Bonus beni strumentali ordinari in scadenza il 31 dicembre 2022: come accedere all’agevolazione

Bonus beni strumentali ordinari in scadenza il 31 dicembre 2022: ultimi mesi per accedere all'agevolazione, che spetterà fino al mese di giugno del prossimo anno solo a specifiche condizioni. Un focus sulle regole per l'accesso al credito d'imposta del 6 per cento.

Bonus beni strumentali ordinari in scadenza il 31 dicembre 2022: come accedere all'agevolazione

Bonus beni strumentali ordinari in scadenza alla fine dell’anno.

È fissato al 31 dicembre 2022 il termine ultimo per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali diversi da quelli rientranti nell’ambito dell’Industria 4.0.

Nel primo caso si tratta dei beni rientranti nell’ex super ammortamento, agevolati con un credito d’imposta pari al 6 per cento dei costi ammissibili. Stesso ammontare anche per i beni ordinari immateriali diversi da quelli ad alto contenuto tecnologico.

In ambedue i casi è prevista la possibilità di estensione del periodo per l’ultimazione dell’investimento, fino al mese di giugno, ma solo nel rispetto di specifiche condizioni.

Bonus beni strumentali ordinari in scadenza il 31 dicembre 2022: come accedere all’agevolazione

È il comma 1055, articolo 1 della legge n. 178/2020 a fissare al 31 dicembre 2022 la scadenza del bonus fiscale riconosciuto per gli investimenti in beni strumentali ordinari.

Nello specifico, il termine di fine anno interessa le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge n. 232/2016 e all’allegato B della medesima legge per quel che riguarda i beni strumentali immateriali.

Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 2 milioni di euro di costi ammissibili per quel che riguarda i beni materiali rientranti nell’ex super ammortamento, limite che scende a 1 milione di euro per i beni immateriali.

Diverse quindi le condizioni del bonus per i beni strumentali ordinari, mentre è la stessa la percentuale del credito d’imposta riconosciuto, pari al 6 per cento.

L’agevolazione non è stata ritoccata dall’ultima Legge di Bilancio e, a differenza dei bonus per gli investimenti rientranti nell’ambito dell’Industria 4.0, non è stata prorogata e rimodulata.

Bonus beni strumentali ordinari, dai beneficiari agli investimenti agevolati

A fine anno quindi verrà meno la possibilità per le imprese di accedere ad agevolazioni specifiche per i beni diversi da quelli ad alto contenuto tecnologico, salvo novità che potrebbero essere inserite verosimilmente nella prossima Legge di Bilancio.

Intanto però per chi ha in programma investimenti e acquisti è bene muoversi per tempo, per evitare di “perdere il treno” del credito d’imposta.

Si ricorda che ad averne diritto sono le imprese, residenti nel territorio dello Stato e ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, così come gli esercenti arti e professioni.

Diversi i beni strumentali ammessi al bonus fiscale, che a titolo esemplificativo spetta sia per l’acquisto di macchinari e arredi che per software o altre tipologie di applicativi informatici.

Un elenco ampio di beni agevolabili mediante il credito d’imposta del 6 per cento e che, in specifiche fattispecie, potrà essere riconosciuto anche per i costi sostenuti fino alla metà del 2023.

Bonus beni strumentali ordinari fino al 30 giugno 2023: come funziona il periodo extra per completare gli investimenti

Se la scadenza principale da tenere a mente è quella del 31 dicembre 2022, in alcuni casi sarà possibile beneficiare di un termine aggiuntivo per l’accesso all’agevolazione.

Così come previsto per la generalità dei bonus fiscali riconosciuti sugli investimenti in beni funzionali all’attività svolta, è infatti prevista la possibilità di ultimare gli investimenti entro i sei mesi successivi alla scadenza.

In particolare, il credito d’imposta del 6 per cento potrà essere applicato anche agli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2023, a patto che alla data del 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e risultino versati acconti pari almeno al 20 per cento del costo complessivo.

Accettazione dell’ordine e versamento degli acconti sono quindi le due condizioni che consentono di spostare l’agevolazione fino alla metà del 2023. In tutti gli altri casi, il credito d’imposta si fermerà alla fine dell’anno.

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