizia tributaria: in occasione dell’audizione presso la Commissione Bicamerale Finanze del 25 gennaio 2021, la Presidente dell’Associazione Magistrati Tributari (AMT) Daniela Gobbi si è espressa in favore di una riforma del sistema.

In particolare, la Presidente dell’AMT ha evidenziato la necessità di una revisione, in un’ottica di maggiore autonomia del magistrato, del vigente istituto della mediazione tributaria e dell’attuale normativa in materia di compenso del giudice tributario.

Istanze, queste, che a diverso titolo rientrano nell’annoso progetto di riforma dell’ordinamento e dell’organizzazione del sistema tributario alla luce della necessità, rilevata da più parti, di garantire l’indipendenza e la terzietà del magistrato.

Una terzietà e indipendenza che, a detta della Presidente, non può essere assicurata quando la mediazione/conciliazione tributaria avvenga ad opera dello stesso Ente che ha emesso il provvedimento impugnato o, quando, il compenso di un magistrato venga determinato con decreto ministeriale e non con legge.

Giustizia tributaria: dall’AMT sì alla riforma ma necessaria autonomia

La mediazione tributaria si inserisce tra gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario volti a decongestionare il carico di lavoro delle Commissioni Tributarie.

L’art. 17 bis del D.lgs. 546/92, così modificato dal D. lgs. 156/2015, prevede l’applicazione della misura deflattiva, obbligatoriamente, per tutte i giudizi con valore inferiore a 50.000 euro.

L’organo conciliatore, tuttavia, non è un soggetto terzo ed imparziale, ma fa parte dello stesso Ente che ha emesso l’atto oggetto di reclamo.

In un ottica di indipendenza e terzietà la proposta dell’AMT è l’istituzione di una “Sezione Conciliazione/Mediazione”, composta da tre giudici onorari non togati - quindi non magistrati - che potrebbero occuparsi di questioni che, seppur di valore ridotto, presentino elevate criticità in ordine all’interpretazione.

La Presidente Daniela Gobbi, con riferimento alla scelta di giudici non togati, ribadisce l’esigenza di ridurre il carico di lavoro ai magistrati ordinari che, ad oggi, sono particolarmente oberati.

Riforma della giustizia tributaria: la disciplina sui compensi

Un altro punto su cui l’esponente dell’AMT ha voluto porre l’accento, sempre ai fini di una ritrovata indipendenza dell’organo giudicante, è il regime dei compensi.

Secondo la normativa ad oggi in vigore, infatti, il compenso percepito dai giudici tributari è determinato per mezzo di un decreto del Ministro delle Finanze ed è liquidato dalla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione ha sede la Commissione Tributaria.

La nomina dei componenti delle Commissioni Tributarie, fra l’altro, avviene con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa deliberazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.

È innegabile, quindi, il legame tra le Commissioni Tributarie ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, a sua volta strettamente collegato con il principale e abituale protagonista delle liti tributarie, cioè l’Agenzia delle Entrate.

Su questo punto, la Presidente Danila Gobbi si esprime in maniera decisa ritendo inaccettabile che un organo giudicante che, in forza del dettato costituzionale deve rimanere terzo e imparziale, sia invece sottoposto alle ingerenze dell’esecutivo e degli enti parti in causa.

Per attuare l’effettiva terzietà dei giudici tributari, quindi, ai sensi dell’art. 111 della Costituzione, comma 2, secondo la Presidente è necessario sottrarre al Ministero dell’Economia e delle Finanze la gestione e l’organizzazione delle Commissioni tributarie, in quanto parte interessata nel contenzioso, per poi affidarle ad un organismo terzo, come per esempio la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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