Concordato preventivo biennale in scadenza il 2 novembre 2026: nessun effetto diretto per chi non aderisce, ma l'attenzione del Fisco sale. Più controlli e regole ad hoc in materia di sanzioni
L’adesione al concordato preventivo biennale è una scelta volontaria: ciascun titolare di partita IVA può decidere se applicare o meno il patto con il Fisco, valutando i benefici sulla propria specifica situazione.
Per il CPB 2026/2027 la scadenza per esprimersi è fissata al 2 novembre 2026: questo il termine entro il quale è possibile formulare l’adesione al concordato, in via autonoma o in dichiarazione dei redditi.
Dire sì al patto fiscale permette di accedere ai benefici in materia di compensazioni e rimborsi e, per chi rinnova l’adesione, anche al ravvedimento speciale sul passato.
Cosa succede invece a chi non aderisce al concordato? Nessun effetto immediato, ma sale l’attenzione del Fisco: maggiori controlli e inasprimento delle sanzioni accessorie.
Concordato preventivo, cosa succede a chi non aderisce? Sanzioni più facili
L’articolo 2-ter del decreto legge n. 113/2024 ha previsto, a regime, un nuovo meccanismo sanzionatorio per chi sceglie di non aderire al concordato preventivo biennale.
In particolare, in caso di sanzioni amministrative per violazioni relative a periodi d’imposta e tributi oggetto di proposta di concordato preventivo biennale, non accolta dal contribuente, ovvero in caso di decadenza, le soglie per l’applicazione delle sanzioni accessorie vengano ridotte alla metà.
Oggetto di dimezzamento sono i valori per l’applicazione delle sanzioni accessorie in materia di imposte dirette e IVA, previste dall’articolo 12 del decreto legislativo n. 471/1997.
Cosa cambia quindi nella pratica? La norma interviene sul limite di 50.000 euro previsto in via generale dal comma 1 dell’articolo 12:
“Quando è irrogata una sanzione amministrativa superiore a euro 50.000 si applica, secondo i casi, una delle sanzioni accessorie previste nel decreto legislativo recante i principi generali per le sanzioni amministrative in materia tributaria, per un periodo da tre a sei mesi. La durata delle sanzioni accessorie può essere elevata fino a dodici mesi, se la sanzione irrogata è superiore a euro 100.000”.
Per quel che riguarda i contribuenti che non accetteranno la proposta di concordato preventivo biennale, la soglia passa a 25.000 euro e 50.000 euro.
Si ricorda che secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 1 del decreto legislativo n. 472 del 1997, costituiscono sanzioni amministrative accessorie:
- l’interdizione dalle cariche di amministratore, sindaco o revisore di società di capitali e di enti con personalità giuridica, pubblici o privati;
- l’interdizione dalla partecipazione a gare per l’affidamento di pubblici appalti e forniture;
- l’interdizione dal conseguimento di licenze, concessioni o autorizzazioni amministrative per l’esercizio di imprese o di attività di lavoro autonomo e la loro sospensione;
- la sospensione dall’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa.
Maggiore rischio di controlli fiscali per chi non aderisce al concordato preventivo biennale
Non solo sanzioni accessorie a soglie ridotte. La mancata adesione al concordato preventivo biennale porta al rischio di maggiori controlli fiscali.
Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno intensificare i controlli verso le partite IVA che non accetteranno la proposta di concordato, disposizione prevista dall’articolo 34 del decreto legislativo n. 13/2024.
Un aspetto posto in evidenza dalla stessa Agenzia, nel “tachimetro fiscale” consegnato agli interessati all’interno del Cassetto Fiscale così come nella circolare omnibus pubblicata per accompagnare le adesioni al concordato 2026/2027.
Chi non aderirà al concordato preventivo verrà inserito in liste selettive, ma come già evidenziato dal Viceministro Leo non vi sarà nessun effetto negativo in caso di IVA e redditi correttamente dichiarati.
In caso contrario, sarà invece alto il rischio di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Concordato preventivo, sanzioni facili e più controlli per chi non aderisce