Ape Sociale 2024 con i nuovi requisiti: come e quando fare domanda

Francesco Rodorigo - Pensioni

Il trattamento di anticipo pensionistico, Ape Sociale, è stato prorogato anche per il 2024 ma cambiano i requisiti di accesso. L'età minima per uscire dal lavoro aumenta a 63,5 anni e si restringe l'elenco delle mansioni gravose. Le istruzioni su come fare domanda e le scadenze da rispettare

Ape Sociale 2024 con i nuovi requisiti: come e quando fare domanda

Aumenta il requisito anagrafico per accedere all’Ape Sociale, il trattamento di anticipo pensionistico INPS.

La Legge di Bilancio 2024 ha confermato la misura anche per il nuovo anno ma ha previsto anche una stretta sui requisiti di accesso, con l’età anagrafica minima che sale a 63,5 anni.

Il trattamento nel 2024 spetterà, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a tutti i soggetti in specifiche condizioni con almeno 63,5 anni d’età e 30 di contributi e che non siano già titolari di pensioni dirette. Si tratta dei lavoratori che svolgono mansioni gravose, degli invalidi civili al 74 per cento, dei caregivers e dei dipendenti disoccupati che hanno esaurito il relativo trattamento.

Salta anche la conferma dell’ampliamento delle categorie di lavoratori con mansioni gravose riconosciuto dalla Legge di Bilancio 2022 e confermato da quella dello scorso anno. Dal 2024 si torna al vecchio elenco ridotto.

La domanda si può presentare entro le stesse finestre temporali previste per il 2023. La prima è in scadenza il 31 marzo 2024.

Ape Sociale 2024 con i nuovi requisiti: come e quando fare domanda

La Legge di Bilancio 2024 ha prorogato per un ulteriore anno l’applicazione dell’Ape Sociale, introducendo però nuove restrizioni per l’accesso al trattamento.

Dopo un percorso tortuoso nel corso del quale si è anche ipotizzata l’eliminazione della misura, assieme ad Opzione Donna, l’altro incentivo al pensionamento anticipato, il Governo ha deciso di confermare l’Ape Sociale ma con una stretta sui requisiti.

L’Ape Sociale è la misura di anticipo pensionistico introdotta dalla Legge di Bilancio del 2017 (legge n. 232/2016) ed erogata dall’INPS, che permette a specifiche categorie di lavoratori che non hanno ancora maturato i requisiti minimi per la pensione anticipata o di vecchiaia di uscire dal lavoro.

Il trattamento, infatti, viene concesso finché il lavoratore non può accedere a tali forme pensionistiche.

Cosa cambia, dunque, con la Legge di Bilancio 2024? In primo luogo, ad essere modificati, come detto, sono i requisiti per l’accesso alla misura, nello specifico quello anagrafico. L’età minima per fare donna, infatti, sale di 5 mesi, da 63 a 63,5 anni.

A poter beneficiare dell’Ape Sociale sono particolari categorie di lavoratori e lavoratrici:

  • lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose (al momento della domanda la professione deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno 6 anni negli ultimi 7);
  • gli invalidi civili al 74 per cento;
  • i dipendenti disoccupati che hanno esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente);
  • i caregivers che assistono da almeno 6 mesi.

Restano invariati i requisiti di contribuzione minima, che cambiano in base alla categoria di appartenenza:

  • almeno 30 anni per i dipendenti disoccupati, gli invalidi civili e i caregivers;
  • almeno 36 anni per gli altri lavoratori che svolgono mansioni gravose.

Per le lavoratrici madri di tutte le categorie, poi, è prevista un’ulteriore riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio (massimo 2 anni).

Ape Sociale 2024: la nuova platea dei lavoratori con mansioni gravose

Un’altra novità riguarda la platea dei lavoratori con mansioni gravose che possono accedere all’Ape Sociale.

La Manovra 2024, infatti, non ha rinnovato per l’anno in corso l’ampliamento della lista delle categorie di lavori gravosi e le riduzioni contributive (per dipendenti di imprese edili ed affini, per i ceramisti e per i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta) riconosciute per il biennio 2022/2023 dalla Legge di Bilancio del 2022 e da quella del 2023.

Pertanto, per il 2024, le mansioni gravose tornano ad essere quelle specificate nell’allegato C della Legge di Bilancio 2017 ed elencate di seguito:

  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape Sociale 2024: importo del trattamento e come fare domanda

L’ultima novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 riguarda l’incumulabilità totale della prestazione con il reddito da lavoro, sia dipendente sia autonomo. Fino al 2023 era compatibile nei limiti di 8.000 e 4.800 euro.

Fanno eccezione solamente i redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

La prestazione di Ape Sociale prevede un trattamento economico di accompagnamento alla vecchiaia, o fino alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata, pari al rateo della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se inferiore a 1.500 euro.

Se, invece, la rata della pensione ha un importo maggiore si riceverà un assegno di 1.500 euro.

Nel caso in cui i contributi siano versati presso più gestioni interessate dall’Ape Sociale, la rata mensile della pensione viene calcolata per la parte spettante a ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati.

L’importo assegnato non è rivalutabile. L’indennità viene erogata dall’INPS ogni mese per 12 mensilità annue.

Chi matura i nuovi requisiti di accesso entro la scadenza del 31 dicembre 2024, dovrà presentare la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio prima di inviare la richiesta.

Anche per il 2024 sono previste le stesse finestre temporali degli scorsi anni:

  • dal 1° gennaio al 31 marzo;
  • dal 1° aprile al 15 luglio;
  • dal 16 luglio al 30 novembre.

La domanda di riconoscimento delle condizioni e quella per l’accesso al trattamento si trasmettono alle sedi territoriali INPS competenti in modalità telematica, utilizzando i consueti canali istituzionali:

  • sito dell’INPS, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS;
  • CAF e Patronati.

In caso di esito positivo, la prestazione viene erogata a partire dal primo giorno del mese successivo all’invio della domanda.

Si attende ora la circolare INPS con tutti i dettagli sulle novità.

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