Chi rinvia il pensionamento ha diritto ad un aumento in busta paga. Come funziona il bonus Giorgetti e come richiederlo all’INPS
Anche per il 2026 è confermato il cosiddetto bonus Giorgetti, l’incentivo al posticipo del pensionamento.
Si tratta della misura che da qualche anno a questa parte permette a lavoratori e lavoratrici che decidono di rinviare la pensione di ottenere un contributo in busta paga.
Dall’INPS arrivano le istruzioni per la fruizione. Come fare per ottenere l’aumento di stipendio e chi può richiederlo?
Aumento di stipendio per chi rimanda la pensione: come funziona e chi può fare domanda
La Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato Quota 103 e Opzione Donna ma ha confermato il cosiddetto bonus Giorgetti, l’incentivo al posticipo del pensionamento.
I dipendenti che nel corso dell’anno maturano il diritto alla pensione anticipata possono infatti scegliere di rimandare l’uscita dal lavoro e ottenere un aumento in busta paga.
L’agevolazione, attiva ormai da qualche anno, riconosce infatti un aumento di stipendio ai dipendenti che decidono di restare al lavoro nonostante abbiano maturato i requisiti per la pensione. Nello specifico, lavoratori e lavoratrici che scelgono questa opzione si vedranno accreditare sullo stipendio i contributi a loro carico (il 9,19 per cento della retribuzione), in pratica un aumento di stipendio di circa il 9 per cento. Di contro, però, si rinuncia all’accredito sul proprio montante contributivo.
Facendo seguito alla circolare pubblicata lo scorso febbraio, l’INPS fornisce ulteriori indicazioni per la fruizione dell’incentivo al posticipo del pensionamento. Nella circolare n. 42/2026, l’Istituto riepiloga i criteri di accesso alla misura, alla luce delle novità introdotte dall’ultima Manovra.
Considerata, infatti, la mancata conferma di Quota 103, la facoltà di avvalersi dell’incentivo al posticipo del pensionamento riguarda i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO o alle forme sostitutive ed esclusive della medesima che:
- entro il 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti minimi previsti per l’accesso alla pensione anticipata flessibile, cioè quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi);
- entro il 31 dicembre 2026 maturano i requisiti minimi previsti per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini).
Per poter ottenere l’aumento inoltre, per i lavoratori e le lavoratrici è necessario rispettare altre due condizioni:
- non essere titolari di pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
- non aver maturato il requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia.
Chi ha maturato i requisiti per quota 103 entro il 31 dicembre 2025, quindi può ancora accedere all’incentivo. Per tutti gli altri, il requisito per l’accesso alla pensione può essere maturato anche nel corso del 2026.
I contributi non saranno più versati al lavoratore nel momento in cui questo accede ad una pensione diretta, ad esclusione dell’assegno ordinario di invalidità, oppure matura il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia prevista dalla gestione di appartenenza.
Bonus Giorgetti per il posticipo della pensione: domanda e decorrenza
Come ricordato anche dall’INPS, l’agevolazione è stata potenziata dalla Legge di Bilancio 2025, la quale ha disposto che la somma che lavoratori e lavoratrici ricevono in busta paga non deve essere tassata. Chi rimanda la pensione riceverà quindi l’intero aumento, senza decurtazioni.
L’incentivo, inoltre, è compatibile con eventuali esoneri contributivi per i datori di lavoro, mentre non è cumulabile con il taglio del cuneo fiscale o con altri esoneri dal versamento della quota di contribuzione a carico del lavoratore.
La possibilità di optare per il bonus Maroni vale per tutti i rapporti di lavoro sia in essere sia successivi, può essere esercitata una sola volta in qualunque momento, a partire dalla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata, e può essere revocata.
Va specificato che gli effetti del bonus non si vedono immediatamente ma solamente una volta trascorse le finestre temporali previste per la decorrenza dell’assegno pensionistico. Chi matura la pensione con Quota 103 deve aspettare:
- 7 mesi se dipendenti privato o lavoratore autonomo;
- 9 mesi se dipendenti delle pubbliche Amministrazioni.
Per la pensione anticipata ordinaria, invece, la finestra per la decorrenza è di 3 mesi dalla maturazione del requisito contributivo.
Per poter usufruire del bonus i dipendenti devono inviare l’apposita comunicazione all’INPS. L’Istituto entro 30 giorni certifica la maturazione dei requisiti e lo comunica al datore di lavoro.
Solo all’esito dell’avvenuta comunicazione da parte dell’Istituto al datore di lavoro, quest’ultimo può sospendere il versamento dei contributi a carico del lavoratore e all’eventuale recupero a conguaglio delle somme già versate.
La domanda per l’accesso al bonus si può trasmettere direttamente dal sito istituzionale, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure attraverso patronati o contact center.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Aumento di stipendio per chi rimanda la pensione: come funziona e chi può fare domanda