Pensione anticipata: via libera alla domanda per l’Ape Sociale

Francesco Rodorigo - Pensioni

La procedura di domanda per la pensione anticipata con l’Ape Sociale nel 2026 è disponibile. Dall’INPS le istruzioni per procedere. La prima finestra si chiude il 31 marzo

Pensione anticipata: via libera alla domanda per l'Ape Sociale

Via libera alla presentazione delle domande per il pensionamento anticipato con l’Ape Sociale.

A comunicarlo è l’INPS nel messaggio del 14 gennaio. L’Istituto ha annunciato che i sistemi di gestione sono stati aggiornati per consentire l’invio delle richieste.

Con la cancellazione di Quota 103 e Opzione Donna, l’Ape Sociale resta l’unico scivolo per il pensionamento anticipato disponibile nel 2026, accessibile però solo in presenza di specifici requisiti.

Le domande si possono presentare direttamente online dal sito istituzionale oppure rivolgendosi al contact center o ai Patronati. La prima finestra disponibile si chiude il 31 marzo.

Pensione anticipata: via libera alla domanda per l’Ape Sociale

Per effetto delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2026, l’Ape Sociale resta l’unico canale di pensionamento anticipato disponibile per il 2026. La manovra, infatti, non ha rinnovato Quota 103 e Opzione Donna ma solo la prestazione di anticipo pensionistico che permette a specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici che non hanno ancora maturato i requisiti minimi per la pensione anticipata o di vecchiaia di uscire dal lavoro.

Come annunciato dall’INPS nel messaggio n. 128, pubblicato il 14 gennaio, i lavoratori e le lavoratrici che maturano il diritto alla pensione anticipata con l’Ape Sociale possono presentare la domanda per accedere al trattamento.

L’Istituto, infatti, ha implementato il sistema di gestione delle domande di pensione per consentire ai lavoratori e alle lavoratrici che maturano i requisiti necessari di presentare la richiesta. La nuova domanda è individuata dal seguente nuovo prodotto INPS: “Verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale”.

Nonostante le novità, non cambiano le modalità di domanda. Come per gli anni passati, i cittadini e le cittadine interessate possono presentare la richiesta di pensionamento attraverso i diversi canali messi a disposizione dall’INPS.

La richiesta si può trasmettere direttamente dal sito istituzionale, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS e seguendo il percorso:

““Pensione e Previdenza - Domanda di pensione - Aree tematiche - Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci - Accedi all’area tematica - Certificati - Verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale”

In alternativa è possibile:

  • usufruire dei servizi offerti dai patronati;
  • rivolgersi al contact center chiamando il numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Anche per il 2026, sono 3 le finestre a disposizione di lavoratori e lavoratrici per chiedere il riconoscimento delle condizioni e quindi l’accesso all’Ape Sociale:

  • dal 1° gennaio al 31 marzo;
  • dal 1° aprile al 15 luglio;
  • dal 16 luglio al 30 novembre.

Come anticipato, a differenza di Quota 103, l’Ape Sociale è uno strumento accessibile solo a determinate categorie di lavoratori e lavoratrici in possesso di specifici requisiti. Vediamo quali.

Ape Sociale: i requisiti per la domanda

L’Ape Sociale è accessibile solamente ad alcune particolari categorie di lavoratori e lavoratrici che devono aver maturato almeno 63 anni e 5 mesi d’età. Si tratta nello specifico:

  • dei dipendenti che svolgono mansioni gravose (al momento della domanda la professione deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno 6 anni negli ultimi 7) indicati all’allegato C della Legge di Bilancio 2017;
  • degli invalidi civili al 74 per cento;
  • dei dipendenti disoccupati che hanno esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente);
  • dei caregivers che assistono da almeno 6 mesi.

La Manovra 2024, intervenuta sul requisito anagrafico, non ha modificato quello contributivo che anche nel 2026 resta invariato:

  • almeno 30 anni per i dipendenti disoccupati, gli invalidi civili e i caregivers;
  • almeno 36 anni per gli altri lavoratori che svolgono mansioni gravose.

Per le lavoratrici madri di tutte le categorie, poi, è prevista un’ulteriore riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio (massimo 2 anni). I requisiti richiesti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2026.

La prestazione viene erogata, per 12 mensilità annue fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione, a partire dal primo giorno del mese successivo all’invio della domanda.

L’importo spettante è pari alla rata del trattamento pensionistico calcolata al momento dell’accesso alla prestazione. Se la rata ha un importo maggiore del limite massimo si riceverà un assegno di 1.500 euro.

La prestazione non è cumulabile con il reddito da lavoro, sia dipendente sia autonomo. L’unica eccezione è rappresentata dai redditi da lavoro autonomo occasionale, cumulabili nel limite di 5.000 euro lordi annui.

INPS - Messaggio n. 128 del 14 gennaio 2026
Riapertura delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale

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