Fatture alla PA, il PNRR impone di superare i ritardi nei pagamenti

Anna Maria D’Andrea - Pubblica Amministrazione

Fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, il PNRR impone l'accelerata ma i numeri sui tempi di pagamento evidenziano ancora notevoli ritardi. I dati del MEF aggiornati al primo semestre 2023 e le ultime novità adottate dal Governo con il DL n. 19/2024

Fatture alla PA, il PNRR impone di superare i ritardi nei pagamenti

Fatture alla PA, ancora lontano il traguardo dei 30 giorni.

L’ultimo monitoraggio della Ragioneria Generale dello Stato, che fotografa la situazione per il primo semestre del 2023, evidenza il trend di miglioramento dei tempi di pagamento delle fatture commerciali da parte delle pubbliche amministrazioni.

Nei primi sei mesi dello scorso anno i tempi medi ponderati per saldare i fornitori sono stati di 37 giorni, per un totale complessivo di 83,7 miliardi di euro corrisposti in relazione a 12,5 milioni di fatture.

Rispetto ai 40 giorni registrati nel 2021, si assiste quindi ad una progressiva riduzione delle tempistiche medie di liquidazione delle fatture da parte degli enti pubblici, anche se ancora in ritardo rispetto a quanto previsto per legge e con una situazione a macchia di leopardo a livello dei singoli ministeri ed enti locali.

Il decreto legge n. 19/2024 tenta ora di dare un nuovo sprint agli enti pubblici, con il fine di raggiungere l’obiettivo previsto dal PNRR di allineamento dei tempi previsti dalla direttiva 2011/7/UE.

Fatture alla PA, il PNRR impone di superare i ritardi nei pagamenti

L’Italia è chiamata ad allinearsi ai 30 giorni previsti dalla direttiva comunitaria del 2011 (60 in ambito sanitario) entro il mese di marzo 2025. Questo il nuovo target previsto dalla rivisitazione al PNRR concordata dal Governo con l’Europa, per il quale già arrivano le prime contromisure.

Il decreto legge n. 19/2024 ha introdotto un nuovo sistema di monitoraggio per i ministeri che ancora registrano ritardi nei pagamenti alle imprese, così come per i Comuni più grandi, le Province e le Città Metropolitane. I dati raccolti saranno utilizzati da specifiche task force costituite presso il MEF per l’adozione delle contromisure necessarie al raggiungimento del target previsto entro il primo trimestre del prossimo anno.

Novità che si affiancano alle penalizzazioni già introdotte dal decreto legge 13/2023 per i dirigenti degli enti che registrano ritardi nella liquidazione delle fatture, che si vedranno tagliato un importo pari ad almeno il 30 per cento della retribuzione di risultato.

Due misure che corrono in parallelo e che puntano a ridurre le tempistiche di pagamento delle fatture commerciali emesse verso la Pubblica Amministrazione per le quali, ancora oggi, si registrano ritardi a macchia di leopardo.

Ad evidenziarli è il Report elaborato dal Sole24Ore e pubblicato lo scorso 22 marzo nel quale si evince che sono oltre il 56 per cento i Ministeri che non rispettano le tempistiche di pagamento, percentuale che passa al 23,8 per cento per le Regioni, al 29,1 per cento per i Comuni capoluogo e al 19,1 per cento per le azienda sanitarie (per le quali le fatture vanno saldate entro 60 giorni).

EntiRitardi pagamento fatture
Ministeri 56,3 per cento
Regioni 23,8 per cento
Comuni Capoluogo 29,1 per cento
Aziende sanitarie 19,1 per cento

(Fonte: Sole24Ore)

Dati sui quali è la stessa Ragioneria Generale dello Stato a sottolineare come, soprattutto per le Amministrazioni dello Stato e per gli Enti locali, il tempo medio di pagamento “è ancora significativamente elevato (44 e 35 giorni)” rispetto ai limiti di legge, seppur in costante miglioramento.

Migliorano i tempi di pagamento delle fatture da parte delle Pubbliche Amministrazioni, ma il PNRR impone l’accelerata

Guardando agli ultimi dati forniti dal MEF, quello che emerge è che il percorso intrapreso per il rispetto delle tempistiche comunitarie di pagamento delle fatture commerciali va verso la direzione giusta.

Nella tabella di seguito riportata sono posti in evidenza i dati relativi all’ultimo triennio: si è passati dai 40 giorni di media del 2021 ai 37 giorni del primo trimestre 2023.


(Fonte: RGS MEF)

La notizia positiva è quindi che i tempi di pagamento vanno via via riducendosi (nel 2015 la media era di 74 giorni), ma non basta.

In ballo non c’è solo il tema, non certo secondario, delle imprese che per coprire i ritardi della PA sono chiamate a ricorrere a prestiti con tassi di interesse in costante crescita, ma anche degli obblighi legati all’attuazione del PNRR.

Il target dei 30 giorni e dei 60 giorni per la sanità deve necessariamente essere raggiunto entro il primo trimestre del prossimo anno e, dopo il rinvio della scadenza fissata al 31 dicembre scorso, è poco plausibile che dall’Europa arrivino ulteriori deroghe.

Il target è tuttavia raggiungibile? Se si guarda ancora una volta ai dati elaborati dal Sole24Ore emergono non poche perplessità.

Per quel che riguarda i Ministeri, preoccupano le situazioni di Interni (33,50 giorni di ritardo), Università (32,89 giorni di ritardo), così come dei ministeri di Cultura, Salute e Turismo (circa 15 giorni di ritardo).

Dal punto di vista regionale, le peggiori sul fronte delle tempistiche di pagamento sono il Molise (76,19 giorni di ritardo), l’Abruzzo (32 giorni di ritardo) e la Basilicata (13,66 giorni di ritardo). Andando ancora più a fondo nell’analisi dei dati del quotidiano di Confindustria, emerge il ritardo monstre dei comuni di Agrigento (164,87 giorni), Napoli (143 giorni) e di Cosenza (126,25 giorni), così come in generale di molti territori del Sud, nei quali l’83 per cento delle città e il 75 per cento delle ASL sono ben lontani dai 30 o 60 giorni standard.

Le PA meno virtuose

MinisteriGiorni di ritardo rispetto ai termini di legge
Ministero degli Interni 33,50
Ministero dell’Università 32,89
Ministero della Cultura 17,60
Ministero della Salute 13,60
Ministero del Turismo 15,20
Regioni Giorni di ritardo rispetto ai termini di legge
Abruzzo 32 giorni
Molise 76 giorni
Basilicata 13,66 giorni
Comuni Giorni di ritardo rispetto ai termini di legge
Agrigento 164,87 giorni
Cosenza 126,25 giorni
Napoli 143 giorni
Foggia 68,12 giorni
Reggio Calabria 54,80 giorni
Chieti 61,85

(Fonte: Sole24Ore)

Di contro, dal lato opposto ovvero sul fronte degli Enti che pagano con notevole anticipo, si segnalano il Ministero dell’Agricoltura (17 giorni prima della scadenza), Presidenza del Consiglio (12,77 giorni), o ancora le Regioni Lazio (24,33), Liguria (26,71), Sardegna (35,21) o ad esempio la Toscana (26,54).

Questi quindi gli enti virtuosi dai quali prendere esempio, e consigli, su come snellire le procedure di pagamento.

Le task force che verranno istituite presso il MEF potranno quindi anche guardare agli enti in regola, e in anticipo, per definire le contromisure da adottare ai fini del raggiungimento degli obiettivi prescritti dal PNRR. Un lavoro in divenire, ma per il quale bisogna fare in fretta.

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