Assegno unico: ISEE aggiornato al 2026 entro il 28 febbraio per evitare di ricevere l’importo minimo

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Per continuare a calcolare l’importo dell’assegno unico tenendo conto della propria condizione economica, anche per il 2026 è necessario rinnovare l’ISEE entro la scadenza di fine febbraio. In mancanza di una DSU aggiornata, da marzo l’INPS erogherà l’importo minimo

Assegno unico: ISEE aggiornato al 2026 entro il 28 febbraio per evitare di ricevere l'importo minimo

Come ogni anno sono due le date da segnare in calendario per quanto riguarda l’assegno unico e la dichiarazione ISEE.

Anche nel 2026, infatti, è necessario presentare l’ISEE aggiornato entro la fine di febbraio in modo da continuare a ricevere tutto l’importo spettante nel corso dell’anno.

Senza una DSU aggiornata al 2026, dal 1° marzo sarà erogato l’importo minimo, pari a 58,30 euro.

Ad ogni modo, c’è tempo fino alla scadenza del 30 giugno 2026 per inviare l’ISEE aggiornato e ricevere tutti gli arretrati spettanti da marzo.

Assegno unico: ISEE aggiornato al 2026 entro il 28 febbraio per evitare di ricevere l’importo minimo

L’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) relativo al 2025 è scaduto a fine dicembre e pertanto tutti coloro che beneficiano di prestazioni collegate al modello ISEE devono aggiornare i valori al 2026.

Il valore ISEE è uno dei requisiti principali per il calcolo dell’assegno unico e universale, la prestazione che spetta alle famiglie con figli a carico dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni e senza limiti di età per i figli con disabilità.

L’importo mensile della prestazione, infatti, viene parametrato in base alla composizione del nucleo e al valore ISEE.

Dal 2023 l’INPS ha introdotto la funzione di rinnovo automatico della domanda per chi già beneficia della prestazione. L’importo, infatti, viene erogato automaticamente a tutte le famiglie che già ricevono la prestazione (con una richiesta in corso di validità), le quali non saranno tenuti a presentare la domanda di rinnovo ogni anno.

I richiedenti, però, sono tenuti a comunicare all’INPS eventuali variazioni nelle informazioni indicate in precedenza, tramite la presentazione di una DSU aggiornata.

Come detto, dato che la somma erogata dall’INPS viene determinata proprio sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare in corso di validità, per continuare a ricevere l’importo dell’assegno unico spettante i soggetti interessati devono rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio 2026.

Senza una DSU aggiornata (o per valori ISEE oltre 46.582,71 euro), l’INPS erogherà l’assegno con importo minimo, cioè 58,30 euro per figlio minore.

Dallo scorso anno, ricordiamo, è operativo il nuovo regolamento per l’ISEE, che disciplina tra le altre cose anche l’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo. Con la Legge di Bilancio 2026, inoltre, sono arrivate ulteriori novità per l’ISEE con l’introduzione di una doppia soglia per l’esclusione della prima casa dal calcolo, le novità sulla DSU precompilata e la stretta su criptovalute e patrimonio mobiliare. Queste ultime novità, però, non sono ancora operative.

Assegno unico: ISEE aggiornato entro il 30 giugno per ricevere gli arretrati

La prestazione è stata garantita, senza variazioni, per le mensilità di gennaio e febbraio 2026.

Chi presenta la nuova DSU entro fine febbraio riceverà l’importo aggiornato a partire dalla mensilità di marzo 2026. In caso di mancata presentazione entro tale data, invece, come detto, l’INPS erogherà l’importo minimo.

È importante sottolineare che gli importi spettanti da marzo e non ricevuti non vanno persi. C’è comunque tempo fino alla scadenza del 30 giugno 2026 per inviare l’ISEE aggiornato e ricevere tutti gli arretrati.

Nel 2026, come anticipato, è arrivato un nuovo aumento dell’importo dell’assegno unico, derivante dall’adeguamento annuale alla variazione del costo della vita, in base a quanto stabilito dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 230 del 2021.

Per l’anno in corso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha indicato un adeguamento all’inflazione pari all’1,4 per cento. Si attende ora la canonica circolare INPS con le tabelle con l’adeguamento degli importi e delle relative soglie ISEE.

All’importo base si aggiungono poi tutte le eventuali maggiorazioni previste.

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