Aumento età pensionabile, Giorgetti: “per uno stop vedremo nel 2026”

Francesco Rodorigo - Pensioni

L’aumento dell'età per andare in pensione è confermato nella Legge di Bilancio 2026. Scatterà dal 2027 nel corso del prossimo anno potrebbe arrivare un nuovo intervento per bloccarlo

Aumento età pensionabile, Giorgetti: “per uno stop vedremo nel 2026”

Dal 2027 scatterà l’aumento dell’età richiesta per poter andare in pensione.

Dopo un lunga discussione, e non pochi scontri, lo stop all’adeguamento alla speranza di vita non trova spazio nel testo della Legge di Bilancio.

La scelta del governo è stata quella di limitare l’aumento: sarà distribuito su due anni. L’età pensionabile aumenterà di tre mesi ma gradualmente, uno dal 2027 e altri due dal 2028.

Non si chiude però a nuovi possibili interventi. Dopo l’inserimento della proposta di stop all’ordine del giorno nella discussione del testo finale della Manovra alla Camera, il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detto favorevole ad un possibile intervento: “si vedrà durante il 2026”.

Aumento età pensionabile, Giorgetti: “per uno stop vedremo nel 2026”

Alla fine l’aumento dell’età per andare in pensione ci sarà, sebbene in forma ridotta.

Dopo le tante discussioni che hanno incendiato i lavori nel cantiere della Legge di Bilancio 2026, specialmente per quel che riguarda il capitolo previdenza, la norma che proponeva lo stop all’incremento dei requisiti per l’accesso alla pensione non ha trovato spazio.

Nel testo entra, però, una “toppa”. L’aumento ci sarà ma sarà graduale. A gennaio del 2027 è, infatti, previsto l’aumento di tre mesi dei requisiti previdenziali per via dell’adeguamento alla speranza di vita.

Tale aumento non è stato bloccato ma mitigato. In pratica, dal 2027 l’aumento scatterà come previsto ma sarà distribuito su due anni: l’età pensionabile salirà di un solo mese nel 2027, per poi aumentare di altri due mesi dal 2028.

Dal 2027, dunque, per andare in pensione serviranno 67 anni e un mese d’età. Stesso incremento anche per la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne.

Questo a meno che non arrivino nuovi interventi tra qui e il 1° gennaio del 2027. Se la modifica non è arrivata con la Legge di Bilancio 2026 non significa che non possa essere messa in pratica nel corso del prossimo anno. Ed è proprio su questa possibilità che sono arrivate delle aperture da parte del governo, che hanno trovato il favore del Ministro dell’Economia Giorgetti, il quale ha commentato l’ordine del giorno presentato ieri dalla Lega in occasione della discussione finale alla Camera sul testo della Manovra proprio per stoppare l’aumento.

L’ultimo atto della legge di Bilancio, prima del voto finale previsto per oggi, è stata infatti la discussione degli ordini del giorno con i quali le forze politiche puntano a impegnare il governo a portare avanti determinate iniziative.

Noi siamo intervenuti per ridurre l’aumento perché automaticamente aumentava di tre mesi dal 2027. Lo abbiamo ridotto e abbiamo dovuto coprirlo con più di un miliardo. La Lega chiede di ridurlo ulteriormente, vedremo durante il 2026”, ha specificato il Ministro.

La battaglia resta quindi aperta. Ad oggi i requisiti per la pensione aumenteranno dal 2027 ma non è ancora detta l’ultima parola.

Come cambia l’età pensionabile con le novità inserite in Legge di Bilancio

L’aumento dell’età pensionabile sarà, dunque, graduale con un mese in più dal 2027 e altri due mesi dal 2028.

Questo significa che dal 2027 per andare in pensione serviranno 67 anni e un mese d’età. Stesso incremento anche per la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini (oggi 42 anni e 20 mesi), un anno in meno per le donne.

Dal 2028 tali requisiti saliranno a 67 anni e 3 mesi d’età per la pensione di vecchiaia e a 43 anni e 1 mese di contributi versati per l’uscita anticipata ordinaria (sempre un anno in meno per le donne).

La novità inserita in Manovra salva dall’aumento solo alcune specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici. Lo stop all’incremento dei requisiti riguarderà solo chi svolge mansioni gravose e usuranti. Come si legge nel testo della Legge di Bilancio 2026, si tratta delle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti che svolgono le professioni indicate all’allegato B della Legge di Bilancio 2018. La professione deve essere svolta, al momento del pensionamento, da almeno 7 anni negli ultimi 10 o da almeno 6 anni negli ultimi 7. Inoltre, devono aver versato almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, elencate all’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del decreto legislativo n. 67/2011, e sono in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni.

Si attende ora solo la votazione della Camera per l’approvazione definitiva, dalla quale non arriveranno soprese dato il voto di fiducia di ieri, e la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

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